Giovane Italia Salerno su pena di morte

«La comunità internazionale non spenga i riflettori sulla pena di morte ed in particolare sulla repressione degli oppositori politici, spesso giovanissimi, in vigore sotto i regimi totalitari, come quello cinese» ha dichiarato il componente dell’Esecutivo provinciale di Giovane Italia Salerno, Antonio Mola, in occasione della giornata mondiale contro la pena di morte.«La pena di morte – continua Mola – è una misura altamente lesiva della dignità umana, che non può non destare lo sdegno e la riprovazione di chiunque creda nella giustizia e nella democrazia. Ci associamo, quindi, agli appelli promossi in questa giornata dalle diverse organizzazioni non governative». Il dirigente affronta poi il discorso sulla questione cinese: «La situazione più imbarazzante è sicuramente in Cina, dove il segreto di Stato impedisce di conoscere la reale dimensione dell’applicazione della pena capitale. Lo scorso anno, organizzammo una raccolta firme per chiedere la scarcerazione del premio Nobel per la Pace, Liu Xiaobo, in sinergia con la fondazione internazionale Laogai Research Foundation; quest’anno intendiamo promuovere manifestazioni per sollecitare l’Unione Europea a rivedere gli accordi WTO a difesa dei diritti umani».

9 pensieri su “Giovane Italia Salerno su pena di morte

  1. Questi giovanotti…non sanno che Giorgio Almirante ha scritto un libro a favore della Pena di morte.

    ……….Ma la Pena di Morte non è segno d’inciviltà!

    A Strasburgo, qualche tempo fa, i ministri del consiglio d’Europa hanno adottato il protocollo numero tredici che decreta l’abolizione totale della pena di morte in tutte le circostanze ed anche in caso di atti commessi in tempo di guerra.
    La Turchia ha recepito tale ordinamento ed ha abolito la pena di morte.
    Anche l’ultimo stato “europeo” si è allineato a quanto si chiedeva affinché si potesse aderire alla comunità Europea.
    Ora è uno stato “un po’ più civile” e quindi potrebbe aspirare, un giorno, ad entrare nei “nostri mercati” dove le civilissime nazioni europee alzano, barriere doganali, steccati etnici e bombardano popoli pur di difendere il loro benessere.
    Mentre tanti Capi di Stato e la Chiesa continuano a lanciare appelli contro la pena di morte, si registrano nel mondo altri casi in cui Stati, l’adottano o la ripristinano dopo un periodo di sospensione.
    Questi appelli arrivano dopo la richiesta a grande maggioranza nella Russia di Putin e le intensificazioni delle esecuzioni di tali condanne sia nei democratici Stati Uniti, sia in stati “Islamici” o “Socialisti”.
    Tuttavia non si possono trascurare i tragici fatti che si sono consumati in questi ultimi tempi in Italia : come le innumerevoli violenze carnali culminate con l’assassinio di piccole vittime : l’uccisione della piccola tunisina Hagere , il barbaro omicidio della piccola Graziella Mansi, i terribili assassini di Novi Ligure perpetrati dai “fidanzatini”, Erika e Omar, l’omicidio della piccola Sara a Bologna e il massacro del piccolo Samuele e ecc. .
    Fatti clamorosi , terribili e contraddittori
    A questi fatti si reagisce in maniera differente, certamente in preda alle “passioni”.
    Si sta vivendo un momento di sgomento ed oggi rileggendo quanto scritto da editorialisti, sociologi, politici, si nota che il più delle volte si è parlato pervasi dall’emotività che il fatto ha suscitato nell’opinione pubblica.
    Alcuni politici, raccogliendo gli umori della gente (i sondaggi d’opinione, rivelano che in Italia i favorevoli alla Pena Capitale sono sempre intorno al 50% e in momenti particolari raggiungono picchi che rasentano il 70%) hanno invocato la Pena di Morte, ma solo per i reati più efferati, come se l’atto di violentare e uccidere una bambina sia più crudele di sparare, sprangare e lasciar morire dissanguato rinchiuso nel retro della sua bottega il nostro conterraneo Giuseppe Cingolo di Giffoni Sei Casali.
    “L’uomo della strada”, guardandosi intorno può notare le storture e le “bufale” che volta per volta i masmedia gli propinano: “Buonismo” e “Vendetta”; sono rare le volte che qualcuno parli di Giustizia, una giustizia vera con la “G” maiuscola che pensi alla difesa della dignità e del bene comune, sempre.
    “L’autorità” dovrebbe essere chiamata ad amministrare giustizia, mai a compiere vendette: soltanto guardando i fatti da giudicare in questa logica si possono affrontare anche temi scottanti come la pena di morte.
    Visto che OLTRE il 50% degli italiani, colti in ogni strato sociale e di cultura laica e cattolica, costantemente sono per l’applicazione della massima pena, quest’ultima può rientrare in un contesto di “morale comune”.
    Il demonizzare o mettere alla gogna milioni e milioni di cittadini non porterà a nessun risultato concreto se non all’inasprimento delle posizioni di partenza.
    L’introdurre o meno nei “Codici” la pena capitale non può avere tinte politiche , basti ricordare che Luigi XVI aveva abolito la massima sentenza pochi anni prima della Rivoluzione francese : fu la “sinistra” giacobina a volerla fortemente poiché
    “ ……ghigliottina e rivoluzione sono inseparabili…” .
    Sono tantissime le associazioni che in maniera diversa si oppongono alla pena di morte; molte delle quali condannano solo in maniera unilaterale i paesi che nella loro legislatura prevedono la massima sanzione, mentre altre prendono a sostegno delle loro tesi, in maniera strumentale ,brani della Bibbia. Tra queste , la più attiva è senza dubbio l’associazione “Nessuno tocchi Caino”.
    Le prime hanno un scarsa coerenza e quindi credibilità in quanto le loro condanne hanno un fine esclusivamente politico e il loro impegno è volto ad attaccare un mondo capitalistico che loro vedono esclusivamente in tutto ciò che è “americano” ignorando o sminuendo quando succede a Cuba, in Cina ed altri paesi dove ancora sopravvivono brandelli di socialismo reale.
    Mentre per i secondi la loro lotta non è un fatto ideologico, ma certamente ne fanno una questione di civiltà e di moralità .
    Il problema oggi è di verificare se gli Stati che mantengono l’estrema pena si possono considerare immorali e incivili. Va premesso che molti fra questi con culture fortemente Religiose adottano tale estrema sanzione , vedi le nazioni Mussulmane , e gli stessi Stati Uniti a grande maggioranza “Cristiana” fanno della moralità pubblica l’essenza della loro Cultura.
    Per quando riguarda l’essere incivile, ricordo le parole dell’ambasciatore Sergio Romano, che pur condannando tale pena, ricordava che negli Stati Uniti i tempi enormemente lunghi fra il compimento del delitto e l’esecuzione della condanna a morte, che sono certamente un “Calvario” terribilmente doloroso, rappresentano il forte senso di responsabilità e di “Garanzia” affinché si possa arrivare all’esecuzione della sentenza dopo aver scrutato ogni e qualsiasi prova a discapito dell’imputato e quindi all’ esecuzione di una sentenza certa.
    La Chiesa Cattolica, con Giovanni Paolo II, iniziò una grande “campagna” contro la pena di morte incominciando dalla battaglia contro l’aborto che combatte un’ indiscutibile esecuzione di una condanna di un innocente.
    Fa specie però, e potrebbe sembrare una contraddizione fra quest’impegno della Chiesa, sia l’essere stato per tanti secoli favorevoli alla pena capitale sia l’attuale mantenimento, anche se in casi eccezionali, “dell’estrema sanzione” nel nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica.
    La stessa frase “Nessuno tocchi Caino”(Gn 4,15) potrebbe chiudere ogni discussione, ma ciò sarebbe quantomeno affrettato.
    La stessa Chiesa, nel chiedere pietà per i condannati a morte non ha mai negato che l’autorità legittima abbia il potere di infliggere la morte come pena.
    Il mondo Ebraico, che della “Torà” ne ha fatto un modello di vita, da sempre ha perseguito i reati di omicidio con la pena di morte; nella Bibbia e nei Vangeli i Farisei hanno usato la lapidazione come estrema sanzione.
    Infatti, con il Diluvio Universale, il “Signore” abiura a tutte le promesse fatte alle sue “creature”(Gn 6,7) e quindi fa una Nuova Alleanza con Noè (Gn 6,18) .Dopo questo episodio viene introdotta nella Bibbia la Pena di Morte che i “giusti “praticano nel corso dei secoli: “ Chi sparge sangue dell’uomo dall’uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l’uomo” (Gn. 9,6). In S.Paolo nel capitolo tredici della lettera ai romani in cui dice: “Fa il bene e ne avrai lode , poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma, se fai il male, allora temi, poiché non invano essa porta la spada ,è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male”(Rm 13,3-4).
    Nei Vangeli, lo stesso Gesù non contesta all’autorità il potere di condannarlo a Morte: (Gv 19,10-11) .
    Alcuni Concili hanno trattato l’argomento: si ricorda il IV Concilio in Laterano,
    secondo il quale l’autorità civile “ senza peccato può infliggere la pena di morte , purchè sia mossa non dall’odio ma dalla giustizia e non proceda senza precauzione ma con prudenza”.
    Anche molti Padri della Chiesa si sono espressi successivamente in favore di questa risoluzione, ricordiamo S. Tommaso D’Aquino nella Sum.Theol. 3°, q,85.
    In passato con Joseph De Maistre e oggi con Vittorio Messori e tanti altri intellettuali Cattolici hanno espresso parere favorevole, considerano moralmente ammissibile la pena di morte.
    Nello Stato del Vaticano, anche se le condanne a morte non venivano più praticate da oltre cento anni, solo nel 1972 con Papa Paolo VI questa pena fu abrogata; lo stesso, “papa Buono”, Giovani XXIII conservò questa legge .
    Uno Stato che non sa garantire la sicurezza ai propri cittadini, cavalcando sempre un “buonismo” di facciata (Guido Ceronetti in la Stanpa del 29/4/01,… perdono, perdono, perdono…) non può che accettare la disperazione di coloro che per difendersi passano alle vie di fatto, oppure si va incontro a rigurgiti di “giustizionalismo” e di vendetta..
    Uno stato laico, quindi, legittimamente può prevede nel suo ordinamento questa “estrema sanzione” in nome della Giustizia, della deterrenza e della legittima difesa dei suoi cittadini.
    L’accettare o meno una legislazione che preveda una tale “Pena” non può rappresentare una questione di “ civiltà e liberalismo”, oppure essere identificati come “ reazionari e forcaioli ” ma è solo una scelta “culturale”.
    Primo Carbone
    (Magistero in Scienze Religiose)
    (primocarbone2008@libero.it)

  2. ahh questo triste decontestualizzato…non sa che che anche il glorioso Fronte della Gioventù, per mezzo di alcuni esponenti più importanti, si schierò contro la pena di morte sfidando i “senatori” del partito

  3. Ma questo tizio .. si diverte a fare dichiarazioni inutili , solo per smania di protagonismo … ? Studia…

  4. “@ am……..”ahh questo triste decontestualizzato”.

    Fuoriori dal contesto è chi, da radicalschic e venduto alle lobby liberiste internazionali, continua ad ignorare la volontà ed il sentimanto del popolo italiano.
    Lo ripeto, i sondaggi,….quelli veri……, affermano quanto io ho affermato: oltre il 50% degli italiani è a favore della pena di morte.
    Questa estrema sanzione, non deve essere mai applicata per vendetta o per propaganda ma solo per “retribuire” il male fatto:deve avere la valenza della VERA ….Giustizia.

    Per quanto riguarda il FdG,(tutto intero dai massimi esponenti … Fini, Gasparri, La Russa..ecc fino all’ultimo iscritto erano a favore di quanto affermava G. Almirante), vogli ricordare a me stesso che nei primi anni ottanta, quando ALMIRANTE presentò il suo libro, solo pochi….”rautiani”……. erano contrari, confutando questa presa di posizioe con il dire : ” noi siamo contro la pena d morte poichè questo regime democratico ed antifascista applicherebbe questa massima sanzione solo a i nostri CAMERATI che oggi si trovano in galera”.

    in bocca al lupo

  5. Faccio i complimenti alla ” Giovane Italia” per essersi schierata contro la pena di morte. Anche il fascismo la detestò, anche se si accontentava di “fare assaggiare l’olio di rigino ai dissidenti”.
    l’italia, a mio avviso, non ha bisogno della pena di morte ,perchè è un paese a cui non mancano le affinità morali, cattoliche e umanistiche. Ben vengano le condanne di privazione sociale, ma si dia la possibilità a chi ha sbagliato di avere un ripensamento scrupoloso e cercare di pagare il debito sociale con un lavoro che potrebbe essere di aiuto ai più deboli. Vi sono tante terre incolte, perchè non gli diamo la possibilità di potersi guadagnare anche qualche euro lavorando? Secondo me , sarebbe proprio un aiuto per farli scostare dal male commesso e, alla fine, poter ritornare come buoni cittadini nella società. Se si crede ancora in Dio, non si può neppure sfiorare la frase che recita:”Pena di morte”. Cordialità, Alfredo

  6. inutili? sti ragazzi se non si impegnano non sono buoni, fanno qualcosa e sono inutili…ma che andate trovando?

  7. Ebbene sì, Almirante era d’accordo sulla pena di morte. Quindi? Ragazzi nati dopo l’89 che dovrebbero fare? Ma che vogliamo che si mettano a fare le manifestazioni per reintrodurre lo ius primae noctis? Andate avanti…

  8. No sig. Variale,…NO!
    Si può essere Cristiani e Cattolici e si può essere legittimamente a favore della “Massima Pena”.
    in bocca al lupo

  9. E il caos continua! Ci deve pur essere qualcuno che lo fermi. Per chi fosse interessato, basta aprire il seguente sito: http://www.gabrielearcangelo.it
    dare uno sguardo, se ispirati , ordinare questa Nuova Manna Celeste, leggere ciò che il Messaggero dello Spirito Santo San Gabriele Arcangelo ha dettato nel Primo Sacro Testo ” LA PORTA D’ ORO,svelando ciò che non si è capito bene nelle Sacre Scritture della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, dopo di che si può completare la lettura con gli altri quattro Testi, e solo dopo si possono cominciare a fare affermazioni che corrispondono all’ Unica VERITA’ Celeste, visto che continuando a vivere su questa terra che appartiene a Satana, non facciamo altro che complicare la vita a noi e a tutti.
    Non credo che ci sia una persona umana in grado di conoscere la VOLONTA’ del CREATORE, a meno che non si restituisca, con il dovuto ringraziamento, il dono del libero arbitrio donato gratuitamente a tutti, come è successo all’ umilissima serva di Dio: Luisa Piccarreta. Io sto facendo un tentativo, non ci sono ancora riuscita. Spero tanto di ricevere questa Grazia, al solo fine di camminare finalmente nella VERITA’, oggi, per chi lo desidera, raggiungibile da tutti.
    Cordialmente
    marialuisa.cavaliere@libero.it

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