Roccapiemonte: nastro augurale per “Il mondo di Rosa”

Rita Occidente Lupo

La solidarietà animata da una nuova casa, colorata della speranza che, per l’infanzia bistrattata, un altro cielo non affumigato di dolore e violenza. A Palazzo Marciani, stamane, il via alla nuova casa-famiglia “Il mondo di Rosa” voluta dall’Associazione Rosa  Aliberti, psicologa deceduta prematuramente, calata nel sociale a 360° e dalla cooperativa sociale “Il Canguro”. Una nuova realtà, che vedrà l’Agro recettore ulteriormente delle fasce deboli.  Minori, che ancora non riescono a crescere all’insegna della serenità, quando le pareti domestiche, ovattanti soprusi, disagi o abbandoni. “Non vogliamo abituarci alla mediocrità che ci circonda- ha proluso il giudice Mario Pagano, che ha voluto fortemente tale realtà sociale-e che punta sul mattone, deterrente dell’accoglienza ai più fragili. Svariate realtà, quali lo sportello Ami, per sopperire alle carenze spesso affettive incombenti sui minori. Solo formando rete, restando compatti, in una falange convinta che la società implori formazione, partendo dai più piccoli, cannocchiale a rosei spiragli futuri.” “In slanci volontari, contagiosi- l’assessore alle Politiche Sociali Mauro Ciancio- giacchè la solidarietà, trascina assensi!” “Rimandando il polso che le piccole gocce, destinate a porgere atti concreti di trasformazione sociale-  rimarcato dal presidente de “Il Canguro”, Angelo Della Vecchia, sposando un progetto che vede in prima linea la cooperativa, col polso dell’affettività e dell’accoglienza, accanto ai bisogni dell’infanzia-“. Infatti la Casa-famiglia ospiterà l’infanzia e l’adolescenza 0-12 anni, costituendo un ambiente in cui il rapporto tra i singoli membri, imperniato sulla condivisione  e l’ascolto dei bisogni. “Spesso latenti- punteggiato dall’assessore Andrea Vargiu, che vive l’esperienza dell’affido-.” Toccanti parole anche da parte di Alba De Felice, presidente Ami, che nel rammentare la valentia professionale ed il tratto umano della Aliberti, tra note di commozione, ha riferito anche aneddoti di vita vissuta minorile. In una sala accorsatissima, tra numerosi esponenti del mondo politico, forense e sociale, in particolare Luisa Trezza assessore alla cultura e la cugina omonima per le dinamiche sociali, lapidario l’intervento conclusivo del giudice dei minori Pasquale Andria. ” La solidarietà, icona di realtà alternativa, una sfida coraggiosa in un contesto critico per l’economia. L’ era contemporanea svaluta il centralismo dell’infanzia, accentando un’età negata. Recuperare il secolo dell’infanzia novecentesco, per far sì che una comunità educante, quale quella della casa-famiglia, transito ad una condizione vitale di edificazione. Le attuali cifre, 29.000 bambini orfani di nucleo familiare genetico o della stessa figura parentale, in special modo immigrati, spesso approdanti nello Stivale senza figure d’accompagnamento familiari, la dice lunga in termini di tutela evolutiva. La nuova casa-famiglia, perno referenziale, al quale guardare con attenzione e gratitudine, nella marcia millenaria della società!”