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Roma: Fiat, il governo risponde a Iannaccone su Fma

Inserito da on 25 febbraio 2010 – 07:49Un commento

 “Dobbiamo avere la consapevolezza che in questo momento, in Italia, la FIAT sta assumendo atteggiamenti razzisti e antimeridionali, che sta diventando un pericoloso fattore di destabilizzazione della nostra economia e della nostra pace sociale e che il Governo deve conseguentemente assumere iniziative forti, decisive e concrete per evitare che vi possano essere chiusure di stabilimenti localizzate soprattutto nel sud d’Italia.” Lo ha affermato Arturo Iannaccone, componente della Commissione Attività produttive della Camera rivolgendosi in Aula al rappresentante del Governo chiamato, dal parlamentare irpino, a rispondere sulla vertenza FMA.  “Il piano industriale che sta preparando la FIAT – ha aggiunto Iannaccone – e che in parte ha illustrato al Governo è un piano industriale che garantisce il futuro soprattutto degli stabilimenti del centro e del nord, mentre quelli del sud vengono abbandonati al loro destino. La vicenda di Termini Imerese è emblematica ma in questo contesto si inserisce la drammaticità della situazione dello stabilimento Fma di Pratola Serra dove da giorni gli operai sono in presidio permanente davanti alla fabbrica perché nessun segnale arriva dai vertici FIAT sul futuro di quello stabilimento.”Il segretario di Noi Sud ha, poi, chiesto al Governo “che senso ha produrre la carrozzeria del nuovo modello della Panda a Pomigliano D’Arco e produrre i motori destinati a quella vettura in Polonia? Se dovesse passare il messaggio – che pericolosamente e cinicamente Marchionne ha tentato di far passare – che il sud, non è suscettibile di sviluppo che non conviene all’impresa e agli imprenditori investire nel sud, perché vi sono elementi di diseconomia, per cui anche gli stabilimenti già produttivi devono essere dismessi, allora – ha sottolineato Iannaccone – vuol dire che ci rassegniamo a destinare il sud ad un processo di deindustrializzazione e ad un processo di emarginazione definitiva dai processi economici che invece devono riguardare quel territorio, consentendo al sud di dare un futuro soprattutto alle nuove generazioni. Il Mezzogiorno in questo momento è un lago di benzina, dove basta una scintilla per incendiare una protesta sociale che trova il suo fondamento nell’abbandono in cui versa per responsabilità di tutte le istituzioni.” “Anche la Confindustria, che periodicamente organizza convegni e seminari, la smetta di chiedere misure che vanno a sostegno solo dell’apparato produttivo del nord, non chiedendo nulla e non rischiando nulla per lo sviluppo del Mezzogiorno. Anche il presidente della FIAT Montezemolo, che va in giro con la sua fondazione ad ipotizzare scenari per il futuro e a predicare la necessità di riforme istituzionali, esca dal suo silenzio e ci dica a quale destino vuole affidare gli stabilimenti della FIAT siti nel sud, in modo particolare quelli che sono più in crisi. Ho fatto riferimento a Termini Imerese, ma cito anche la Fma, stabilimento per il quale non esiste alcun accenno, allo stato, nel piano industriale della FIAT.”“Pertanto – ha concluso Iannaccone -, chiediamo al Governo di assumere un impegno chiaro nel confronto – se vi sarà, e mi auguro che vi sarà – con la FIAT, per fare in modo che essa elabori un piano industriale che preveda, per lo stabilimento Fma di Pratola Serra, la costruzione di nuovi motori e, in modo particolare, di motori di piccola cilindrata.”
Risposta del rappresentante del Governo, Sottosegretario di Stato, on. Pizza

“Signor Presidente, lo stabilimento della FIAT Fma di Pratola Serra, in provincia di Avellino, produce motori d’alta gamma per le auto Alfa Romeo, Lancia e FIAT. Come noto, negli ultimi anni, l’offerta di auto nel mondo è stata superiore alla capacità di assorbimento del mercato. L’attuale crisi dimostra, peraltro, che questa crescita dell’offerta si è sviluppata al di fuori di un disegno strategico complessivo. Di fronte all’evoluzione dei mercati, a livello globale, si assiste ad un processo di profonda trasformazione del settore. È necessario, pertanto, ridefinire le politiche pubbliche di sostegno, abbandonando logiche di intervento contrastanti con le nuove realtà del mercato e assicurando il più efficiente utilizzo delle limitate risorse pubbliche disponibili. Tale essendo il contesto generale, l’amministratore delegato di FIAT, in data 22 dicembre 2009, nell’ultima riunione tenutasi presso la Presidenza del Consiglio con sindacati ed istituzioni per la presentazione del piano FIAT ha, tra le altre cose, affrontato la problematica del settore. Lo stesso, nell’evidenziare che le aziende della componentistica, di cui la Fma fa parte, hanno subito la difficile situazione del mercato, nondimeno ha dichiarato di voler mantenere una solida base industriale in Italia e di ritenere, quindi, questo comparto fondamentale per il settore produttivo dell’auto. Peraltro, in data 5 febbraio, si è svolta presso la provincia di Avellino una riunione tesa ad affrontare la crisi della società in questione, determinata anche dalla circostanza che la Fma, producendo essenzialmente motori diesel di grossa cilindrata, non ha potuto beneficiare degli incentivi alla rottamazione.
In tale sede, prendendo atto della delicatezza della situazione, si è ritenuto d’interessare prioritariamente il Ministero dello sviluppo economico. Il Ministero ha già convocato il tavolo di confronto con la partecipazione dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali, per il 26 febbraio. Inoltre, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali comunica di già aver autorizzato la corresponsione del trattamento di cassa integrazione straordinaria in favore dei dipendenti della Fma per un massimo di 1.662 unità lavorative e per il periodo dal 1onovembre 2009 al 1o novembre 2010.Peraltro, va detto che per lo stabilimento di Pratola Serra è stata concessa nel 2001 un’agevolazione, a valere sulla legge n. 488 del 1992, pari a circa 5 milioni e mezzo di euro, in relazione ad un investimento ammissibile di oltre 49 milioni di euro, completato negli anni successivi. Il Governo farà quanto possibile e presterà la massima attenzione a tale situazione tenendo informata quest’Assemblea sugli sviluppi della vicenda.”

 

 

Un commento »

  • Bene così segretario Iannaccone. E’ ora che queste aziende assistite dallo Stato da sempre e che, senza l’aiuto dello stesso, sarebbero fallite da anni si assumano le loro responsabilità una volte per tutte. La Fiat ha il dovere di mantenere i livelli ocuupazionali anche e soprattutto al Sud, dove basta poco davvero per far esplodere la rivolta sociale. Una rivolta giusta e per certi versi necessari per la sopravvivenza del merdione.

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