Uccidere…si può?

di Rita Occidente Lupo

Quando l’età avanza ed il futuro apapre incerto per l’accudimento del disabile. Quando la famiglia si sente sola, perchè abbndonata a se stessa, nella solitudine quotidiana di dover gestire la malattia del proprio caro. Il dramma a Lucca ha insanguinato una domenica autunnale. L’ultrasessantenne che ha usato le bretelle, per soffocare il proprio figlio quasi quaranetenne, perchè esasperato, a sua detta, delle costanti urla che il malato psichico lanciava ininterrottamente nel cuore della notte scuote notevolmente. I nervi crollano…C’è chi dice che sia ” una croce salvifica” restare accanto alla sofferenza, in una dimensione meramente cristiana e chi invece si ribella a tale realtà, in un discorso laicale o non lo regge più, con tutta la buona volontà, col tempo! Si diventa nevrastenici, irascibili, incapaci di contenere le proprie reazioni, quando si è sotto pressione ed avanzano le incertezze per il dopo morte. Questa, probabilmente la motivazione che dinanzi all’omicidio volontario, fa propendere ad una certa clemenza della corte “negli arresti domiciliari”, a richiesta del difensore di Romano Carani. A detta di quest’ultimo, insieme alla moglie, affetti da labilità psichiche! Il quadro, non dei più edificanti, rispolvera una realtà che scuote i sonni tranquilli di tanti genitori, alle prese con figli disabili: le incertezze per il futuro, in termini d’accudimento, del proprio caro, al proprio decesso, notevoli! Nel nostro Paese, l’assistenza a tale fascia debole, ancora arranca tra precarie condizioni sanitarie e carenze strutturali. A parte qualche pio tentativo, da parte di Onlus, di fatto ben poco esiste per arginare il problema. Forse, il dramma della disperazione, scuoterà acque di noncuranza almeno stavolta?

Un pensiero su “Uccidere…si può?

  1. Ci ha lasciati, improvvisamente, a soli 54 anni, Enrico Greco, medico, volontario de La Tenda, persona per bene. Le esequie l’11 ottobre alle 12 nella Chiesa di San Domenico. Stringiamoci alla moglie Venturina Autuori ed alla figlia Claudia in un unico grande abbraccio.

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