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La fatica di vivere con le ansie future!

Inserito da on 5 aprile 2010 – 09:03Un commento

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Umanità in caduta libera. In crisi profonda, che non si desta dal peccato originale nell’esasperarne le conseguenze. Il Papa, nel suo messaggio pasquale, ha incisivizzato il dramma che il nostro tempo vive, nello smarrimento dell’identità cristiana. Sembra proprio che la fede, sia l’ultima ancella dei nostalgici. Relegata al ruolo di cenerentola, in minuti contesti urbani. Nella società globalizzata ed in corsa, parlare di Dio, anacronistico. Vivere un Cristianesimo, non di facciata, quasi giurassico. Nella perdita totale della genesi cristiana, l’annientamento delle coscienze. E la conseguente cancellazione del fine esistenziale. Per molti, la corsa all’edonismo più sfrenato, a volte perfino contro natura, tra pruriti ambiziosi e vertigini economiche. Un quadro che non lascia presagire un futuro roseo per le nuove generazioni e che rende ardua la sopravvivenza a quelle stagionate o di media età. A quanti ancora credono nell’etica e nei valori che partono dal rispetto delle regole civiche, per cessare a quelle di ordine prettamente catechetico. In uno scacchiere dissacrante, laddove la politica ha invertito i parametri dell’esistenza, innestando la marcia dell’arrivismo a qualunque costo, della corruzione, carta vincente del successo, l’annientamento di chi non intende vivere rinnegando l’autenticità umana. Il valore della dignità, che non si prostituisce dinanzi al potente di turno, incollata al suo uscio chiuso, con tanto di cappello serrato tra le mani. Di chi non intende cedere alle lusinghe della corruzione, anche se clochard, riuscendo a rasentare l’eroismo nel consegnare alla legge, portafogli smarriti, zeppi d’euro. “Voi che siete in grado di scrutare il volo degli uccelli, non comprendete che questo tempo è iniquo” : Cristo oltre duemila anni fa. E la scena, più che mai attuale. Alla luce dei vati di fortuna, pronosticanti l’imminente fine del mondo, interpretando il calendario Maya, il dubbio irretisce i più fragili, lasciando indifferenti i superficiali. Occorre scomodare di tanto in tanto qualche mentore del caso, rovistare tra le centurie di Nostradamus o appellarsi alle sibille del ciarlatano di fortuna, per leggere postumi segni dei tempi. Di questi tempi, nei quali l’anoressia di valori, accelera le ansie dei meno ingordi di cupidigie terrene. Di apocalittiche inclinazioni dell’asse terrestre, che creano smottamenti del pianeta. Di pochi eroi, ancora con la lanterna in mano, come le vergini sapienti. In questo mondo di matti, per dirla con Venditti, dove ognuno si comporta a modo suo, senza badare che a se stesso esiste troppa solitudine tra mille angosce future. I martiti dell’antica Roma: i novelli cristiani “pecore in mezzo ai lupi…!”  Come vivere, a chi far riferimento, l’interrogativo che molti si pongono, quando l’umanità acquisisce sempre più il passo della sua fragilità, nel proseguire in un cammino trascendente…continuando a dover tenere i piedi, ben saldi in terra!

Un commento »

  • Un articolo illuminante: da leggere più volte. Peraltro, la gente comune e quelli che la “guidano” cercano o forniscono ancora miracoli, senza avere in conto che ogni essere dovrebbe anzitutto avere nozioni elementari di astrofisica: la risultante delle forze che insistono sul pianeta e di quelle che vi si dipartono, infatti, coinciderebbe, senza alcun dubbio matematico-fisico, in una polverizzazione continua, istante dopo istante, della Terra. Ciò non avviene. Se questo non è il miracolo dei miracoli, non altro che “l’atteggiamento” dell’Intelletto d’Amore del Creatore, il Grande Architetto, verso ognuno di noi, cosa è? Dobbiamo aspettarne qualcun altro da Woytila o da Medjugorje, o ci sarebbe già sufficiente questo, come per sempre, e da sempre, da Neandhertal a chissà quando è in mente Dei? Cosa insegnano, i “maestri”, ai piccoli, agli adolescenti, agli adulti, agli anziani? Le favole? E poi: l’asse terrestre, la sua “magnetica” variazione, e altre matematiche cose, come inconciliabili con la vita, pur “continua”….. Qui stiamo scherzando con Dio.

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