Salerno:Rita Occidente Lupo a “Quando la poesia diventa musica” di Terrone

 

 

Sergio Barletta

Stasera, alle ore 17.00, presso il Salone “ Girolamo Bottiglieri” di Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno a Salerno, sarà presentata l’opera di Francesco Terrone nella serata “Quando la poesia diventa musica”. Alla presentazione dell’opera interverranno la prof. Paola Gatto, il Drg. C.S.A. di Salerno, Luca Iannuzzi, Raimondo Pasquino Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Falerno, Rita Occidente Lupo, direttore responsabile del quotidiano dentrosalerno, l’On. Francesco Pionati giornalista Rai e l’autore Francesco Terrone. Nel corso dell’incontro in un’atmosfera magica la voce di Roberto Coppola e la musica di Maria Rosaria Ciriaco accompagneranno le poesie del poeta ingegnere  Francesco Terrone. La presentazione è della Prof.ssa Ritamaria Bucciarelli, docente l’Università CA’ Foscari di Venezia. Nell’introduzione dell’opera Ritamaria Bucciarelli con sentimento ed amore osserva “    Ho esplorato nel profondo dell’animo per descrivere sentimenti, emozioni, musicalità, deontologie di valori, ma soprattutto calore ed umanità. Sono scesa nelle pieghe più profonde della trama poetica per carpire l’ineffabile della poesia, alla ricerca di quella corrente sotterranea in cui vibra l’essenza primordiale della lingua evocativa e della poesia per indagare e descrivere le tue liriche. Francesco Terrone, sei ingegnere e poeta dalle innumerevoli contraddizioni, razionale e istintivo, metafisico, mistico e scientista, plastico e surreale, ricco di finalismo incoercibile e di una soavità lunare, immerso nel mistico e proiettato verso l’astrofisica. Rappresenti un unicum, una singolarità difficilmente classificabile, metabolizzabile e assolutamente non omologabile, travolgi tutti i giochi con la tua accuratezza e la tua trasgressività, la tua transgenicità. Il tuo verso è melodia, la tua lessia è di una musa incantatrice, l’amore che descrivi è per i puri …  e ahimè! le giustificazioni lessicali servono a poco per commentare le tue liriche. Cesare Segre afferma:  I versi dei poeti non si possono parafrasare, né commentare…, si devono solo ascoltare in religioso silenzio e sognare i “luoghi” dove l’uomo sospeso sulle ali della vita attende un atto d’amore.