Salerno: Cammarota, Cstp, cronaca di una morte annunciata

Il CSTP rimane vittima della faida tra fazioni che scambiano le istituzioni come armi dello scontro politico anzicchè come strumento del bene comune e di tutela di interessi generali: la debitoria c’è sempre stata, ma mai si è posta la messa in liquidazione dell’azienda, con la inevitabile cessazione dei servizi, e i gravissimi disagi che ne deriveranno per tutti, famiglie e lavoratori, e certo non solo del CSTP. Ora, è il momento delle responsabilità. Se è vero che la debitoria ammonta a 20 milioni di euro, è anche vero che il patrimonio immobiliare di CSTP ne vale 40, di cui solo 3 gravato da pesi ipotecari; ed è anche vero che vi è una sentenza di condanna generica in favore di CSTP nei confronti di Regione Campania per somma tra i 9 e i 14 milioni che, ove e finalmente pretesa, potrebbe  evitare la ricapitalizzazione.Tanto fu riferito dal Presidente Santocchio in sede di Commissione Provinciale Lavoro da me presieduta e su mia iniziativa in data 6 settembre 2011, e già allora invitai il Presidente a dismettere il patrimonio immobiliare, anche con strumenti giuridici simili alla cartolarizzazione, e quindi per godere di liquidità immediata. E il credito nei confronti di Regione Campania –…perché mai azionato?-, potrebbe  negoziarsi con il debitore per ottenere anticipi di cassa e nuove condizioni, come la possibilità di uscire da Unico Campania e costituire Unico Salerno, così come in Commissione era stato richiesto da tutte le forze politiche e dallo stesso Santocchio, che ne rimarcò l’enorme potenziale vantaggio economico. Infine, se i soggetti pubblici consorziati assumono di non avere più risorse da conferire al Consorzio, Provincia di Salerno dica senza ipocrisie se preferisce investire risorse nell’aeroporto oppure cercare di salvare il trasporto di base, quello che interessa migliaia e migliaia di famiglie che di certo non vivono e si muovono in aereo. Innanzitutto, però, CSTP proceda alle dismissioni immobiliari. A incominciare da Palazzo Luciani, valutato in bilancio 20 milioni, individuando la sede legale negli uffici di Provincia e Comune di Salerno, maggiori azionisti; si starebbe un po’ più scomodi, ma si darebbe innanzitutto il buon esempio, salvando l’azienda, le sorti delle famiglie di chi ci lavora, e di chi il lavoro perderebbe se soppresso il servizio di trasporto pubblico.

Avv. Antonio Cammarota Commissario Provinciale F.L.I.