Eboli: commemorazione Calò,

 Oggi 22 agosto 2012 con inizio alle ore 18.30, in piazza Calò sarà commemorato il 14° anniversario della morte del colonnello Carmine Calò, medaglia d’oro al valor militare “alla memoria”. Farà gli onori di casa l’avv. Martino Melchionda, sindaco di Eboli. Il saluto dell’Esercito Italiano alla vedova, signora Maria Pepe, sarà portato dal generale di brigata Luigi Vinaccia, Capo di Stato Maggiore del 2° Comando Forze di Difesa di San Giorgio a Cremano, che per l’occasione rappresenterà il generale di corpo d’armata Vincenzo Lops. Gli onori militari saranno resi da una picchetto con trombettiere della Brigata Bersaglieri “GARIBALDI” di Caserta. Il colonnello Calò nacque a Gesualdo, in provincia di Avellino, il 7 maggio 1950. Conseguito il diploma di perito aziendale aveva abbracciato la carriera militare divenendo ufficiale dei carristi e successivamente ufficiale specialista di elicotteri. Sposatosi, aveva eletto quale luogo di residenza del suo nucleo familiare proprio la città di Eboli. L’eccellente stato di servizio e la conoscenza delle lingue straniere, consentirono all’allora tenente colonnello Calò di partecipare a numerose ed impegnative missioni internazionali per il mantenimento della pace. A partire dalla missione in Libano negli anni ottanta, a quelle nella ex Jugoslavia come Osservatore militare della Comunità Europea e, successivamente, alle missioni quale osservatore dell’ONU in India e Pakistan. Infine a Kabul, in Afghanistan, dove svolgeva l’incarico di Consigliere Militare del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, nell’ambito della missione “UNMSA” (United Nations Special Mission Afghanistan). Durante questa missione in un momento particolarmente delicato per le relazioni internazionali – determinatosi a causa di atti terroristici compiuti contro alcune sedi diplomatiche – mentre effettuava una regolare attività assieme ad un collega francese a bordo di un automezzo recanti i contrassegni delle Nazioni Unite, il tenente colonnello Calò veniva mortalmente ferito, il 22 agosto 1998, in un vile attentato perpetrato da due sconosciuti che proditoriamente aprivano il fuoco contro i rappresentanti delle Nazioni Unite. Per il comportamento tenuto nella circostanza, che lo portò sino al sacrificio supremo per il sommo bene della pace e per queste gesta, al tenente colonnello Carmine Calò gli era stata già concessa la promozione al grado di colonnello e la medaglia d’oro al valor militare “alla memoria”. La cerimonia è stata promossa dal Comune di Eboli in collaborazione con l’Associazione Nazionale Bersaglieri (sezione di Eboli Piana del Sele) presieduta dasl colonnello Eugenio Martone.

MOTIVAZIONE DELLA CONCESSIONE DELLA MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE “ALLA MEMORIA”

“Ufficiale superiore impegnato nell’ambito della missione UNSMA (United Nations Special Mission Afghanistan) con l’incarico di consigliere militare del rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, svolgeva il suo mandato con grandissimo spirito di sacrificio, altissima professionalità e non comuni doti umane apprezzate indiscutibilmente da tutti i membri della missione. A conferma delle spiccate capacità dimostrate e dell’alto prestigio acquisito nel corso di precedenti operazioni effettuate sotto l’egida delle Nazioni Unite, in un momento particolarmente delicato per la sicurezza internazionale – in cui si erano verificati anche atti terroristici contro alcune sedi diplomatiche – incurante del potenziale pericolo, effettuava regolarmente un trasferimento di servizio assieme ad un collega francese a bordo di un automezzo recante i contrassegni delle Nazioni Unite. Nel corso dello spostamento veniva coinvolto in un vile attentato condotto da sconosciuti che proditoriamente aprivano il fuoco contro i rappresentanti delle Nazioni Unite. Gravemente ferito, riusciva, comunque, a mantenere il controllo del veicolo di cui era alla guida ed ad arrestarlo, evitando gravissimi possibili danni al collega trasportato. Successivamente malgrado le cure ricevute e la robusta tempra, il Tenente Colonnello Carmine Calò, spirava a causa del peggioramento delle sue condizioni cliniche, suscitando unanime ammirazione e commossa solidarietà in ambito internazionale. Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere che ha sacrificato la vita nel pieno adempimento del compito per un ideale di pace e solidarietà tra i popoli, dando lustro e prestigio all’Esercito Italiano e alla Patria tutta”. Kabul (Afghanistan, 22 agosto 1998 – D.P.R. n. 2007 del 17 agosto 1999).