Bracigliano: Rescigno apre campagna elettorale al veleno

Rita Occidente Lupo

C’è riuscito ieri sera Antonio Rescigno, candidato alle amministrative a Bracigliano, ad attaccare in piena regola, amministrazione uscente e sfidante. Contrariamente a quanto dichiarato da Gianni Iuliano la sera precedente, dallo stesso palco di Piazza Tuoro, per Rescigno accuse ed arringhe. Tra bandiere sfoggianti la Svolta epocale, a sentir dire anche la candidata Linda Corvino, una vera e propria pasionaria, ecologista a tutto campo ed amministratrice anche esperta di bilanci, a sentir il suo intervento! Un la alla grande, dal maxischermo con i sorridenti volti dei 10 candidati, alla chiusura urlante dell’aspirante Sindaco. Un prologo, quello affidato a Venanzio Pagano, tutt’altro che ossequioso. In nome della campagna elettorale, senza  mezzi termini. “Solo con Rescigno la svolta dalla stasi, che negli ultimi cinque anni, disastrosa, acclarando il fallimento della classe dirigenziale, avendo toccato il fondo del degrado, dell’arroganza, della presunzione, dell’imponenza pavoneggiante, delle meschine ambizioni clientelari, con finanze comunali inesistenti per spese allegre, come la festa nazionale delle ciliegie. Opere pubbliche al palo o scarse, mal realizzate, come Palazzo De Simone, tanto vantato. Lo si voleva contenitore d’eventi culturali, ora lo s’intende ridurre a ristorazione, evidentemente s’è chiesto il permesso a chi di dovere ed a caffetteria. In un  decennio, per il territorio, nulla è stato fatto: linee rosse, sempre allo stesso punto. Fallita pianificazione Pip, strade ancora dissestate. La nostra ciliegia, orfana di marchio legittimo, contrariamente alla sianese. Lavori pubblici pagati profumatamente ed incocludenti. Ed ora, ancora il coraggio di ripresentarsi dopo il disastro creato? Una squadra che è sempre la stessa e che non mantiene fede alle promesse fatte, puntando sull’illusionismo che qualcuno ha creato dall’altra parte che da vicepresidente provinciale cos’ha fatto? Nulla!” Gli attacchi diretti a Iuliano, numerosi ed hanno dato il polso d’una folla che amava esser riscaldata, pronta a lanciarsi nelle braccia di un novello salvatore. Infatti, alcuni candidati di Rescigno, un tempo alacri alleati di Iuliano. Ma, il vento degli opportunismi elettorali, si sa che soffia sempre dalla parte del vincitore. E più di qualcuno, crede che questa volta sarà Rescigno il sindaco del paese. Ma i rumors, spesso non fanno i conti coi fatti: con le urne, il cui voto resta segreto fino al loro dissigillo. “Sapete quanto è stato mal fatto in questi anni-  la dirompente Corvino, già candidata in altre competizioni, nell’Udc alle scorse regionali, nella Dc di Pizza, alle provinciali, ora con Rescigno, sanguigna ed accanita, s’è imposta alla piazza prima col suo marcato tono enfatico, poi con l’esplicita richiesta di votare gente capace, che ha le idee chiare. Un excursus per il j’e accuse, senza mezze misure. Dalla carenza di cestini per le carte nel paese, alla pulizia, solo in fruizione preelettorale. Dalla mancanza d’interesse di Iuliano per il suo paese, al momento dell’apertura della strada provinciale, dalla stasi mortificante di Albano, alla mancanza d’indennità da recepire, nel programma degli avversari, inserita solo “perchè sanno che perderanno, altrimenti avrebbero rinunciato già da mesi a tale emolumento.”  “Per sanare quel debito pubblico fuori bilancio anche non dichiarato- ha concluso Rescigno, mettendo a dura prova le corde vocali- e che rende la situazione amministrativa stagnante del disinteresse, occorrono anni. Dicono che son stanchi ed allora perchè si son ricandidati? Iuliano che s’è dimesso da vicesindaco, oggi ridiscende in campo per governare: controsenso assoluto! Il paese è arretrato grazie a loro e ci vorrà del tempo per risanarlo, ma ce la faremo  dando anche man forte alla progettualità, che ci consentirà d’attingere ai finanziamenti europei, previsti fino al prossimo anno. Se non hanno inoltrato progetti, quali entrate potevano vantare? Realizzeremo una consulta permanente, creeremo occupazione; a capo della Comunità Montana, diedi spazio impiegatizio a 100 unità, di cui vado fiero. Gli avvversari parlano di ambiente: sul monte Ariella perfino l’area che avevo attrezzato in barba alle ortiche, in quanto il presidente che mi successe, l’attuale sindaco. Noi abbiam sacrificato la famiglia alla politica, all’impegno sociale: loro dicon d’esser stanchi e ridiscendono in campo? Se qualcuno ha acquistato casa a Firenze, come può esser sincero nel momento in cui dichiara di rinnegare l’indennità? Pretestuosi nel credere che il popolo sia ancora cieco alle loro menzogne. La nostra svolta, di mandarli tutti a casa, per ridar man forte al Puc, rivedere linea rossa, ultimare il De Simone, pensare alla realtà musicale che ci connota. Ancora tante altre iniziative porteremo avanti, per il benessere civico che ci preme sopra ogni altra cosa,” E così Rescigno, tra le note “Magnifica gente” , acclamato, applaudito. Una folla che sembrava inneggiarlo, come un liberatore. Da quella stasi amministrativa, alla quale il candidato intende porre mano. Credendo anche di possedere una bacchetta taumaturgica o d’essere il Merlino del terzo millennio, nel saper coniare alchemiche ricette per gli stessi dipendenti comunali, giacchè ha stigmatizzato come lo stesso staff comunale faccia acqua da troppe parti. E se Albano, a detta di Rescigno, avrebbe sottaciuto il reale stato di deficit nel quale vive l’ente ed addirittura si sarebbero fatte Giunte fantasma, vien da chiedersi come mai in tale marasma la sua presenza si sia defilata. Rescigno senza dubbio ha tanta buona volontà, troppa per il suo buon cuore, quello al quale in chiusura ha alluso come simbolo della lista di Iuliano, ma la politica è anche qualcos’altro. Infatti, il sindaco Albano, nel lasciare la piazza, scrollando le spalle ha commentato “Com’è caduta in basso la politica se è quella di Rescigno! Il tono di questa campagna elettorale, dopo gl’interventi di questa sera, notevolmente sceso, mi fa seriamente riflettere su quali professionalità, in tali competizioni, vengono scese in campo, per amministrare la cosa pubblica!”