Roma: Fasano, interrogazione Ministro Giustizia

 

Il Senatore  Fasano ha rivolto la seguente interrogazione al ministro del lavoro e  al  Ministro della Giustizia “Premesso che: in esito a una CTU ambientale alquanto complessa disposta dal Tribunale di Salerno, – Sezione Lavoro –  nel 2008 e durata alcuni anni, avente ad oggetto l’attività lavorativa svolta da un rilevante numero di operai (circa 1200) presso la ditta Marzotto Sud di Salerno, ormai cessata dal 1985, veniva accertata inconfutabilmente l’esposizione  al “rischio amianto” degli operai che in qualità di addetti a lavori di sartoria, stiratura e confezionamento abiti avevano lavorato nello stesso opificio; la raccolta dei dati epidemiologici confermavano  tristemente gli effetti dell’accertata esposizione al rischio morbigeno; l’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) dispone che: “Per i lavoratori che siano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni, l’intero periodo lavorativo soggetto all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto, gestita dall’INAIL, è moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche, per il coefficiente di 1,25” l’articolo 3,  camma 132, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Legge finanziaria 2004) dispone che: “In favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, sono fatte salve le disposizioni previgenti alla medesima data del 2 ottobre 2003. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche a coloro che hanno avanzato domanda di riconoscimento all’INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data. Restano valide le certificazioni già rilasciate dall’INAIL”; l’accertamento dell’esposizione o rischio consente  di ottenere un beneficio previdenziale che si concretizza nella rivalutazione dello contribuzione, per il periodo in cui si è svolto il rapporto di lavoro e, per il pensionato, determina la riliquidazione della pensione sulla base della operata valorizzazione. Questo in grandi linee è l’oggetto delle 580 domande amministrative inoltrate dallo studio legale dell’ INAIL e delle circa 450 controversie instaurate innanzi al Tribunale di Nocera e alla Corte di Appello di Salerno, nei confronti dell’INPS quale ente previdenziale tenuto ad erogare le prestazioni di cui trattasi e dell’INAIL, quale ente preposto all’attività di accertamento e certificazione del rischio; dal 2009 ad oggi gli ex lavoratori Marzotto hanno ottenuto oltre 300 sentenze favorevoli emesse dagli organi giudiziari succitati a seguito di attenta e scrupolosa istruttoria, nonché rigorosa ricostruzione tecnico-giuridica della fattispecie de qua; l’INPS ha spontaneamente provveduto ad erogare le richieste prestazioni in favore dei pensionati; lo stesso  Ente ha incardinato innanzi alla Suprema Corte di Cassazione già un centinaio di cause per ottenere la cassazione delle sentenze sulla base di una mera questione procedurale “improcedibilità-improponibilità” della domanda giudiziaria, ponendo alla stessa S.C. un “quesito di diritto” onde ribaltare totalmente e a “conti liquidati” le pronunce della Corte di Appello di Salerno pur non avendone interesse giacché ha prestato acquiescenza alle sentenze e, sopratutto, senza contestare alcunché nel merito; il Governo italiano non ha ancora provveduto al recepimento della direttiva 2009/148/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 Novembre 2009 (Direttiva del parlamento europeo e del consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro), chiede di sapere: se siano a conoscenza di quanto riportato in premessa; quali iniziative intendano adottare, ciascuno per la propria competenza, affinché vengano tutelati i diritti di  centinaia di ex lavoratori della ditta Marzotto Sud di Salerno esposti per anni all’amianto”.