Roma: riduzione stipendi in Vaticano

Enrico De Santis

Con motu proprio parte l’iniziativa di promossa da Papa Francesco volta a garantire la sostenibilità di lavoratori, porporati e collaboratori del Vaticano.

La profonda crisi legata all’emergenza Covid prevede per il 2021 un ammanco di circa 50 milioni a causa delle mancate entrate pari al 30%.

 Il Santo Padre ha “ ritenuto di dover procedere a riguardo secondo criteri di proporzionalità e progressività con la finalità di salvaguardare gli attuali posti di lavoro”.

Verrà effettuato a partire del 1 aprile 2021 un taglio degli stipendi, cominciando dai Cardinali (10%). Saranno  coinvolti anche gli altri Superiori, Religiosi, Ecclesiastici e Collaboratori funzionali, con un taglio compreso tra l’ 8 e il 3% sullo stipendio; rinviati anche fino ad aprile 2023 gli scatti per anzianità.

La misura adottata non verrà applicata a chi è in difficoltà per motivi di salute “…propria o di parenti fino al secondo grado”. Coinvolte anche la Fabbrica di San Pietro, la Basilica di San Paolo fuori le mura, il Vicariato di Roma, i Capitoli delle Basiliche Papali Vaticane, la Liberiana e la  Lateranense.

“Un futuro sostenibile economicamente richiede oggi, fra altre decisioni, di adottare anche misure riguardanti le retribuzioni del personale; nessun licenziamento dunque verrà attuato, ma provvedimenti in linea con la crisi attuale, dettate dal “disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede”.

Il senso profondo di questa vicenda ci riporta ad un denominatore comune: siamo tutti sulla stessa barca, ma per fortuna il Signore, anche se pare dormiente, vigila sulla nostra fragilità.