KUPANGA Alloggiare

Padre Oliviero Ferro

“padiri, alifika ndugu yangu. Lakini sina fasi kwa kukupanga (padre. È arrivato uno della mia famiglia. Ma non ho posto per alloggiarlo)”. E tu cosa gli risponderesti? Non c’è posto. Se si alloggiassero tutte le persone che vengono a chiedere, bisognerebbe uscire di casa. Per una notte, si potrebbe anche. Ma il problema è che, dopo che sono entrate in casa, chissà quando se ne andranno. Non hanno fretta. Lo sanno bene le mamme che accolgono le persone della loro famiglia. Diventa quasi una schiavitù. Bisogna far loro da mangiare, si alzano quando vogliono, se ne vanno in giro per il villaggio e naturalmente non fanno niente. Dicono che sono ospiti, l’ospite è sacro e quindi…deve essere curato in tutti i modi. A volte(come si diceva una volta che dopo tre giorni l’ospite è come il pesce…puzza) dovrebbero diventare un po’ cattive…e prendere delle decisioni dure. Ma il marito non può mettersi contro la famiglia e allora, si fa di necessità virtù, fino a quando, nella sua bontà, l’ospite se ne andrà…e tutti tireranno un sospiro di sollievo. Ma se tu non accogli, mi dicevano, quando sarà il tuo turno di chiedere ospitalità, rischierai di rimanere fuori casa. Insomma il “do ut des”(dare per poter ricevere).