La vittoria di Cirielli e la riscossa di De Mita

 

Luciano Provenza

I risultati delle elezioni provinciali di Salerno offrono diverse chiavi di lettura. Il primo dato che si trae, sicuramente inequivocabile, riguarda la straordinaria capacità di Edmondo Cirielli, che si rivela grande stratega e leader indiscusso del Centro Destra, come mai, negli ultimi negli ultimi 30 anni, si era registrato nella nostra città. L’On. Cirielli le ha indovinate tutte: i candidati del suo partito e le alleanze con le altre liste. Ma non è stato solo l’intuito di Edmondo a premiare il Centro Destra; certamente la gente ha voluto scegliere il candidato Presidente che ha evidenziato, nel corso della campagna elettorale, intelligenza, educazione e, soprattutto, una grande abilità comunicativa. Altra chiave di lettura molto significativa concerne, invece, la mortificazione di Vincenzo De Luca, che, sebbene sia sceso in campo personalmente e con i suoi uomini, non è riuscito a limitare i danni di una sconfitta così cocente. Forse i salernitani di Destra hanno finalmente capito che Vincenzo De Luca è soltanto un bluff e che non ha nulla a che vedere con i principi ed i valori che contraddistinguono i partiti del contesto politico di Centro Destra.Infine, in questa sintetica analisi post-elezioni non si può sottacere un ulteriore elemento, che riguarda lo scontro De Mita / Villani-De Luca. Se si fa una semplice operazione matematica, e si trasferiscono i voti dell’UDC di De Mita al Centro Sinistra, si ha un risultato finale diverso. In altri termini, Villani, con i voti dell’UDC, avrebbe raggiunto una percentuale molto più elevata. Se poi si aggiungono anche i voti di Mastella e di Del Mese, si può affermare che il Centro Sinistra avrebbe continuato a governare la Provincia di Salerno per un’ulteriore legislatura.Si sarà pentito Villani di essersi contrapposto ed aver litigato ferocemente con Ciriaco De Mita?

                                                                        

2 pensieri su “La vittoria di Cirielli e la riscossa di De Mita

  1. Beh, l’ultima parte contraddice tutto quanto viene detto nella prima: se ne deduce che i vincitori politici restano gli inossidabili (ahimè) de mita, mastella e del mese che hanno fiutato x tempo quale direzione prendeva il vento e le contromisure x restare in sella.

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