Italia ricca d’arte: tela in attesa di restauro

Prof. Antonio Adinolfi

Nel 2017 è iniziata una raccolta fondi per restaurare una importante tela tenuta nella sacrestia della chiesa della Madonna Assunta di Turbigo ( Milano ) senza eccessiva attenzione. Poi si è posta attenzione al fatto che era di un importante artista  piemontese dell’Ottocento, Baldassare Verazzi, allievo del noto Francesco Hayez. Mostra S.Vincenzo Ferreri, il famoso predicatore domenicano, che conforta una famiglia di contadini il cui capofamiglia ha fatto la semina  ma è triste perchè teme che il raccolto sarà scarso. Forse già il raccolto dell’anno precedente era stato scarso. Non sappiamo se della tela è già cominciato il restauro ( siamo moto desiderosi di vederla restaurata ) ma da quello che possiamo ancora vedere comprendiamo che non è un lavoro insignificante. Il Verazzi fu pittore oltre che di opere storiche anche religiose. In quella di cui stiamo parlando  ci ha mostrato S.Vincenzo che con un crocifisso in mano invita il contadino a non disperare. I raccolti nell’Ottocento come al tempo di S.Vincenzo erano sentiti una grande grazia di Dio. Potevano andare a male per la siccità, il gelo, le locuste, parassiti delle piante, ruberie, ecc. Le annate scarse non erano infrequenti. Ora S.Vincenzo era molto venerato in Italia settentrionale anche come protettore dei raccolti perchè a Moncalieri disse a dei contadini che ne temevano scarsità per la grandine, di asperger loro con acqua santa le loro terre. Solo uno lo ascoltò e la sua vigna fu l’unica a produrre uva circondata dalle vigne devastate degli altri contadini.          S. Vincenzo, è scritto nelle sue biografie antiche ( ce ne sono tante in Google-books), considerava ed usava l’acqua santa come un’arma. A Chiaravalle trovò tutti i monaci dell’abbazia infermi per la peste. Si fece portare un buon contenitore di acqua santa ed asperse tutto il monastero e i laboratori dove lavoravano i monaci. Guarirono tutti. In questo tempo di coronavirus in cui il primo provvedimento che nelle chiese si è preso è stato quello di togliere l’acqua santa dalle acqua santiere per evitare che diventasse infetta ( siccome vi mettevano le mani dentro tante persone ). Ci siamo chiesti  perchè i preti non l’hanno data ai fedeli in bottigliette anche portate vuote dagli stessi fedeli affinchè chiusi in casa ne aspergessero la casa e le proprie persone ogni giorno ? perchè non sono usciti a turno, da soli, a benedire la città ogni giorno ( sì, ogni giorno, perchè Dio ama l’insistenza nella preghiera ) al limite accompagnati da un diacono a tre metri di distanza così si evitavano multe di carabinieri? Quale sindaco avrebbe trovato ostacoli a che un poco d’acqua avrebbe bagnato qualche strada, il muro di qualche palazzo o edificio pubblico, di cliniche, ospedali, ecc. mentre le persone recluse in casa  ma affacciate ai balconi pregavano ? I siti cattolici sono pieni di articoli che descrivono il potere micidiale dell’acqua santa contro le forze del male di ogni tipo. La temono i diavoli negli esorcismi figuriamoci come la dovrebbe temere se avesse un’anima un misero coronavirus.