Roma: Nuova Compagnia di Canto Popolare “Napoli 1534 e altre storie”, anteprima nazionale

Data davvero imperdibile per tutti gli appassionati di musica popolare: a Roma, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, il 15 giugno, alle ore 21,  in anteprima nazionale è di scena il nuovo spettacolo della Nuova Compagnia di Canto Popolare, “Napoli 1534 e altre storie”, ispirato al loro ultimo album, pubblicato da Squilibri all’inizio della pandemia che ha costretto in un’assurda sospensione l’intero mondo e, ciò nonostante, apprezzato come uno dei capolavori della discografia folk e world e insignito anche di prestigiosi riconoscimenti come la Targa Tenco per il miglior album in dialetto del 2020.

Con alle spalle numerosi album, nei quali hanno ripercorso le molteplici declinazioni di una musica aperta a infinite suggestioni, e innumerevoli concerti e spettacoli in ogni angolo del mondo, il gruppo partenopeo, con il suo ultimo  progetto, ha inteso ritornare alle origini, dove tutto era cominciato, innestando la propria proposta artistica sulla rivisitazione di un antico codice di villanelle e moresche che, di brano in brano, evoca le atmosfere della prima metà del Cinquecento quando Napoli era una delle più vivaci capitali europee, ricca di una produzione musicale all’incrocio tra colto e popolare, nel continuo intreccio di registri espressivi diversi. Un tripudio di suoni ed armonie, ricolmo di echi di disparata origine e dalla grande forza espressiva, fortemente voluto dal compianto direttore artistico, Corrado Sfogli, che ha così firmato anche il proprio testamento spirituale, venendo a mancare poco dopo la pubblicazione del cd-book per il quale aveva composto anche lo scritto introduttivo, calandosi nei panni del principe Ferrante Sanseverino.

Con una sapiente architettura ritmica ed armonica, il gruppo più longevo della  scena musicale italiana, ha voluto così rendere omaggio alla lezione di padri e maestri, evitando l’aridità di un ricalco stilistico, peraltro impossibile, e impegnandosi in una rielaborazione originale dei materiali storici grazie anche alla straordinaria bravura dei musicisti raccolti attorno alla figura carismatica di Fausta Vetere. Un ritorno alle origini che, lungi dal rinnegare quanto realizzato nel corso di cinquant’anni di carriera, vuole invece indicare come tutto si possa ricondurre alla buona musica che travalica confini e steccati e diluisce approcci e disposizioni. Nella seconda parte dello spettacolo segue pertanto una rappresentazione antologica dei brani più celebri della NCCP, suddivisi per ampie sezioni che evidenziano aree d’elezione e appuntamenti calendariali di una tradizione particolarmente estesa e destinata a concludersi nell’apoteosi di una festa cadenzata da pizziche e tammurriate.

Corrado ha fortemente voluto questo progetto –ha dichiarato Fausta Vetere– perché gli sembrava urgente riannodare i legami con un passato che, in verità, non abbiamo mai abbandonato: era impressa nei nostri cuori la lezione di maestri indimenticabili che hanno contribuito in modo determinante alla fondazione della Nuova Compagnia. Il successo di pubblico e di critica di questo ultimo album gli ha dato ragione e per noi costituisce ora uno sprone ulteriore a proseguire su questa strada, stringendo assieme i tanti diversi momenti che compongono la storia di un gruppo che, lasciatemelo dire, ha dato un contributo decisivo alla diffusione nel mondo di suoni e musiche della nostra terra”.

Attorno alle voci di Fausta Vetere e Gianni Lamagna sul palco romano  si ritroveranno gli altri straordinari musicisti dell’ensemble partenopeo: Carmine Bruno (percussioni, tamburo a cornice e tammorra), Umberto Maisto (chitarre), Marino Sorrentino (fisarmonica, tromba e flauto), Michele Signore (violino, mandoloncello e lyra pontiaca) e Pasquale Ziccardi (voce e basso). Tra la prima e la seconda parte dello spettacolo, la NCCP ospiterà altri due artisti della scuderia Squilibri, che hanno da poco pubblicato i  loro nuovi cd, Planetario e Canzoni, legati a doppio filo a una tradizione che è sottesa a certe canzoni, quelle ripescate nei mari del mondo da Peppe Voltarelli e rivisitate all’organetto da Alessandro D’Alessandro: una tradizione che muta continuamente foggia e postura e che ha una delle sue massime espressioni nella Nuova Compagnia di Canto Popolare.

Il concerto romano, il primo dopo la troppo lunga sospensione imposta dalla pandemia, segnerà il ritorno ai live del gruppo partenopeo che, dopo la Targa Tenco per il miglior  album in dialetto e il secondo posto al Premio Loano per la Musica Tradizionale, riceverà anche il Premio alla carriera nella prossima edizione del Premio Bianca D’Aponte, toccando nel loro tour estivo numerose città, da Napoli ad Udine, secondo un calendario ancora in via di definizione.