Disperato e solidale accanimento famiglia Majorana contro verita’ scomparsa Ettore

Giuseppe Lembo

La storia o meglio la triste vicenda umana di Ettore Majorana, il grande fisico definito un genio dell’umanità da Enrico Fermi, durante gli anni romani di un forte protagonismo attivo dei ragazzi di via Panisperna, non può considerarsi conclusa con l’assurdo imprimatur scomparso nel nulla.

Nel nulla non scompare niente e nessuno se non per complici responsabilità umane. Nel nulla non è certamente scomparso Ettore Majorana che, dopo la scomparsa ufficiale così come datata, probabilmente ha vissuto a lungo, in altri  mondi ed in altre realtà lontane dai fragori di quella scienza in cui credeva ma di cui alla fine era rimasto vittima, essendo stato colpito da un forte sentimento di paura.

La storia di Ettore Majorana uomo e scienziato è una storia, a 75 anni di distanza dalla scomparsa, ancora affascinante e di grande attualità.

Una storia che non può finire, accettando la conclusione di Ettore Majorana, lo scomparso.

Il mondo, oggi più di ieri, nel rispetto che si deve alla scienza ed agli scienziati per il loro contributo di studi e di ricerca geniali a favore dell’umanità, vuole sapere; vuole sapere molto di più; vuole sapere la verità sulla scomparsa di Ettore Majorana.

Vuole sapere dove da scomparso ha vissuto dopo la sua scelta di uscire di scena, abbandonando il fascinoso mondo della scienza, nello specifico della fisica atomica, un percorso appena avviato e che poi ha avuto una storia ricca di tappe importanti anche se in conflitto con l’umanità per l’uso inopportunamente rivolto contro l’uomo attraverso la bomba atomica, arma di distruzione e di morte (Hiroshima e Nagasaki) ed altrettanto arma di distruzione e di morte nell’uso abusato del potere per la conquista e la sottomissione di questo o quel popolo, di questa o quella realtà umana della Terra, nata per essere libera e per vivere liberamente senza l’incombente minaccia di oppressione e/o peggio ancora di morte.

Tutto questo non è assolutamente estraneo alla scienza che, come tutte le cose del mondo, deve avere una sua etica, orientata prima di tutto al rispetto dell’uomo e dell’umanità, come insieme umano che deve saper convivere ed agire positivo per una serena convivenza umana.

Tutto questo non è estraneo all’etica senza se e senza ma e soprattutto non è estraneo alla vicenda sia umana che dello scienziato Ettore Majorana, un uomo definito da Enrico Fermi, geniale come pochi che nascono nel corso di un secolo.

Ettore Majorana catanese di origine, ma romano di adozione, apparteneva ad una famiglia siciliana molto complessa soprattutto per l’attenzione che si dava al rigore delle regole con cui si rapportava con gli altri.

Una famiglia, tra l’altro, conformista ed attenta a non derogare da quell’ordine costituito, un riferimento forte e per molti aspetti dalle caratteristiche sacrali.

Quirino Majorana, zio di Ettore, professore emerito di fisica, era tenuto molto in considerazione dal fascismo, ad un punto tale da conferirgli un alto e prestigioso riconoscimento, da vero e proprio Premio Nobel, non ancora istituito.

In questo universo familiare attento ai rapporti con il mondo istituzionale dell’epoca cresce e si sviluppa la genialità di Ettore Majorana, umanamente provato da un forte senso di misantropia e di solitudine che non ebbe mai la dovuta attenzione di chi gli stava vicino e soprattutto della famiglia attenta alla normalità a cui non era assolutamente concesso derogare.

Qui si forma Ettore Majorana genio dell’umanità, con le sue profonde sofferenze di uomo solo, fortemente espresse in un volto sfuggente e dagli occhi tristi.

Ma la famiglia Majorana non poteva derogare dall’ordinarietà che era solo nella normalità; Ettore non poteva, né doveva essere un uomo depresso.

Ettore, per il grande decoro della famiglia Majorana doveva essere un uomo assolutamente normale e tra l’altro con qualcosa in più rispetto agli altri per effetto della sua riconosciuta genialità, una ricchezza umana di pochi fortunati mortali. Purtroppo la vicenda umana di Ettore Majorana che la storia ci ricorda come lo scomparso è fortemente legata alle vicende familiari; ad una famiglia con regole rigorose assolutamente da non derogare, perché prima di tutto veniva l’immagine che doveva dare di sé ed i buoni rapporti con i poteri costituiti da cui si godevano abbondanti benefici e privilegi. Quindi la decisione di Ettore di uscire di scena in modo misterioso, non fu mai accettata; fu vissuta come un vero e proprio tradimento; fu considerata una vera e propria anomalia; una macchia incancellabile per una famiglia perbene, abituata ad altro e che si attendeva da Ettore, lo scienziato geniale, grandi soddisfazioni per le conquiste proprie di uomo della scienza. Il gran rifiuto, il mistero della scomparsa, la fuga dalla normalità ed il misticismo di scenari fitti di misteri furono un colpo veramente duro per i Majorana, zio Quirino in testa, emerito e stimato professore. Tanto si evince da subito nel silenzio tombale che non permise di penetrare un clima omertoso da veri e propri sepolcri imbiancati.

La madre Dorina scrive al Duce, di cui aveva una grande ammirazione; i fratelli si muovono discretamente a cercarlo, bussando alle porte di alcuni conventi e venendo, tra l’altro, anche nel Cilento; ma quando dai risultati delle ricerche del regime e direttamente da parte di alcuni familiari tra cui i fratelli Salvatore, Michele ed il fattore Ignazio, raggiungono la loro verità, accettano la scelta del congiunto e si chiudono in un profondo mutismo che neanche il tempo, neanche i 75 anni trascorsi dalla scomparsa, riescono minimamente a scalfire.

E così silenziosi, uniti, assolutamente reticenti e per niente collaborativi per squarciare e per sempre i misteri della scomparsa, per la famiglia Majorana il caso è assolutamente e per sempre tombalmente chiuso.

C’è una consegna del silenzio molto omertosa e poco o per niente attenta alla domanda di verità sul mistero che l’Italia ed il mondo si sono inutilmente posti, perché il risultato assordante è ancora e solo quello del lontano 1938, ossia “Ettore lo scomparso”, “Ettore, lo scienziato ingoiato dal nulla”.

L’ostinata volontà del mistero, voluta e scelta dalla famiglia Majorana poco collaborativa, poco interessata alla pubblica verità, poco disponibile a parlare agli altri del loro Ettore scienziato geniale che aveva prodotto nel regno familiare dei Majorana una macchia assolutamente incancellabile, per il buon nome dei Majorana, doveva rimanere come unica verità possibile; si doveva trattare di un caso tombalmente chiuso, di cui nessuno, ma proprio nessuno della famiglia, doveva assolutamente più parlare, perché andava difeso fino in fondo il tradito orgoglio dei Majorana.

E così il silenzio omertoso, assolutamente inopportuno di casa Majorana, è rimasto un silenzio inviolato per 75 anni e forse per sempre.

I Majorana non vogliono più sentire parlare di Ettore lo scomparso.

I Majorana le loro verità se le vogliono custodire nei segreti misteri della famiglia tradita da Ettore.

La consegna del silenzio dai genitori ai figli, ha ostinatamente funzionato; nessuno ha mai parlato; nessuno, per nessuna ragione, ha mai rotto il silenzio; nessuno ha ritenuto di dover comunicare al mondo che attende, la verità del mistero della scomparsa di Ettore Majorana.

Silenzio, silenzio, silenzio da parte di tutto il mondo familiare dei Majorana che, unito si è portato dentro per 75 anni e chi sa per quanto ancora, il mistero della scomparsa di Ettore Majorana, un nome che il mondo ricorda con il rispetto che si deve ai geni dell’umanità, ma di cui vuole la caduta di quei veli da mistero del secolo scorso, che non hanno mai permesso di conoscere i luoghi dove realmente Ettore Majorana ha vissuto, dopo la decisione di uscire di scena e di vivere a contatto con la natura, annullando la sua genialità.

Il mistero continua; un mistero alimentato e non poco dalla famiglia di Ettore Majorana che, dal primo momento, si diede la consegna del silenzio e decise che la verità di Ettore doveva richiamare la fine del nulla; addirittura del nulla eterno.

Ma può veramente finire con la scomparsa nel nulla la vicenda umana di Ettore Majorana? Non credo e non credo che sia la soluzione giusta per i tanti del mondo tra scienziati, comunicatori, studiosi ed uomini di cultura e  comuni cittadini che non si stancano di chiedere e di sapere la verità sulla scomparsa di Ettore Majorana, una scomparsa che non ebbe certamente per contorni il nulla, ma ambienti e persone vere, ambienti e persone che non l’hanno inghiottito con il nulla, ma facendogli vivere, come aveva deciso, una diversa dimensione umana.

Per questo, il discorso non finisce qui.

La scomparsa di Ettore Majorana è quindi un discorso che continua; ai vecchi e prestigiosi interventi, alle tante pubblicazioni ed alle infinite attenzioni istituzionali e non, si andranno a sommare ancora altri possibili interventi sulla sua misteriosa scomparsa, nuovi studi e tanta nuova comunicazione autentica.

L’attesa di sapere finalmente la fine certa di Ettore Majorana, è un’attesa fortemente attuale; è un’attesa febbrilmente attuale.

Il mondo, il mondo scientifico e soprattutto la gente comune del nostro Paese ancora oggi vuole sapere con certezza la fine di Ettore Majorana; basta sempre meno il considerarlo “scomparso”; uno scomparso nel nulla inghiottito e per sempre dal nulla, come vuole far credere anche soprattutto la famiglia di ieri e degli eredi Majorana di oggi.

Di fronte al silenzio, di fronte all’ostinata volontà dei Majorana che si rifiutano di dare la loro giusta collaborazione per una soluzione definitiva del mistero che avvolge ancora il caso eccellente, un’offesa per il nostro Paese e soprattutto per il mondo della scienza che non ha saputo trovare la verità poco e male ricercata su uno degli uomini più importanti per genialità, della nostra storia scientifica, c’è da assumere un deciso impegno per arrivare a dare finalmente un nome ai luoghi che hanno ospitato e poi avvolto nel silenzio, Ettore Majorana lo scomparso.

Prima di tutto le istituzioni devono rendere pubbliche tutte le tante verità nascoste; altrettanto devono le Università di Roma e di Napoli in particolare; altrettanto si deve aprire alla verità l’Archivio americano di Enrico Fermi; ma al di sopra di tutti questi ed altri soggetti (Polizia di Stato, Carabinieri, Comuni e realtà locali che ancora conservano tante vive testimonianze su Ettore Majorana), se sanno, oltre al chiacchiericcio ed alle testimonianze del sentito dire e del “si racconta”, devono riportare alla luce le possibili verità documentate. Chi sa, deve fare la sua parte; deve parlare. Ma a dover parlare devono essere soprattutto gli eredi di casa Majorana, ancora oggi ostinatamente ed inopportunamente silenziosi. Un appello particolare va al nipote Ettore Majorana junior, figlio del fratello Salvatore, professore di fisica come lo zio. A lui più di tutti gli altri compete la giusta collaborazione per dare il giusto contributo alla verità; tanto svelando e per sempre, il mistero di Ettore Majorana lo scomparso; tanto, liberando anche la famiglia da quel peso di lunghi decenni di silenzio pensato per coprire la macchia di un Majorana eccellente, ma poco rispettoso del prestigio del buon nome di casa Majorana, un nome che per il comportamento avuto nella scomparsa di Ettore, è stato purtroppo abbondantemente carico di ipocrisie e di falsi calcoli di opportunismo finalizzato a difendere con il silenzio, l’onore tradito. A 75 anni di distanza caro Ettore Majorana junior, libera il caso da un silenzio sempre meno opportuno e sempre più fortemente offensivo per la tanto attesa e ricercata verità. Quello che farai è un dovere nei confronti dell’umanità scientifica, della società italiana e di tutto quel mondo geniale di pensatori che vogliono tributare ad Ettore tutti gli onori meritati e non ultimo quello di proporlo alla memoria per il Premio Nobel, così come merita la vicenda scientifica del fisico Ettore Majorana. Ci sono tanti italiani, caro Ettore Majorana junior che hanno fiducia in te e nelle sagge decisioni di parlare e soprattutto di tirare fuori dagli archivi di casa Majorana i documenti-verità; ci sono e sono tanti e non possono essere più nascosti, per amore della verità sul caso che ha turbato tanti italiani; tanti studiosi e gente comune italiana e del mondo, desiderosi di conoscere finalmente il mistero della scomparsa di Ettore Majorana. Ancora il caso continua ad interessare; ancora tanti, giornalisti, studiosi e ricercatori continuano ad interrogarsi ed a ricercare la verità. Ultimo, in ordine di tempo, è Stefano Roncoroni, un congiunto di casa Majorana che ha scritto il libro edito dagli “Editori Riuniti”, dal titolo Majorana lo scomparso. Purtroppo si tratta ancora di un percorso assolutamente lontano dalla tanto attesa verità. Roncoroni attinge dalla famiglia Majorana solo quello che si può sapere; non riesce minimamente a scalfire la consegna di quel silenzio maledetto che tiene ancora oggi in piedi il caso e non permette di conoscere la verità; Roncoroni fa capire che trattasi di una verità quasi impossibile per effetto della consegna di un silenzio assordante che, come un omertoso patto di ferro, si sono dati i Majorana e continuano a rispettarlo anche gli eredi, compreso quell’ Ettore Majorana junior che sono convinto non lo manterrà più a lungo, al fine di onorare come merita, la memoria dello zio geniale, di cui porta tra l’altro, il prestigioso nome di Ettore.

 

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