Morire di tasse

Angelo Cennamo

A un amico che mi ha chiesto un consiglio su cosa regalare per le festività pasquali, ho suggerito un pieno di benzina verde. Ovviamente ben confezionato in una tanica adatta per l’occasione, portata direttamente a casa dal benzinaio di fiducia, magari contornata da cioccolatini fondenti o al latte, a seconda dei gusti del destinatario. A chi lo riceverà, gli ho detto, farai certamente cosa gradita. Mi ha risposto che ci aveva già pensato, ma poi ha dovuto rinunciarci perchè quel genere di regalo sarebbe stato troppo oneroso per le sue possibilità. Meglio ripiegare,  allora, su una confezione da 12 bottiglie di Brunello da Montalcino. Non aveva tutti i torti : regalare la benzina verde,oggi, non è alla portata di tutti; siamo in piena crisi, e il ministro Passera, la scorsa settimana, ci ha annunciato che la recessione durerà per tutto il  2012 ( se lo dice lui). Ma facciamo due conti. La Cgia di Mestre riferisce che il numero dei fallimenti delle imprese italiane, nell’ultimo anno, ha quasi raggiunto le dodicimila unità. Il dato è semplicemente tragico, così come è tragica l’indifferenza con la quale molti media, la politica e le forze sociali lo hanno recepito. La stragrande maggioranza delle imprese che falliscono hanno meno di quindi dipendenti, pertanto sono completamente ignorate da quel circuito sindacale e giornalistico che consentirebbe loro di apparire in televisione, nei talk show più quotati, o di sedere ai tavoli della concertazione assieme alla triplice e a confindustria, se solo avessero qualche tuta blu o qualche impiegato in più in organico. Ma a chi volete che interessi il licenziamento del garzone di una pasticceria o del meccanico di un’autofficina? E cosa volete che dicano la Camusso, Angeletti, Bonanni e Squinzi, se un commerciante o un artigiano si impicca al lampadario del suo laboratorio perchè strozzato dai debiti contratti con equitalia? Befera ha commentato l’ultimo suicidio come un fatto del tutto compatibile, e quindi normale, per un paese dove la pressione fiscale precepita è al 55% ( per le imprese al 70%). Come se ne esce allora da una situazione così deprimente e poco rassicurante anche per il prossimo futuro? Chi si aspettava che il governo dei tecnici potesse contrastare i dati macroeconomici con pochi aggiustamenti e con qualche riforma strutturale, ha dovuto ricredersi. Monti sarà anche un bravo professore di economia, ma la sensazione che avvertiamo è che la sua preoccupazione sia principalmente quella di obbedire ai richiami della Ue e di raggiungere in tempi brevi l’obiettivo del pareggio di bilancio. Sì ma a quale prezzo? E’ troppo facile far quadrare i conti alzando le tasse già alte e lasciando intatta la spesa pubblica per non inimicarsi i partiti e le loro consorterie. Da un governo non eletto ( quindi libero e indipendente) ci saremmo aspettati più coraggio. Di recente è stata resa nota una statistica impressionante secondo la quale i consiglieri regionali di questo paese guadagnano tra i 10.000 e i 20.000 euro al mese, per meno di un’ora di lavoro alla settimana ( il dato si riferisce al trimestre gennaio-marzo 2012). Se non si tratta di una bufala, oltre le Province, andrebbero abolite anche le Regioni, e di corsa! Non è possibile neppure ipotizzarlo il rilancio dell’economia se non si taglia la spesa pubblica e si riducono le tasse. Ma anzichè combattere l’evasione fiscale diminuendo la pressione tributaria ( curva di Laffer), qui da noi si preferisce, seguire invece il percorso contrario : combattere l’evasione sperando solo in seguito di alleggerire il carico sui contribuenti. Nel frattempo, però, si muore.   

12 pensieri su “Morire di tasse

  1. @Angelo:

    sono perfettamente d’accordo con te: al momento abbiamo un governo di robot, che non hanno idea dello stato in cui si trovano imprese e famiglie. La mossa di Alfano di “dare una mano” al PD con l’articolo 18 secondo me va proprio in questa direzione: far capire al governo che esiste un Parlamento.

  2. a noi monti non è mai piaciuto più di tanto seplicemente perchè riteniamo che non esiste niente di tecnico, nemmeno nella stesura dei piani urbanistici, ma tutto è scelta politica. e monti e tutti i montiani sono semplicemente dei bravi conoscitori e applicatori del capitalismo americanizzante. e siccome riteniamo che tutti i mali risiedano proprio nella politica capitalistica degli ultimi trant’anni allora non capiamo come il male possa essere allo stesso tempo la cura. la filosofia è semplicemente questa alla crisi del capitalismo è necessario contrapporre più capitalismo – si potrà mai curare il cancro con più cancro? e la povertà con maggiore povertà?- questa è la contraddizione!
    ora la tua presa di coscienza sulla drastica situazione italiana, come spesso ci è piaciuto ricordarti, è veramente troppo tardiva e ti porta a dare giudizi disincantati, è come se tu fossi vissuto sulla luna -meglio sarebbe dire tra le tende beduide di roma e i fondali di cartoni di nettuno- è perciò ad ogni tuo scritto pare che tu ad occhi spalancati fai nuove scoperte.
    siamo un paese di cicale ed oggi ci tocca porre rimedio alle parole illusorie e alle prospettive ottimistiche dettate soltanto dal bisogno di non disturbare, con discorsi realistici, il re (piccolissimo re, più piccolo di napoleone, che oggi vive nelle sue residenze favolose e si gode tutti ivantaggi che è riuscito a procurasi senza nemmeno volere sentire -non ascoltare- il grido di allarme e di dolore di gente fatta di carne ed ossa che vive questa crisi da oltre 4 anni) e tutta la sua corte dei miracoli che ci dicevano di stare tranquilli fino novembre passato.
    volevamo dirti, caro angelo, che sei di lento risvegliod e soffri pure di una leggera amnesia.
    le tasse sono pesantissime ed insopportabili da sempre da chi le ha sempre pagate, diciamo che oggi forse se ne sta accorgendo una platea maggiore, e a chi è stato chiesto di mangiare solo pasta all’olio e parmiggiano il giorno in cui deve fare a meno del formaggio fa meno sacrifici di chi invece deve privarsi dell’ammazzacaffe dopo um pasto fatto di quatro portate. e forse tiene pure ragione perchè soffre per davvero.
    certo che è necessaria buona politica e sono essenziali buoni politici. ed oggi noi siamo veramente sconcertati dalla deriva leghista. ci spaventa il fatto che alla fine si butti via il bambino insieme all’acqua sporca. perchè discorsi del genere portano solo alla confusione e mettono paura a chi crede che le cosa si possono fare “a modo” e ONESTAMENTE.
    stamane scherzando con mio figlio, che non capisce niente di politica, gli ho chiesto cosa ne pensasse della situazione italiana, bene mi ha sorpreso dicendomi, più o meno: almeno questo quando va all’estero si fa capire, perchè parla un sacco dilingue, e non ci fa fare brutta figura.
    ecco anche questo potrebbe essere un buon inizio.
    buona pasqua

  3. @Angelo:

    se ti poni nell’ottica del Parlamento, si può capire: attualmente che tu sia del PD o del PDL non conti niente. Paradossalmente, solo assieme contano qualcosa, i tecnici stanno “appiattendo” il loro ruolo e questo potrebbe essere un tentativo di reazione (per mezzo di un grande tema sociale).

    Considera anche che questa riforma non piace che al Governo Tecnico e a Mario Draghi: i tre sindacati (non solo la CGIL), dopo aver letto l’intero testo, sono rimasti perplessi su diversi aspetti e pare che diverse voci nel PDL si siano levate non proprio a favore della riforma.

    Io penso che la riforma sia sostanzialmente giusta, ma possa essere leggermente modificata (cioè, senza essere stravolta) dal Parlamento.

    Mi piacerebbe anche che questo governo inventasse qualcosa per abbassare le tasse alle imprese senza danneggiare i cittadini, invece di tassare i cittadini ulteriormente.

  4. il prof. Monti con il suo governo si è reso responsabile di veri e propri reati: “induzione al suicidio.
    Questo signore si è macchiato le mani e la coscienza con il sangue di tanti “disperati” che si sono tolti la vita suicidandosi.
    Tutto questo per ordine e per compiacere i suoi capi: il capitale selvaggio e l’USURA, praticata, della Banca Mondiale.
    …………… che il lupo se lo mangi

  5. Michele,
    la crisi di questi anni non la dobbiamo al capitalismo o al liberismo, ma alla socialdemocrazia, che con il suo welfare esasperato ci ha portati al collasso. Il liberalismo ( che in Italia non è quasi mai esistito) è l’unica cura possibile per uscire dal guado. Semprechè ce ne sia ancora il tempo.

  6. L’Imu potrebbe essere la “goccia di sangue” che farà traboccare il “vaso”.
    L’IMU prima casa è pura cattiveria contabile e sociale.
    Perché aumentare per 105% * 160% ?… e come prenderci in giro dopo aver spremuto l’ultima goccia, volerci considerare meno che niente come persone e non voler chiarire lealmente che il coefficiente iniziale non è 4 , ma circa 7 (quasi il doppio)… .
    Governo di “cloni bancari”, vergognatevi anche della vostra disonestà intellettuale.

  7. @Angelo:

    la crisi attuale, il welfare e la socialdemocrazia non hanno nulla a che vedere: prova ne sia il fatto che i famosi “speculatori” stranieri sono spesso rappresentanti di fondi pensione privati di paesi occidentali (tutt’altro che socialdemocratici, sia i paesi che gli speculatori). La socialdemocrazia tedesca ha prodotto le riforme che la Merkel si è ritrovata e credo dovrebbe ringraziare Shroeder (e l’infinita pazienza dei tedeschi) se oggi può camminare a testa alta (per la verità sulle nostre teste, che abbiamo inseguito il mito del finto liberalismo berlusconiano in attesa di riforme che poi non ha fatto, senza nemmeno trovare il tempo per addurre scuse credibili).

    Poi, lo stato del welfare italiano quale è?
    – si pagano salati ticket sanitari;
    – le scuole non hanno materiali (dalle lavagne alle sedie) e sono le famiglie a sopperire a tali mancanze (quando non lo è il corpo docente, sottopagato in Europa). Il costo dei libri scolastici è una voce di spesa spaventosa per le famiglie;
    – l’accesso a diversi musei e forme di attività culturale è per lo più a pagamento;
    – l’indennità di disoccupazione (almeno finché non andrà in vigore la riforma Fornero) dura pochissimo tempo durante il quale non è detto che si riesca a trovare lavoro;

    Non so cos’altro potrebbero tagliare, negli ultimi anni hanno tagliato di tutto: c’era molto (ma molto) più stato sociale 20 anni fa che adesso (adesso c’è una equa distribuzione della miseria, più che della ricchezza).

  8. Il welfare italiano qual è? E gli undicimila forestali della Calabria o i 25.000 dipendenti della Regione Sicilia cosa sono, se non welfare all’italiana?
    Dici che nelle scuole manca il materiale didattico? Per forza, il 90% degli introiti finisce negli stipendi degli insegnanti. La scuola italiana è l’ente pubblico più affollato del mondo dopo l’esercito della Repubblica Popolare Cinese.

  9. @Angelo:

    gli 11000 forestali e i 25000 dipendenti sono welfare? Per me il welfare è tutt’altro: quella è cattiva politica, che è una cosa molto diversa.

    Gli insegnanti italiani sono tra i peggio pagati (e anche considerati, credo) in Europa e, comunque, non è previsto il licenziamento collettivo di personale docente nelle scuole pubbliche (non credo nemmeno che potrebbero diventare guide turistiche come suggerì qualcuno per chi avrebbe dovuto accedere di lì a poco).

  10. pensavo che avessi elaborato il lutto, caro angelo, della dipartita politica del petit homme nel senso fisico e morale, e invece hai nel cassetto letterario sempre i volantini alla nord coreana. e ritorni a fare il giapponese che scopre che la guerra è finita dopo trent’anni.
    e così, un poco ingenuamente un poco perchè ti piace marciarci, confondi il welfare con il clientelismo secolare che è stato la cifra di caratterizzazione della destra storica italiana.
    vedi il ragionamento era più o meno questo ti metto alla fame e poi se mi sostieni ti dò da mangiare con i soldi pubblici altrimenti prendi la valigia di cartone e vai ed emigra.
    questa destra ha reiterato questo modo di fare fino a novembre passato e forse ora che tutto e finito, ora che è stato grattato il fondo del barile, sono stati cacciati per stato di necessità altrimenti mandavano tutto in malora.
    io non voglio insegnarti i liberismo ma credimi tu di welfare e socialdemocrazia ne sai veramente poco e il peccato è che a te, per repulsione, non piace nemmeno informarti e perciò preferisci vomitare scemenza ideologiche che un pò mi fanno incavolare ed un pò mi fanno ridere.
    fatti buona pasqua

  11. @michelezecca:

    beh, comunque credo che il record di dipendenti pubblici sia campano e sulla Campania possiamo dire che abbiamo avuto dapprima un ventennio abbondante di presidenti DC, poi AN, brevemente Losco, poi Bassolino I e II e poi Caldoro: si dovrebbe vedere queste assunzioni chi le ha fatte e quando, ma non credo siano imputabili tutte alla destra.

    Va anche detto che forse (e sottolineo forse) dove ci sono così pochi dipendenti (es. la Lombardia ne ha la metà della Campania) può anche darsi che ci si serva di consulenze esterne (es. affidare alcuni servizi nelle mani di soggetti privati). Una volta Antonio Di Pietro ha detto che la consulenza è l'”ingegnerizzazione della tangente”: chissà se aveva torto o ragione.

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