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Roma: Cicalese, sui tagli finanziari per la riforma Gelmini

Inserito da on 5 luglio 2010 – 07:21No Comment

L’ Università italiana non è in sciopero contro i tagli ai finanziamenti previsti dalla nuova finanziaria e dalla riforma Gelmini. E’ in sciopero contro i privilegi che tale manovra gli negherà. A intervenire nel merito della questione il Presidente Nazionale dei Giovani di Nuova Forza Italia Cicalese Raffaele, che sollecitato da suoi amici e collaboratori nonchè studenti universitari dichiara : “Diciamo la verità, questa protesta non è contro i tagli ma è mirata; è palesemente chiaro che è in atto perchè tocca nel vivo i cosiddetti “baroni”. Il problema in ogni caso non è (apparentemente) solo economico, i soldi investiti ogni anno per attivare un nuovo indirizzo spesso di “tendenza” adesso gravano come macigni sulle spalle dei rettori, ma ancor di più su quelle degli studenti.” e continua “non è assolutamente ammissibile che con l’estate alle porte, dopo mesi e mesi di studio venga negato il diritto a uno studente di poter fare gli esami della sessione in corso. Alla Facoltà di Ingegneria di Salerno dal 28 giugno scorso non si possono sostenere esami e sedute di Laurea per una agitazione dei professori non contro la riforma Gelmini ma contro i tagli ai propri stipendi perchè delle sorti degli studenti nessuno se ne è mai fregato; penalizzano soltanto chi deve sostenere gli esami per i quali paga salate tasse annuali,con molti sacrifici oltre a quelli ai quali siamo già chiamati per la generale crisi economica. Credo che si potesse ricorrere ad altre forme di protesta; ancora una volta i professori universitari hanno sbagliato metodo e travestiti da falsi buonisti protestano a discapito degli studenti contro i giusti tagli ai loro stipendi.” Infuriato Cicalese conclude dicendo :”Possibile che nessuno si chieda se i soldi della università sono ben spesi? che nessuno si chieda se il funzionamento delle università sia migliorabile? se dietro questi scioperi dei professori e dei rettori non ci sia la volontà di mantenere certi privilegi, di perseverare in un sistema privo di indicatori di efficienza, di istituti come il “professore di Ruolo” (sconosciuto in molti paesi), che sarà pagato a vita anche se il suo corso è disertato dagli studenti ? Come è possibile che gli studenti appoggino queste “rendite di posizione”, questi professori che si passano le cattedre di padre in figlio? Io non credo che la responsabilità del blocco degli esami di profitto e di laurea sia ascrivibile alla Gelmini o alla Manovra. Il blocco è frutto del cinismo della classe dirigente universitaria, attaccata a privilegi assurdi. In molti paesi, che hanno università molto, ma molto più quotate delle nostre, i professori devono essere confermati anno per anno, in base ai risultati conseguiti, altro che “Professore di ruolo”.

 

 

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