Giulio Caso
Non un giudizio a priori, potrei sbagliare.
Non previsione, potrei errare.
Non pessimismo, ma constatazione:
Quanto è difficile questa Nazione!
Il silenzio.
Il silenzio non è cantatore, in questo frangente, ma diffidenza, prudenza, inconvenienza..
Sì, perché la scena è vuota.
 Non dovrebbe e tanti commentatori interessati interpretano, addirittura giudicano, quello che non è ancora stato recitato.
Il silenzio è una scelta a fronte di un “retroscena” ove si affilano armi fatte di parole, articoli, milioni di articoli in cui sguazzano becchi aguzzi.
Non interessa.  Noi cittadini rispettiamo i verdetti della volontà popolare, piaccia o non piaccia. Questa è l’attuale, perfettibile, democrazia. Questo fanno le persone d’onore, anche senza dover assumere il titolo (di consuetudine, non proprio dovuto per legge, di onorevole). Tutti siamo onorevoli, se siamo sinceri e leali. Rispetto per la volontà del proprio Paese, anche volendola, fortemente, cambiare.
Ci saranno modi e tempi, in attesa osserviamo giudiziosi.