Craxi-Berlusconi-Marrazzo: sesso a gogò !!

Aldo Bianchini

Sembra proprio che un minimo comune denominatore, il sesso, possa tenere insieme grandi e piccoli personaggi politici di questo Paese e non solo in questi ultimi anni. D’Annunzio e Mussolini, ad esempio, si ritrovavano sulle stesse “posizioni” soltanto su argomenti di natura sessuale. Sempre come esempio non possiamo non ricordare che il mitico Palmiro Togliatti portò in parlamento sia la moglie che l’amante (divenuta poi anche presidente della Camera) per buona pace dei suoi oppositori che consumavano rapidi incontri negli angoli nascosti del Transatlantico. Non erano certamente pubblicizzati gli incontri “trans” ma le cronache dei Palazzi, dalla notte della prima repubblica, rimandano ancora l’eco delle performance di paludati senatori dietro gli spigoli bui di Montecitorio. Tutto, però, avveniva nel più rigoroso silenzio, i media tacevano pur sapendo, il gossip non era ancora pane quotidiano per i cittadini-elettori. Tranne Togliatti, la domenica mattina tutti andavano a Messa con le famiglie e la benedizione sacerdotale copriva depravazioni e perversioni, altro che “debolezze”. Poi i media si sono svegliati e tutto è cambiato da quando i “tabloid” britannici ci hanno insegnato che la battaglia politica può, e deve, essere condotta anche a colpi di rivelazioni piccanti. Il primo caso, molto noto, che bloccò l’intero Paese accadde il giorno dopo che Bettino Craxi aveva iniziato le consultazioni del suo primo governo. Era il mese di agosto dell’83, esattamente il giorno 24, quando una bella e giovane fanciulla di origine asiatica (e Craxi era stato alcuni anni in Estremo Oriente!!) si presentò davanti Palazzo Chigi e sedendosi sul selciato stradale, chiedeva a tutti di poter parlare con il premier designato affinchè fosse indotto a riconoscere il figlio che da lui aveva avuto. Su questa dichiarazione, apodittica, si scatenò l’inferno mediatico; chi non vedeva di buon occhio l’ascesa politica di Bettino, cercò di ricamarci sopra le più aberranti accuse. Quel giorno nasceva, forse, il gossip di natura politica nel nostro Paese. Nei giorni successivi, perchè la storia durò qualche giorno con la ragazza sempre ferma lì, le segreterie dei santuari del potere si svuotarono d’incanto. Bellissime ed avvenenti ragazze persero d’improvviso il posto di lavoro, insomma tutti i personaggi cercavano di riciclare la loro immagine verso l’esterno per accreditare la serenità familiare tanto cara all’italiano medio. Il caso Craxi si svuotò nel giro di qualche settimana, la verve politica di Bettino fece il resto e l’episodio piombò nel dimenticatoio sebbene tutti fossero a conoscenza della prorompente carica amatoria e sessuale del leader socialista. Il “regime socialista” diede in seguito ampia prova di “mascolinità” con le clamorose e fastose feste (per non dire festini!!) organizzate direttamente in Via del Corso. Nel 1994, dopo la caduta di Craxi, erano rimaste ancora non onorate fatture per oltre trecento milioni di lire servite per l’acquisto dello champagne che aveva inondato la “belle epoque” craxiana sotto l’attenta regia del mitico GIanni De Michelis.  A distanza di ventisei anni, i casi di Silvio Berlusconi e di Piero Marrazzo, dinnanzi ad una platea ormai abituata a tutto, rientrano quasi nella normalità. Con qualche distinguo, ovviamente; primo fra tutti l’età e non ultimo la natura del sesso cui dedicare tutto se stesso. Una considerazione, che poi è anche una distinzione, va comunque fatta. In Via del Corso andava tutta l’alta società capitolina e nazionale, a palazzo Grazioli sono andate le escort ed, infine, Marrazzo è andato in Via Gradoli a dissacrare quello che doveva essere un vero santuario della democrazia: il covo in cui le BR tennero prigioniero Aldo Moro prima di ucciderlo.