Fisciano: Ateneo, Link Fisciano, diritto allo studio, protesta studentesca

Ieri e oggi in tutta Italia gli studenti e le studentesse si sono attivati e mobilitati per denunciare l’assurda situazione in cui si ritrovano le Università italiane e il diritto allo studio ad ormai tre mesi dall’inizio dell’anno accademico.

La situazione in Campania è particolarmente critica, con l’inefficienza e i ritardi del sistema di diritto allo studio regionale, già di per sé insufficiente a rispondere ai bisogni della componente studentesca, e l’inerzia di tutti i soggetti che in Regione hanno voce in capitolo sul tema: dal Presidente De Luca, all’ADISURC, al CUR, ai Rettori degli atenei campani.

“Ad oltre tre mesi dall’inizio dell’anno accademico e in piena fase pandemica non abbiamo ancora assistito ad una presa di posizione e un’inversione di rotta da parte di Governo, Regione e Atenei sul diritto allo studio universitario – spiegano Cristina Trey di Link Napoli e Giuseppe Luisi di Link Fisciano – infatti, con oltre 16.000 studenti stimati senza posto alloggio in tutto il Paese, l’impossibilità per molti e molte di pagare le tasse universitarie e  migliaia di studenti e studentesse che non hanno materialmente accesso alla didattica online, al momento non vi è un euro in più in Legge di Bilancio sull’Università e il diritto allo studio, né la Regione, l’ADISURC e gli stessi atenei stanno muovendo un dito per permettere a tante e tanti di continuare il proprio percorso universitario.”

“Di fronte a questa situazione, oggi ci siamo mobilitati in numerose città del Paese. In particolare nella nostra Regione, chiediamo la convocazione degli Stati Generali dell’Università Campana, un tavolo di confronto con tutti i soggetti che hanno capacità decisionale su ogni aspetto del Diritto allo Studio Universitario in Regione: dalle Borse di Studio che vedono ritardi enormi, soglie troppo basse e il gravissimo permanere della figura dell’idoneo non beneficiario, al Diritto all’Abitare, per cui ancora oggi non esistono in Regione graduatorie pubbliche per gli alloggi, né soluzioni di concordato con i comuni universitari, al Digital Divide, per il quale il bonus di De Luca della scorsa primavera è stato del tutto insufficiente, agli Spazi dove studiare in sicurezza combattendo l’alienazione, alle misure di tutela per la Salute psicologica, fino a reimmaginare i sistemi di tassazione degli atenei, per cui urge l’aumento della fascia di esenzione economica: in questa prospettiva serve la piena e totale gratuità dell’Istruzione! Enti e Istituzioni ci ascoltino e accettino di confrontarsi con le studentesse e gli studenti di questa Regione!”

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