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“Insegnamenti di vita”

Inserito da on 30 dicembre 2010 – 00:00No Comment

Da qualche tempo, siamo abituati a leggere e ascoltare storie tristi di omicidi, violenza, suicidio, e ogni tipo di brutalità.  Sembra che le nostre vite siano tutte scandite da questi fatti di cronaca e spesso quale diversivo, ormai per molti, non c’è altro che l’emulazione della stessa violenza , la curiosità morbosa di andare sui luoghi dei fatti per fotografare i risultati della nostra profonda decadenza morale , affettiva e comportamentale.. Spesso la presunzione, la voglia di primeggiare sugli altri , il desiderio di possesso, il pensiero di possedere un finto  potere   e l’arroganza  di affermarlo “ci rende simili agli animali”….e spesso parliamo di …belve! Allo stadio si genera violenza, sul lavoro si generano conflitti violenze e soprusi, anche i parlamentari litigano e spesso violentemente. Litigano i padri con i figli , i figli ammazzano i padri e viceversa, gli amici si tradiscono e spesso si sotterrano… La strada è spesso teatro dei fatti più strani e incivili , spesso ancora usiamo la parola “ bestia” per indicare comportamenti  anomali. Si litiga nella casa “ del grande fratello” si litiga “all’isola dei famosi” e  in diretta tv, certamente esempi eclatanti di scarsa trasmissione di contenuti validi di insegnamento. Certo, mi viene da riflettere sulla parola “ Animale”, bestia…. belva… che spesso usiamo quando  un comportamento è anomalo. Queste parole possono offendere una categoria che purtroppo non può scrivere su un quotidiano  e che merita almeno un tentativo di difesa. Vi racconto la storia di una “ bestia ” anzi di due  “ Animali tutt’ora viventi ”. Nel gennaio dell’anno 2008 mentre mi aggiravo tra i monti del…..,  tra la neve e sotto dei rovi intravedo un qualcosa che si muoveva. Incuriosito e nonostante nevicasse, arrampicandomi sulla scarpata innevata, entro in contatto con “ la bestia ” anzi all’ora la bestiolina. Un tenero piccolo batuffolo di qualche mese inserito profondamente in una cavità naturale coperta da arbusti spinosi. Fu vano qualsiasi tentativo di avvicinamento e contatto con la “ bestiolina ”   e nonostante la mia grande capacità di relazionarmi con gli animali  non mi è stato mai possibile negli ultimi anni avvicinarmi a “ Lupo ” .Questo è il suo nome, “ lupo ” un cane abbandonato dall’uomo  e vissuto in cattività tra i monti e che non mi ha mai consentito un contatto che superasse  una distanza di trenta centimetri. Ho cresciuto lupo in cattività sui monti dov’ è nato,  la “ bestia ” mi ha dimostrato sempre il suo affetto rispondendo a qualsiasi ora del giorno o della sera al mio richiamo… Osservando il suo comportamento ho visto la sua nobiltà di animale libero e fiero, ma specialmente il suo altruismo e desiderio di aiutare i suoi simili. Su questi monti molti “Uomini”e “ donne” non bestie…ma uomini e donne appunto , usano portare i cuccioli e i cani indesiderati. Spesso usano abbandonarli come fanno “ con i bambini nei cassonetti ” in piena montagna .Molti di essi muoino o vengono feriti dalle auto. Lupo… non so come fa ma ha sempre cercato di accogliere i suoi simili e proteggerli. Non è stato mai indifferente nel vedere un suo simile ferito , l’ho trovato una volta seduto accanto ad un cane morente mentre  cercava di  accudirlo. In questi anni ha perso molti amici per vari incidenti. Forse  ho assistito in questi anni “nelle vicinanze della giungla della città di Salerno”  al vero comportamento di “ una bestia ” alle coccole che faceva e ha fatto alla sua compagna e a tante manifestazioni di affetto e amore.  Ecco, come tutte le storie anche lupo crescendo ha messo su famiglia  accogliendo una splendida cucciola abbandonata di lupa nera, che ha protetto, e alla quale ha insegnato i pericoli della montagna e  delle strade  . A  “ LEI ” ha probabilmente insegnano  che è molte meglio stare alla larga dal genere umano, da quelli che camminano su due zampe e  decidono spesso della vita anche degli animali… Lupa nera è diventata adulta e…quale cosa più bella poteva accadere se non  un parto di otto cuccioloni  in un posto segreto, scavato con le zampe e con l’amore di “ bestie ” in un profondo cunicolo che io ho trovato sulle pendici di un castagneto. Non so quanto tempo hanno impiegato per costruire quella profonda e ingegnosa  tana che io “ ho profanato” e che ho cercato per giorni tra i castagneti in fermento per la raccolta. Ho visto davvero  cos’ è  l’amore guardando negli occhi questi due “ animali ” . Non mi capitava da molto tempo con gli uomini!  Ho capito che mi permettevano per la prima volta di avvicinarli, perché avevano bisogno di aiuto, mi hanno permesso di affacciarmi alla tana e attirare a me i cuccioli per sfamarli. Come uomo sento il bisogno e la necessità di non raccontare il segreto della tana “ delle bestie ” sui monti…. Continuo a recarmi sulle montagne senza lasciare traccia come “ un uomo ” e da questo contatto e dagli sguardi e dalle leccatine di questi cuccioli frutto dell’amore di una storia incredibile di  due “ animali solitari ” , penso e sono certo di aver imparato molto di più di quanto vedo osservo e vivo quotidianamente nella mia vita quotidiana professionale e  di relazione con gli altri.  Grazie “ bestie ” .                   

 

                                                 Dott Vincenzo Petrosino

                                                     Oncologo Chirurgo

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