Cava de’ Tirreni: Covid-19, Collettivo Acca, arte in crisi, appello ad Amministratori comunali

Si è tanto parlato dello spettacolo dal vivo, della difficoltà del Teatro in particolare di riprendere la propria attività già complicata in tempi normali – almeno per il Teatro cosiddetto di “prossimità” –  dopo la lunga sosta dovuta al lockdown e nelle condizioni di restrizione date. Si è tanto parlato di aiutarlo, il Teatro.

Ma come?!

Raccontiamo la nostra esperienza che, nello stesso tempo, vuole essere un appello al Sindaco ed all’Assessore alla Cultura del Comune di Cava dei Tirreni (SA).

Il 20 settembre 2019, all’interno del programma “CAVA DE’ TIRRENI CITTÀ PARCO CULTURALE”, abbiamo tenuto uno spettacolo presso il Complesso Monumentale di San Giovanni al Borgo.

Come prassi abbiamo ovviamente anticipato soldi per: il noleggio del service audio e luci; il noleggio del furgone per trasporto scene; pagare gli oneri previsti.

Sì, purtroppo funziona così! Quindi nulla di strano.

Su esplicita richiesta degli Uffici Comunali, abbiamo emesso e recapitato fattura per la prestazione il giorno 26 settembre. Detta fattura veniva “liquidata” con determinazione dirigenziale n. 2585 del 17.10.2019, come abbiamo appreso contattando gli Uffici.

Ad oggi, nonostante numerosi solleciti inviati, la fattura, di fatto, non è stata ancora messa in pagamento. Ed intanto abbiamo versato anche l’IVA su quella stessa fattura.

Questa esperienza, nella sua essenziale anche banalità se si vuole, aprirebbe una serie di considerazioni da fare su quanto sia tenuta da conto l’arte teatrale in questo Paese quando non è immessa nei canali dello spettacolificio assistito.

Ma non ne vale la pena.

 

                Carmine Califano

Direttore Artistico e fondatore Collettivo Acca