Sordi campani protestano per la Lingua Italiana dei Segni

“Protestiamo perché ci sia garantito per legge un diritto: comunicare con una lingua riconosciuta ed in grado di evitare l’isolamento che la  società che si definisce normale  ci impone in tantissime azioni della vita quotidiana.” E’ in questi termini che i sordi della Campania in accordo con i non udenti italiani e le rispettive sedi Ens territoriali  hanno inteso dar vita alla manifestazione di protesta che si svolge domani  giovedì 14 ottobre alle 10 di fronte alle Prefetture italiane. In Campania sono cinquemila i non udenti e molti di loro si recheranno domani  presso le cinque Prefetture regionali,  manifestando civilmente con fischietti e cartelli per chiedere di approvare il ddl sulla Lingua dei Segni. Rivendicare un diritto finora negato, utilizzare una lingua universalmente riconosciuta, la lingua italiana dei Segni, il cui ddl di approvazione parlamentare è fermo da circa dieci mesi in Commissione Bilancio del Senato. “Non comprendiamo le motivazioni che hanno sinora bloccato l’iter per l’approvazione – dichiara Camillo Galluccio, presidente Ens Campania –  che in una mozione spiega le motivazioni che hanno spinto i sordi alla clamorosa protesta. Ci viene negata l’applicazione dell’art.3 della Costituzione Italiana che indica pari dignità sociale, un diritto ulteriormente sancito con la legge 18 dello scorso marzo che ha ratificato  la Convenzione dell’Onu sulle persone con disabilità e nello specifico al riconoscimento delle lingue dei segni. “E’ dal 13 gennaio 2010  che i sordi italiani attendono che la V Commissione Bilancio del Senato, presso cui è fermo il provvedimento, dia il nulla osta al testo unificato del Disegno di Legge per il riconoscimento della LIS- continua il presidente Esn Galluccio- Devono spiegarci  le ragioni del blocco dell’ iter del DDL, mai rese note ufficialmente”.  Da informazioni acquisite in sede parlamentare il blocco dell’iter dipenderebbe da  fraintendimenti che potrebbero essere superati. A nulla sono valse finora le proposte parlamentari per superare l’attuale situazione di stallo dell’iter del provvedimento.