Villaricca: la “Rosa Bianca” nel ricordo dell’olocausto per non dimenticare

Ricordare per non dimenticare, presso la biblioteca Comunale di Villaricca, il 27 gennaio si è tenuta la “Giornata della Memoria” dell’olocausto di milioni di uomini, donne e bambini, vittime della follia della guerra. Nell’occasione intorno ad una lapide che ricorda i nomi di 20 bambini ebrei, barbaramente seviziati e successivamente impiccati, nei sotterranei della scuola amburghese di Bullenhuser Damm. L’amministrazione Comunale, per l’occasione,  ha piantato un roseto creando un luogo simbolo per tutti coloro che credono in un futuro di amore e di pace. Presenti numerosi bambini infreddoliti e incuriositi, a cui ha parlato Mario De Simone, fratello del  piccolo Sergio De Simone, un bambino ebreo-napoletano di 7 anni il cui nome è tra i venti incisi sulla lapide. Mania Altman (polacca, anni 5); Lelka Birnbaum (polacca, anni 13); Sergio De Simone (italiano, anni 7); Surcis Goldinger (polacca, anni 11); Riwka Herszberg (polacca, anni 6); Alexander (Lexje) Hornemann (olandese, anni 10); Eduard (Edo) Hornemann (olandese, anni 12); Marek James (polacco, anni 6); W. Junglieb (jugoslavo, anni 13); Lea (o Lola) Klygerman (polacca, anni 7); Georges-André Kohn (francese, anni 13); Bluma(Blumel) Mekler (polacca, anni 11); Jacqueline Morgenstern (francese, anni 13); Eduard Reichenbaum (polacco, anni 10); Marek Steinbaum (polacco, anni 11); H. Wassermann (polacca, anni 6); Eleonora Witonski (polacca, anni 5); Roman (Romek) Witonski (polacco, anni 6); Roman Zeller (polacco, anni 13); Ruchla (Rachele) Zylberberg (polacca, anni 9). Alla serata, organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Villaricca, hanno partecipato intervenendo, il Sindaco di Villaricca, avv. Francesco Gaudieri, l’Assessore alla Cultura, il Vice Sindaco Giovanni Granata, il Capo settore Ufficio Cultura, dott.ssa Teresa Tommasiello, coordinarore dell’iniziativa il dott. Salvatore Salatiello, della Segreteria del Sindaco. La Presidente dell’Associazione “Rosa Bianca”, la Sig.ra Tina Bianco, che ha collaborato alla commemorazione con l’Amministrazione Comunale, ha reso più completa la serata nei locali della biblioteca presentando il libro di Dova Cahan “Un Askenazita tra Romania ed Eritrea”. L’associazione “Rosa bianca” nata per opporsi contro ogni forma di violenza, prende il nome dal ricordo delle vittime degli oppositori al regime nazista. I Fratelli Scholl, Sophie e  Hans, insieme  ad altri cinque studenti cattolici dell’università di Monaco si riunirono per sette mesi dall’agosto al febbraio del ‘43 con il nome di “Rosa bianca” e cercarono di sensibilizzare gli altri studenti e la popolazione contro le aberrazioni del regime nazista.  Produssero in tutto 6 volantini e un’ottantina di scritte murali in varie città della Germania e furono brutalmente imprigionati e condannati a morte. La loro morte sta appunto a significare che per combattere una dittatura, c’è bisogno della partecipazione di tutti perché non può essere né un fatto organizzato da singoli, né dell’ultimo minuto, né avvenire senza l’appoggio di altri stati, né tanto meno senza un’etica condivisa di quali siano i diritti e i doveri di tutti i cittadini e delle loro responsabilità nelle scelte di politica del proprio paese. L’eccidio di milioni di persone, siano  questi di altra razza religione o colore, oppure diversamente abili, omosessuali, prigionieri politici, non può essere tollerato da nessuna società civile e combattere per questo rende gli uomini e le donne esseri umani.