Salerno: Arcoscenico, al Teatro del Giullare, in scena “Pelle di seta” di Fortunato Calvino

Salerno: Arcoscenico, al Teatro del Giullare, in scena “Pelle di seta” di Fortunato Calvino

Pelle di Seta è dedicato a un personaggio che l’autore spesso incontrava alla stazione di Napoli: – alto, capelli tirati all’indietro, rossetto e fard su un viso deturpato dalla droga, si aggirava disperatamente alla ricerca di sesso per pochi spiccioli- . Calvino né ricostruisce il percorso attraverso una drammaturgia intensa, ironica e lacerante.  Pelle di Seta ci porta nella quotidianità di una stazione (in questo caso è quella di Napoli), dove uomini incontrano altri uomini, per darsi piacere. “Incontri consumati nel bagno pubblico, fuggevoli, eclissandosi subito dopo furtivamente nella folla anonima della stazione….

Voci di passeggeri alla stazione, un altoparlante che indica binari e ritardi accompagnano l’ingresso di un uomo vestito da donna, con l’abito lungo nero e una giacca maschile sopra, che porta una valigia. Quando la apre, si notano sciarpe di piume rosse e bianche: gli strumenti del mestiere. Lei è un trans che si prostituisce nei bagni della stazione di Napoli, adesca inutilmente con ricordi e sorrisini passeggeri distratti e biliosi rimanendo sempre sola, adesso anche cacciata via da casa sua. L’unica sua speranza è il ritorno del rumeno Petrù che l’ha amata sinceramente chiamandola “Pelle di seta”, partito per cercare un lavoro che mantenesse entrambi. Petrù fa capolino nei sogni di Pelle di Seta, come una visione dantesca e, mescolato con la cronaca del suo squallore di vita, sembra più una proiezione della sua fantasia che realtà. L’arrivo di un’altra “collega” vestita di rosso come una diva d’altri tempi (non per nulla si fa chiamare Marilyn) porta la storia alla sua conclusione drammatica. Nel vociare chiassoso di una stazione la vita di Pelle di Seta s’incrocia con altre storie di solitudine fatte di attesa senza fine per un amore che mai arriverà. E incontriamo oltre alla protagonista altri personaggi come: L’operaio, Madama X, Cocacola, Cleopatra d’’e Funtanelle, Marilyn e Petrù.

La scrittura di Calvino alterna momenti drammatici a momenti d’ironia, feroce e tagliente. Da anni l’autore porta in scena temi importanti come l’usura(Cravattari: Premi di Drammaturgia “Giuseppe Fava”, “Giancarlo Siani”),  ma è anche una scrittura che si caratterizza per figure di donne e uomini della migliore tradizione napoletana.  Numerosi sono i premi ricevuti da Calvino e la sua  Drammaturgia, è oggetto di studio nelle varie Università d’Italia e all’estero.

Testi teatrali pubblicati con Guida Editore: Cravattari 1998,  Maddalena 2000, Teatro (Raccolta testi teatrali) 2007, Cuore Nero 2009, Cravattari (Ristampa) 2019. Ultima sua fatica sarà presentata a Napoli il prossimo otto giugno ed è il suo debutto con un racconto nella narrativa dal titolo: “ Il Guardiano di anime” editore Guida Editori.