Salerno: De Luca decaduto, firmato decreto sospensione

Rita Occidente Lupo

Giornata storica quella che ha visto firmato, da parte del prefetto vicario Giovanni Cirillo, il decreto di sospensione da Sindaco per Vincenzo De Luca. La scure della legge Severino non ha risparmiato il primo cittadino salernitano che, nelle prossime ore, ha già avviato tutte le procedure per ricorrere al Tar. Intanto, a palazzo di Città, il timone passa al neo sindaco Enzo Napoli, erede anche della delega al turismo, per il dimissionario Enzo Maraio, che non fa mistero del profondo disappunto per quanto si sta abbattendo su un amministratore che  ha stravolto il volto della città. Questo quanto va crescendo anche nell’opinione pubblica, vista anche la sala del Gonfalone l’altra sera gremita, attestante curiosità e stima per il Sindaco dal pugno di ferro, dalle Luci artistiche, del Crescent…e di tutto quello che ha sempre più accorciate le distanze dalle altre città europee. Almeno così la pensava e la pensa De Luca che, nelle sue continue dichiarazioni, ha sempre rimarcato l’europeismo della città. A partire dalle fontane, che un tempo gli tributarono vari appellativi anche caricaturali, passando per le piazze e finendo agli asili nido, come espressione di un’attenzione al sociale colto nei tempi. Ed ora, seguendo la rotta partenopea, Napoli batte, Salerno risponde: pare che come per De Magistris, alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, la dura lex abbia inteso lanciare un ulteriore segnale di come sia sempre…uguale per tutti! Anche se, fino a condanna definitiva ogni imputato, sotto la lente garantista, sempre stimato innocente! Mentre una vera e propria bagarre si scatena anche per le Primarie che, almeno quest’è certo, non vedranno il Sindaco in corsa, restano ampi margini di ulteriore dilazione, da far supporre che sicuramente, la piega che ha preso l’intera vicenda, segni un’autogoal. Intanto resta da capire se e fino a che punto De Luca potrà sfidare gli apparati partitici, bypassando i suoi compagni democratici che finora, non gli hanno arriso; come in passato e correre verso palazzo Santa Lucia. Al momento, un rebus, alla luce anche delle recenti sue esternazioni: se condannato, mi dimetterò!