Libro di don Marcello Stanzione sugli Angeli per bambini e ragazzi

Libro di don Marcello Stanzione sugli Angeli per bambini e ragazzi

Annamaria Maraffa

Le Edizioni Gribaudi di Milano hanno stampato il libro di don Marcello Stanzione intitolato: “Gli angeli spiegati ai bambini e ai ragazzi. Guida per genitori, insegnanti di religione e catechisti”.

L’idea che la dottrina degli angeli sia superata, è oggi purtroppo piuttosto diffusa non solo in ambito protestante ma anche in tanti ambienti cattolici. La convinzione della loro esistenza è stata unanimemente condivisa da tutti i popoli lungo il Medio Evo sino all’epoca moderna, per cominciare ad essere messa in dubbio o negata solo a partire dal sec. XVIII; ossia solo dalla cosiddetta “età dei lumi”: per questo si pensa, specialmente in campo protestante ma con notevoli riflessi anche in campo cattolico, che essa sia incompatibile con la fede critica, esigita dalla cultura del nostro tempo.

Coloro che non credono alla autorità della Scrittura, pongono il discorso sugli angeli sullo stesso piano del discorso su “Cappuccetto rosso” o “Biancaneve e i sette nani” liquidando come favola per bambini. I credenti, invece, che mettono in dubbio o contestano la realtà degli angeli, riconoscono che la loro esistenza è diffusamente attestata dalla Bibbia, ma sostengono che per la Bibbia gli angeli sono soltanto delle immagini metaforiche della bontà e provvidenza di Dio oppure simboli astratti del bene; non dunque delle realtà superiori all’uomo e distinte da Dio, ma solo delle figure della sollecitudine di Dio per gli uomini, non distinte da Dio stesso. Ma questo è sbagliato perché, nella maggioranza dei riferimenti biblici sugli angeli, essi sono esseri creati da Dio, dotati di personalità e volontà e distinti dalla Divinità.

Il libro scritto da don Marcello Stanzione è utile anzitutto ai genitori cristiani. Prima di tutto le madri cristiane dovrebbero inculcare nelle menti dei loro bambini un chiaro, vivido e durevole senso della presenza dei loro cari angeli. Non basta dargli vaghe, confuse e insufficienti nozioni, né è sufficiente insegnargli a dire una breve preghiera al mattino e alla sera ai loro angeli custodi. Dovrebbero dedicare molto più tempo e molta più attenzione a questo importante argomento. Si dovrebbe insegnare ai bambini fin dai primi anni di vita a provare un vero amore e una tenera amicizia per i loro angeli, ad avere cieca fiducia in loro. Essi si devono abituare a sentire e a realizzare l’intima presenza dei loro angeli, a chiamarli quando sono spaventati e in difficoltà. Sarebbe meglio per i bambini anziché avere le teste piene di sciocche paure di fantasmi e folletti o immagini grottesche e orripilanti dei cartoni animati come accade così di frequente oggi.

Le madri che insegnano ai loro bambini questa grande lezione sulla cura amorevole degli angeli custodi conferiscono loro inestimabili benedizioni per tutti i lunghi anni della loro vita. D’altra parte, se trascurano questo loro dovere, fanno un grande male ai loro cari figli perché li privano dei migliori e più potenti amici. Anche i catechisti ed i parroci che preparano i bambini alla Prima Comunione dovrebbero parlare dell’importanza dell’Angelo Custode nella loro vita spirituale.

Infine, l’ufficio di angelo custode è stato in qualche modo conferito anche suoi genitori cristiani, e i custodi celesti dovrebbero trovare in loro i più potenti e fedeli alleati. Essi devono imitare la fedeltà degli angeli nel perseguire il fine santo di proteggere i loro bambini in quanto anime immortali di cui essi un giorno dovranno rendere conto a Dio. La grazia sarà il loro premio, e il ricordo dei loro compagni celesti inciterà i bambini ad un più grande amore e rispetto per i loro genitori. Non è facile parlare a dei bambini degli Angeli che non appartengono, come babbo natale o la befana, alle favole inventate dagli uomini! L’angelo è una verità certa, insegnata con autorità dalla sacra Scrittura, dalla tradizione e dalla Chiesa.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica tratta specificamente degli angeli nei numeri dal 325 al 336. Dopo aver ricordato che la Chiesa professa di credere in Dio che è creatore del cielo e della terra, spiegando che il cielo viene anche identificato come il luogo degli angeli, afferma: “L’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l’unanimità della Tradizione”[1]. Prosegue nella loro descrizione ontologica: “In quanto creature puramente spirituali, essi hanno intelligenza e volontà: sono creature personali e immortali. Superano in perfezione tutte le creature visibili. Lo testimonia il fulgore della loro gloria”[2], e nella loro ordinazione a Cristo, ricordando che sono stati creati per mezzo di lui e in vista di lui. Ai numeri 332 e 333 ripercorre la Scrittura mettendo in evidenza che la storia della salvezza è costellata dai loro interventi in favore dell’uomo e del piano salvifico di Dio. Infine rivolge l’attenzione alla vita della Chiesa, aiutata misteriosamente e potentemente dagli angeli, la quale si unisce a essi nella Liturgia “per adorare il Dio tre volte santo, invoca la loro assistenza […] e celebra la memoria di alcuni angeli in particolare (san Michele, san Gabriele, san Raffaele, gli angeli custodi)[3]. Conclude dicendo che ogni uomo è circondato dalla protezione e dall’intercessione degli angeli, e che “fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli angeli e degli uomini, uniti in Dio”[4].

[1] CCC 328.

[2] Ivi, 329.

[3] Ivi, 335.

[4] Ivi, 336.