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Covid-19: Didattica a Distanza “Emergenza sì, ma non chiamiamola Scuola!”

Inserito da on 25 aprile 2020 – 10:01No Comment

Rita Occidente Lupo

L’attuale pandemia, che ha colto il Paese di sorpresa, ha trovato anche la Scuola impreparata a dover gestire in emergenza il processo didattico, in corso d’anno scolastico, sui rintocchi di scadenze periodiche ed in vista di valutazioni finali. Eppure ancora una volta ha dovuto dar spazio alla propria capacità di gestire il sapere, con i nuovi media che mai come in questo momento, alleati per la Didattica a Distanza.

Un tam tam a caccia di piattaforme sul web, di programmi per accedere virtualmente a sistemi telematici e per rendere proficua la prolungata quarantena degli studenti d’ogni fascia d’età. Un caos, diciamola tutta, che si vuol tentare di patinare come successo della politica imperante, che intende marciare sempre più verso un sapere a distanza! Naturalmente il dissenso non manca, di chi si scontra ogni giorno realmente col problema di dover garantire la sicurezza dei contenuti inseriti in rete per gli allievi, la durata delle lezioni, la metodologia, le valutazioni… Una cosa è l’emergenza, ben altra quella di far diventare prassi la sostituzione della docenza in presenza! Il rapporto diretto con gli allievi, l’aspetto psicologico, l’interazione reale, non virtuale, la socializzazione e tant’altro ancora, non possono esser sostituiti da un modello informatico, che abbrutisce l’individuo. Fino a qualche tempo fa s’additava alla rete come arbitra dell’eutanasia emotiva! Come pericolo per cyber, pedopornografia…ora sembra quasi emulata per l’apprendimento a Distanza, come risposta didattica del nostro tempo!  “Una cosa è parlar d’emergenza, altra è farla andare a regime- sostengono dei Dirigenti Scolastici dell’Agro-Nocerino-Sarnese, che vantano una platea difficile e non sempre motivata, nella quale non mancano progetti d’inclusione.- Inoltre c’è il problema delle famiglie, spesso impreparate alla didattica digitale o impossibilitate a seguire i propri figli a pc sulle diverse piattaforme. Specialmente per la Scuola dell’Infanzia e della Primaria. Per la Secondaria invece, ci vengono segnalati problemi in crescendo di cyberbullismo.

Inoltre i docenti, che si sentono defraudati dal ruolo di valutatori, per i mutati paradigmi, lamentano anche la carenza di materiali e di strumenti di facile consumo per la scrittura. Il sistema delle piattaforme poi, piuttosto complicato e non tutti i docenti hanno una capacità d’apprendimento tecnologico immediata. Ci chiediamo quale apprendimento per i ragazzi, quello che non li vede studiare e spesso svolgere i compiti assegnati, dietro suggerimento dei genitori alle spalle. Ci sono contenuti, come quelli matematici, che possono essere svolti solo in presenza diretta! Con la Didattica Digitale, cade la laborialità, la manipolazione, sperimentalmente parlando. La sovraesposizione mediatica inoltre, crea rischi alla vista per la luminosità, per le radiazioni, l’ergonomicità. Si parla tanto di postura da correggere a scuola, per esorcizzare quella scoliotica e poi davanti ad un pc domestico, gli allievi semmai sono sdraiati a letto o in altre posizioni scomode per tempo.

Non sempre i Genitori possono seguire i propri figli, perchè a volte sono a lavoro ed i ragazzi, quando navigano, rischiano anche di perdersi…Non a caso continuano più che mai le violazioni di password  e gli hacker in incremento. Ci auguriamo che a Settembre potremo riprendere con la marcia giusta, recuperando il ruolo della Scuola in presenza, che gode degli strumenti tecnologici del tempo, ma non li erge a Magistri!”

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