Kikwembe, pagne, vestito femminile

Padre Oliviero Ferro

Vederle camminare, sembrano delle regine. Sono le donne africane, fasciate nei loro tessuti multicolori. E’ il pagne, il kikwembe, insomma la stoffa di tutti i colri con cui confezionano i loro vestiti. Spesso vengono dall’Olanda (il wax). Sono di tutti i prezzi. Certo, chi può, si compera quelli più costosi. Ma nessuna donna rinuncia ad avere il suo. E’ anche un modo per farsi notare dall’altra metà del cielo. Poi ci sono anche quelli fatti per diverse occasioni. Ce ne sono per le feste civili, religiose, per i funerali: insomma ce n’è per tutte le situazioni. Oltre alla gonna, c’è pure la camicetta e una specie di larga sciarpa che spesso copre anche la testa. A volte, ne mettono un pezzetto a parte per la testa. Facendo loro le fotografie, si rimane incantati. Veramente hanno buon gusto e a loro piace vestirsi bene e sentirsi apprezzate. Ma non tutte possono permettersi di fare la passerella tutti i giorni. Bisogna anche andare a lavorare e allora si vede veramente chi lavora e chi no. Lo si capisce dal vestito che dopo un po’ di tempo comincia ad essere usato, rovinato. Si aspetta sempre che il marito ne compri un altro. Ma, purtroppo, tocca sempre alla mamma darsi da fare con il frutto del proprio lavoro. Al massimo, il marito la esibisce come pubblicità. Lui guarda e lei lavora.