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Benvenuti al Nord?

Inserito da on 2 febbraio 2012 – 07:394 Comments

Giovanna Rezzoagli

Ci sono stereotipi che ormai risultano profondamente radicati nella cultura italiana. In verità, esistono da che esiste l’essere umano, con lo scopo di affermare la propria individualità a scapito di quelle altrui. Chi non si ferma alla superficie delle situazioni ed ha il buon senso, nonché l’intelligenza, di andare oltre le apparenze, spesso scopre che la realtà è ben diversa e che l’essere umano è sempre quello indipendentemente dall’etnia di appartenenza, dal genere, dalla religione professata, da tutto ciò che sembra caratterizzarlo di primo acchito. E’ un bene riflettere e ragionare sugli stereotipi perché, specialmente in periodi storici segnati da grandi problematiche, hanno il potere di esercitare una maggiore influenza su chi è più indifeso intellettualmente. E’, in parte, ciò che accadde nella Germania nazista e nell’Italia fascista con i regimi schierati con il consenso del popolo contro le etnie più deboli. Semplificando il concetto, più si è spaventati dalle condizioni esistenziali e più si diventa individualisti. Si è spesso convinti, a livello di stereotipo, che nel Sud Italia siano concentrati i disagi sociali maggiori, la criminalità sia più radicata, l’ambiente sia più degradato, le condizioni di vita siano più difficili. Parimenti si tende a credere che al Nord ed al Centro Italia sia tutto più facile, più pulito, più ordinato. Vero? A qualcuno certamente fa comodo credere, e far credere, che sia così. Indiscutibilmente il Sud Italia ha serissime problematiche, che risultano ancor più macroscopiche forse in virtù di una certa propensione all’enfasi degli Italiani del Sud rispetto a quelli del Nord. Al Nord si è più discreti e sovente la spazzatura finisce sotto il tappeto. Il che non significa non esista. Il che non significa che al Nord, o al Centro, non esistano le stesse identiche problematiche presenti al Sud. Due esempi di ciò sono offerti dalla vita di periferia che si vive a Sestri Levante: bellissima cittadina in provincia di Genova, nota nel mondo come “Città delle favole”, sede del celebre concorso letterario “Premio Andersen”, città che con le sue due baie, Delle Favole e Del Silenzio, offre un paesaggio davvero unico. Eppure è sufficiente spostarsi verso la periferia e i nomi suggestivi lasciano spazio a ben altre “suggestioni”. Vi è un intero quartiere che, ufficiosamente, è noto a tutti col nome di “Bronx”, il perché lo si intuisce facilmente. Lo stato di degrado con una piccola discarica a cielo aperto di spazzatura di vario tipo. Una mini rotatoria (forse la più piccola d’Italia?), centrata da qualche incauto automobilista. Questa rotatoria, che esiste da tre, forse quattro mesi, è stata “centrata” almeno quattro volte: dopo l’ultima evidentemente si è deciso che tanto vale lasciarla nelle condizioni attuali. La viabilità assomiglia ad un videogioco impazzito: nove rotatorie, in una cittadina di circa diecimila abitanti! Soprassedendo pietosamente su viabilità e ambiente, nel “Bronx” non si può stendere il bucato di notte. Se si abita a piano terra, è un terno al lotto ritrovarlo tutto al mattino. Banalità urbane? Forse, ma difficilmente al Sud arrivano questi spaccati del Nord. Che esistono e tolgono il velo alla vita migliore che si immagina, in modo stereotipato, vi si conduca. La realtà nuda e cruda è data dall’evidenza che tutto il mondo è paese. Nel caso dell’Italia, Nord, Centro o Sud, sempre Italia è. Piaccia o meno, è così da centocinquant’anni.

 

4 Comments »

  • Carissima Dr Giovanna , Le faccio, innanzitutto, i miei complimenti per questo Suo articolo che mi tocca il cuore.
    Direi che la convenzionalità in generale non è affatto una sintesi di un solo popolo , e per tale motivo non può essere sfaccettato l’immagine di un’assieme di gente per crearne una differenza più o meno discriminatoria. Ogni società civile che interessa una Nazione , non può non considerare che , necessariamente vi si devono trovare delle differenze di linguaggio e abitudinari. L’Italia è ricca di diversità che la fanno grande proprio perché è totalmente disuguale, ma ricca di splendore di storia , di cultura , di scienza e, soprattutto di grande amore altruistico….
    Lei sa , cara Giovanna che la mia povera esperienza non è stata affatto illuminata da un raggio di sole, ma sicuramente rischiarato dalla luce dell’esperienza. Secondo me, chi ha sempre avuto vita facile , non potrà mai capire quanto sia difficile varcare la soglia della sopravvivenza degli altri.
    Credo che non sia una novità che alcuni del Nord abbiano dei pregiudizi verso i loro fratelli del Sud, solo perché , ancor oggi non si hanno pari privilegi : Proviamo a capire la ricchezza del Nord nei confronti del Sud. Qui la disoccupazione è sempre abbondata, tanto è vero che il Nord è ricco di milioni di meridionali che, per fame, hanno per molti decenni, varcato i confini delle regioni e, se vogliamo, hanno anche contribuito a creare maggiori ricchezze per i fratelli del Nord . Devo anche dire che il Sud è sempre stata penalizzata perché è molto lontana dai confini d’Europa, per tale motivo il prodotto non è stato mai competitivo per via delle spese aggiuntive dovute alla distanza chilometrica. Quindi, a parer mio, gli stereotipi radicati sono quasi come una forma discriminante., e credo che tale forma perdura appunto da centocinquantaanni.
    Mi scuso come sempre per i commenti poco attinenti alla natura degli articoli, ma mi danno occasione di sfogare il mio profondo sentire.
    Un abbraccio cordiale. Alfredo

  • Carissimo Alfredo, i suoi commenti sono a me sempre graditissimi, perchè si percepisce nettamente quanta intensità essi racchiudano. Oggi sembra assurdo parlare di razzismo, in un’epoca in cui i confini non esistono più, geograficamente sono quasi annullati grazie ai mezzi di trasporto e di comunicazione. Ma culturalmente sono ben presenti, specialmente quando le cose vanno male per tutti. Io, secondo il più rigido schema, sono del Nord al cento per cento, emiliana doc si direbbe. Ho sposato un siciliano, che il razzismo lo ha vissuto sulla propria pelle. Ma anch’io nel momento in cui sono venuta a vivere in Liguria, in cui sono nata per causa di forza maggiore, ho avuto i miei problemi. E’ un problema di mentalità e di cultura, e bisogna stare ben attenti a non abbassare la guardia, poichè la tendenza a cercare le diversità più che le somiglianze tra esseri umani è in forte crescita. Siamo tutti uguali nel nostro essere unici. Non bisogna perdere occasione di ribadirlo, altrimenti il futuro sarà sempre più nero.
    Con tanto affetto
    giovanna

  • Sono daccoedo con lei cara Dr Giovanna, ma sono certo che anche lei ammetterà che una sorte di mentalità discriminante,in alcuni soggetti del Nord, non è stata ancora del tutto debellata.
    Affettuasità infinita , Alfredo

  • Certamente caro Alfredo, purtroppo al nord è presente ancora molto pregiudizio verso il sud. Come nel resto del mondo verso l’Italia, come gli italiani hanno pregiudizi verso gli stranieri… l’elenco è infinito. Parlarne, possibilmente con pacatezza e basandosi su parametri equilibrati, è l’unico modo per combattere i pregiudizi. Io diffido sempre delle esternazioni di coloro che hanno verità (sempre e solo sugli altri, mai su se stessi) in tasca. Nel mio lavoro si impara presto che chi disprezza l’altro, a qualsiasi titolo, è insicuro, e più ostenta sicurezza più nasconde la paura…
    dal freddissimo nord ovest, un caldo abbraccio
    giovanna

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