A te che leggi entro mezzanotte…"If you live in me now"

Giuliana Rocci
L’inverno ancora lungo davanti eppure quel raggio freddo di primavera, le risvegliava la voglia dell’estate. I ricordi s’azzuffavano alla rinfusa senza darle tregua, nell’attesa di una mail. Un invito, l’aveva lasciato cadere affidandogli la decisione dell’incontro. I minuti galoppavano, in attesa che almeno la risposta, le giungesse non orfana di galanteria. Da circa un mese, il silenzio aveva ingrossato la consapevolezza che il suo andar contro il destino, ancora una volta sterile! Sempre così: s’accendevano le speranze, per poi dissolversi prima d’averle consumate. Non riusciva a comprendere da che parte più afferrare le sue relazioni con il pianeta-uomo, che le si negava dopo i primi ammiccamenti. Qualcosa d’alchemico bloccava sempre il tutto, quando stava per viver l’amore. Tranne un tempo in cui, pur di non ingrossar le file dello zitellaggio, s’era decisa ad un legame, rinnegato nel tempo. S’era affrettata temendo che anche quell’occasione le sfuggisse di mano, consapevole che il principe azzurro, giammai  sarebbe transitato sotto le sue finestre. Senza violini e chiari di luna, eroina sacrificale, in un connubio senz’amore, che l’aveva prostrata. Con le ossa rotte, uscita non senza rompicapi. Da allora, perseveranti delusioni: l’ultima, con lo stesso amaro in bocca della prima. Compreso lui, che insisteva ormai da tempo immemorabile nel suo cuore, senza averne mai gratificato la presenza. Ora, sfiorito anche quel rapporto, come gli altri, nel momento in cui metamorfosi di legami. Senza esigenze e pretese, arrendevole e disponibile, si ritrovava inconsolabilmente sola sul più bello. L’alchimia la sgomentava, consapevole che doveva pur esser da qualche parte il bandolo di quella matassa imbrogliata. Così se ne stava dietro i suoi numeri, sapendo sempre estrarre una radice quadrata, anche nell’odianre la logica aritmetica.  Un compromesso assenteista la beffeggiava, nel riporre l’ennesima medaglia di guerra. Un cartoncino sul tavolo, recapiti telefonici che aveva usato una sola volta per contattarlo. Nel fondo della custodia portacellulare, perseveravano in capolino tra decine di foglietti volanti, sfoggiando logo azzurro: tentava di distrarsi dal veleno del tempo, anche in un altro anno dispensato di sana pianta, ma lui continuava a viver dentro di lei…