Salerno: FI, economia in flessione, città quarta in Italia per protesti e cambiali

Salerno, quarta in Italia per numero di protesti e cambiali, dietro Milano, Roma e Napoli , città che da sole hanno più abitanti dell’intera provincia di Salerno. La preoccupante realtà segue altri dati di natura economica pubblicati, negli ultimi mesi, dai quotidiani locali che dimostrano la difficoltà delle famiglie salernitane e sono sintomatiche della negatività dell’azione di governo sui territori.  A Salerno, del resto, il nefasto sistema di potere, che dura da oltre ¼ di secolo, ha palesemente messo in ginocchio l’economia privata per soppiantarla con un apparato pubblico con cui più facilmente è stato possibile controllare socialmente la città, anche al fine di indirizzare il consenso.

A tal fine la zona industriale della città è stata trasformata in un “grande centro commerciale” cosicché le più solide aziende salernitane di produzione diretta hanno chiuso battenti o delocalizzato le attività, nel mentre il commercio di vicinato, vero volano dell’economia cittadina degli anni settanta, vive un periodo di crisi profonda.

Le uniche opportunità di occupazione sono limitate alla gestione dei servizi essenziali comunali, gestiti in parte da società pubbliche ed in parte affidate ad una rete di cooperative in cui il lavoratore è condannato ad essere mal pagato e precarizzato, anche per essere meglio controllato.

Si è cercato di favorire unicamente l’economia del cemento, incentivando costruzioni di edifici per civili abitazioni e consumando suolo vergine, in un periodo di forte decremento demografico, piuttosto che favorire la realizzazione di infrastrutture ed impianti sportivi di cui la città è assolutamente carente.

E’ il momento di aprire gli occhi e lavorare per una seria alternativa al fine di evitare l’aggravarsi di una situazione già allo stato preoccupante ed al limite del sostenibile.

 

I Consiglieri comunali

                                                                Roberto Celano e Ciro Russomando