Baronissi: Gioventù Libera in campo contro shoah

Come di consueto anche quest’anno l’associazione “Gioventù Libera” scende in campo per ricordare le vittime del genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d’Europa. Nell’annuale della triste ricorrenza i membri dell’associazione si sono riuniti per condividere insieme il ricordo di questo tragico sterminio che rappresenta ancor oggi una delle pagine più brutte dell’Umanità e, come anche ci ricorda Primo Levi, un autore che ha vissuto sulla propria pelle tutte queste violenze, “l’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”.  Questa forma razziale purtroppo continua a convivere nella nostra esistenza seppur in tono minore, infatti, nella comunità mondiale ritroviamo in ogni caso continue discriminazioni di ogni genere dovute alle diversità culturali, religiose, etniche , sessuali e politiche. Durante la discussione è emersa una citazione che ha colpito principalmente il presidente: “La nostra voce e quella dei nostri figli, devono servire a non dimenticare e a non accettare con indifferenza e rassegnazione, le rinnovate stragi di innocenti. Bisogna sollevare quel manto d’indifferenza che copre il dolore dei martiri! Il mio impegno in questo senso è un dovere verso i miei familiari. E’ un dovere verso i milioni di ebrei “passati per il camino”, gli zingari, figli di mille padri e di nessuno, i testimoni di Geova, gli omosessuali e verso i mille e mille fiori violentati , calpestati e immolati al vento dell’assurdo;  E’ un dovere verso tutte quelle stelle dell’universo che il male del mondo ha voluto spegnere…i giovani liberi devono sapere  quindi che tutto ciò che è stato storia, si sta paurosamente ripetendo.” (Elisa Springer). Aggiunge il presidente Scarano – la shoah è un ricordo che rimarrà per sempre impresso nei cuori e nelle menti della gente, per questo anch’io mi sono impegnato in prima persona per far si che questa ricorrenza diventasse parte integrante di quella che è la mia vita associativa, trovandomi pienamente d’accordo con il pensiero della scrittrice austriaca Springer  ovvero che i giovani devono interessarsi a quello che è molto più di un semplice avvenimento storico e non dimenticare tutte quelle persone che sono morte perché non hanno voluto nascondere la proprio identità, e per questo esorto noi giovani a non cambiare mai in base alle circostanze e a non farsi mai privare alcuna libertà.