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Roma: Tofalo, delocalizzare poligono militare zona Sele

Inserito da on 22 gennaio 2014 – 07:30Un commento

“In data odierna-dice l’On Angelo Tofalo- ho presentato un’interrogazione su sollecitazione di alcuni operatori che si occupano di ricezione turistica nella zona della foce del fiume Sele. Sono ormai decenni che si parla della valorizzazione della costa che collega Salerno al Cilento, ero bambino quando sentivo i primi politici che parlavano di riprogettazione di zone abbandonate a se stesse ma la totale assenza dello stato ad oggi ha solo favorito la creazione di quartieri dormitorio ed abusivismo edilizio. La situazione si complica ulteriormente se poi non aiutiamo quei pochi privati che, senza l’aiuto dello Stato, credono nelle potenzialità del territorio ed investono in una corretta fruizione dei luoghi. Al danno di una mancata progettazione politica generale si aggiunge la beffa di uno stato che si serve di questi luoghi come poligono militare di tiro e per operazioni militari ordinarie compromettendo i grandi sforzi dei singoli operatori del turismo.  Interrogazione a risposta scritta Firmatari: Al Ministro della Cultura, Al Ministro dello Sviluppo Economico, Al Ministro della difesa, Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Al Ministro della Salute, – Per sapere – Premesso che: Le servitù militari secondo la legge n. 898-1976 e successive modifiche hanno una durata quinquennale dietro indennizzo al Comune.  Alla scadenza, se del caso, vengono prorogate dal comando militare regionale. La direttiva CEE del del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, specifica precisi indirizzi di tutela e salvaguardia delle zone interessate;
Nello specifico, nella zona sita presso la foce del fiume Sele, insiste un poligono di tiro per le esercitazioni dell’esercito . Tale area tuttavia rientra in un sito di interesse comunitario (SIC) e le leggi quadro per le zone protette di zone naturali, pur nell’esercizio della delega, regolamentano con precisi indirizzi la tutela e il rispetto del territorio posto a vincolo proibendone l’alterazione o la distruzione dello stato dei fatti naturali, ma favorendo invece il ritorno allo stato naturale; Risulta che in diverse zone d’Italia, intorno ai poligoni di tiro, si siano sviluppate malattie terminali gravi, quali leucemie, tumori o “la sindrome di Quirra”, attualmente oggetto di una inchiesta della magistratura finalizzata ad accertare quali “omissioni, abuso d’ufficio, falso ideologico e ostacolo all’accertamento del disastro ambientale” (Art. su Il Fatto Quotidiano- giorno 29/01/2011) Il territorio è a forte richiamo turistico soprattutto per le bellezze ambientali e naturali e il costante utilizzo di determinati sistemi armamentari potrebbe alterarne inevitabilmente e irreversibilmente lo stato dei fatti . Se i ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti sovraesposti, Se i ministri interrogati intendano adoperare provvedimenti per la delocalizzazione dell’area attualmente preposta ad esercitazioni militiari”.

Un commento »

  • rocco scrive:

    E’ stato informato l’on. Tofalo che in quest’area si esercitano Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, ecc. con pistole e mitragliette m in dotazione, visto che sono stati CHIUSI tutti i poligoni al CHIUSO esistenti in Italia per le Forze di Polizia? Vogliamo che le Forze dell’Ordine diventino solo un bersaglio della criminalità organizzata, che già si esercita sulle spiagge con i fucili mitragliatori, come si vede nel film GOMORRA?

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