Cemento e rivoluzione

  

Michele Ingenito

Non conosciamo il testo del provvedimento governativo in materia di ampliamenti del 20% e fino al 30% degli spazi abitativi con possibilità di edificare, sempre in proporzione, sui terrazzi di proprietà.

Immaginiamo, però, che la novità assoluta partorita dalla mente fervida di Berlusconi faccia tintinnare eccome le tasche degli italiani, stimolandoli a tirare fuori i piccoli, medi o grandi risparmi per un investimento sicuro. Quello sul mattone. E’ come avere messo il dito sul pulsante dell’accensione del motore spento dell’economia. Se ne parlava l’altra sera durante una cena a casa di amici. Quasi tutta gente di sinistra, persone perbene certamente, ma, come tutti gli altri, rassegnati alle logiche perverse degli odiosissimi e contorti iter burocratici ed amministrativi che hanno devastato per generazioni la pazienza, e non solo, degli italiani; quando non le loro tasche, per oliare, a suon di mazzette, la volontà di chi di dovere al fine di favorire la pratica di un Tizio accondiscendente anziché quella di un Caio refrattario ai compromessi. Determinando, così, vere e proprie guerre dell’animo, dei principî, della volontà di non cedere dinanzi alla farabuttagine di amministratori e tecnici corrotti; gentaglia, o forse realisti, fate voi, condizionati dal bisogno di campare meglio per ostentare di più, ma a danno dei cittadini, vittime eccellenti di cartari e manipolatori di una burocrazia da ‘ritorno’. Con conseguenti frustrazioni per la gente perbene, disabituata a prostituirsi a simili logiche di corruzione, e automatiche rivincite per i furbastri della porta accanto, perfettamente allineati ai traffici di sottobanco e ai trucchi del sistema. Ora, invece, tutto cambia, o dovrebbe; la burocrazia va a farsi benedire e, pur nel rispetto di criteri minimi basati sulla razionalità, un intero mondo del sociale ha a portata di mano la possibilità di rivalutare ed accrescere il proprio patrimonio in mattoni, senza dovere più confrontarsi con la mala pianta di certa burocrazia deviata. Se non è rivoluzione questa, dite voi. L’economia nazionale scatta in avanti, la ripresa diventa automatica, gli altri paesi si illuminano di curiosità e chiedono lucerne al nostro governo. Un bel successo dei cervelli che da sempre attorniano la mente pratica del Cavaliere, quel “Brain Gain” di cui tutti gli amministratori pubblici dovrebbero servirsi per dare rotte più sicure alle proprie genti. Alle prossime elezioni politico-amministrative locali ed europee si preannuncia un botto ancora più sonoro per il centro-destra, con conseguente inclinazione della prua verso il fondo del sempre meno sicuro “Titanic” di parte politica avversa. Un effetto migliore sullo scioglimento di Alleanza Nazionale non lo si poteva avere a livello nazionale. Perché le due cose sembrano scisse dalla diversità delle matrici: economica, la prima, politica la seconda. E, invece, esse sono perfettamente fungibili tra loro, pur nella loro (ovvia) diversità.Sul piano economico, infatti, tutti – di destra o di sinistra, e di centro naturalmente – sono interessati ad incrementare la qualità della propria vita, sia pure per qualche metro quadrato in più di casa. Senza più lo sconforto di chi rinuncia per principio dinanzi alla complessità spesso voluta della burocrazia. Sembra una inezia. Ma tanta gente, costretta finora a cambiare casa per quella stanza in più indispensabile alle proprie esigenze di vita e di famiglia in crescita, potrà d’ora in poi rientrare su decisioni dagli effetti psicologici spesso devastanti, per quel trauma inevitabile che ogni trasloco in sé rappresenta. Per di più con un vantaggio di sicuro investimento del proprio patrimonio, come abbiamo già detto. Sul piano politico, chi finora faceva fatica ad identificarsi in una forza ideologicamente marcata a destra e che, per questo, vi rinunciava, rimanendo nella posizione statica del dubbio, di fronte alla possibilità di ritrovare e ritrovarsi ufficialmente tra i valori di una conservazione non spigolosa e marcata, scavalcherà il muro interiore delle proprie diverse passioni e sposerà felicemente una causa politica sognata da sempre. Cresce così la democrazia dei consensi intorno ad una parte politica ancor più unificata, a tutto vantaggio dello stesso centro-sinistra, destinato a diventare l’interlocutore assoluto o quanto meno privilegiato dell’attuale forza partitica e di governo.Berlusconi, e tutte le forze politiche che lo sostengono, può dirsi ben fiero di questa ennesima e vincente mossa a tenaglia, a danno esclusivo del concorrente più diretto, il centrosinistra. Cosa che a lui spianerà l’autostrada verso il Quirinale, e a Fini quella non meno diretta di un premierato più solido e forte. Perché, c’è da giurarlo, una delle prossime mosse politiche del centrodestra sarà quella di legiferare in materia, definendo la legittimità costituzionale di un percorso politico ed istituzionale da sempre desiderato e da tempo in ‘stand-by’.

 

 

 

 

 

 

 

Michele Ingenito

Non conosciamo il testo del provvedimento governativo in materia di ampliamenti del 20% e fino al 30% degli spazi abitativi con possibilità di edificare, sempre in proporzione, sui terrazzi di proprietà.

Immaginiamo, però, che la novità assoluta partorita dalla mente fervida di Berlusconi faccia tintinnare eccome le tasche degli italiani, stimolandoli a tirare fuori i piccoli, medi o grandi risparmi per un investimento sicuro. Quello sul mattone. E’ come avere messo il dito sul pulsante dell’accensione del motore spento dell’economia. Se ne parlava l’altra sera durante una cena a casa di amici. Quasi tutta gente di sinistra, persone perbene certamente, ma, come tutti gli altri, rassegnati alle logiche perverse degli odiosissimi e contorti iter burocratici ed amministrativi che hanno devastato per generazioni la pazienza, e non solo, degli italiani; quando non le loro tasche, per oliare, a suon di mazzette, la volontà di chi di dovere al fine di favorire la pratica di un Tizio accondiscendente anziché quella di un Caio refrattario ai compromessi. Determinando, così, vere e proprie guerre dell’animo, dei principî, della volontà di non cedere dinanzi alla farabuttagine di amministratori e tecnici corrotti; gentaglia, o forse realisti, fate voi, condizionati dal bisogno di campare meglio per ostentare di più, ma a danno dei cittadini, vittime eccellenti di cartari e manipolatori di una burocrazia da ‘ritorno’. Con conseguenti frustrazioni per la gente perbene, disabituata a prostituirsi a simili logiche di corruzione, e automatiche rivincite per i furbastri della porta accanto, perfettamente allineati ai traffici di sottobanco e ai trucchi del sistema. Ora, invece, tutto cambia, o dovrebbe; la burocrazia va a farsi benedire e, pur nel rispetto di criteri minimi basati sulla razionalità, un intero mondo del sociale ha a portata di mano la possibilità di rivalutare ed accrescere il proprio patrimonio in mattoni, senza dovere più confrontarsi con la mala pianta di certa burocrazia deviata. Se non è rivoluzione questa, dite voi. L’economia nazionale scatta in avanti, la ripresa diventa automatica, gli altri paesi si illuminano di curiosità e chiedono lucerne al nostro governo. Un bel successo dei cervelli che da sempre attorniano la mente pratica del Cavaliere, quel “Brain Gain” di cui tutti gli amministratori pubblici dovrebbero servirsi per dare rotte più sicure alle proprie genti. Alle prossime elezioni politico-amministrative locali ed europee si preannuncia un botto ancora più sonoro per il centro-destra, con conseguente inclinazione della prua verso il fondo del sempre meno sicuro “Titanic” di parte politica avversa. Un effetto migliore sullo scioglimento di Alleanza Nazionale non lo si poteva avere a livello nazionale. Perché le due cose sembrano scisse dalla diversità delle matrici: economica, la prima, politica la seconda. E, invece, esse sono perfettamente fungibili tra loro, pur nella loro (ovvia) diversità.Sul piano economico, infatti, tutti – di destra o di sinistra, e di centro naturalmente – sono interessati ad incrementare la qualità della propria vita, sia pure per qualche metro quadrato in più di casa. Senza più lo sconforto di chi rinuncia per principio dinanzi alla complessità spesso voluta della burocrazia. Sembra una inezia. Ma tanta gente, costretta finora a cambiare casa per quella stanza in più indispensabile alle proprie esigenze di vita e di famiglia in crescita, potrà d’ora in poi rientrare su decisioni dagli effetti psicologici spesso devastanti, per quel trauma inevitabile che ogni trasloco in sé rappresenta. Per di più con un vantaggio di sicuro investimento del proprio patrimonio, come abbiamo già detto. Sul piano politico, chi finora faceva fatica ad identificarsi in una forza ideologicamente marcata a destra e che, per questo, vi rinunciava, rimanendo nella posizione statica del dubbio, di fronte alla possibilità di ritrovare e ritrovarsi ufficialmente tra i valori di una conservazione non spigolosa e marcata, scavalcherà il muro interiore delle proprie diverse passioni e sposerà felicemente una causa politica sognata da sempre. Cresce così la democrazia dei consensi intorno ad una parte politica ancor più unificata, a tutto vantaggio dello stesso centro-sinistra, destinato a diventare l’interlocutore assoluto o quanto meno privilegiato dell’attuale forza partitica e di governo.Berlusconi, e tutte le forze politiche che lo sostengono, può dirsi ben fiero di questa ennesima e vincente mossa a tenaglia, a danno esclusivo del concorrente più diretto, il centrosinistra. Cosa che a lui spianerà l’autostrada verso il Quirinale, e a Fini quella non meno diretta di un premierato più solido e forte. Perché, c’è da giurarlo, una delle prossime mosse politiche del centrodestra sarà quella di legiferare in materia, definendo la legittimità costituzionale di un percorso politico ed istituzionale da sempre desiderato e da tempo in ‘stand-by’.