Avellino: violenta aggressione in carcere, ferito agente

Un collega della Polizia Penitenziaria è stato aggredito, l’altra sera, da un detenuto ghanese nel carcere di Avellino. Il detenuto ha improvvisamente colpito il poliziotto sferrandogli contro, dalla fessura dello spioncino, un violento pugno al volto, tale da procurargli la frattura del setto nasale ed una prognosi di 20 giorno. Al poliziotto va naturalmente tutta la nostra vicinanza e solidarietà, ma ci domandiamo quante aggressioni ancora dovrà subire il nostro Personale di Polizia Penitenziaria perché si decida di intervenire concretamente sulle criticità penitenziarie. Questa aggressione ci preoccupa e non a caso proprio questa mattina abbiamo tenuto a Roma una manifestazione di protesta davanti alla sede dell’Amministrazione Penitenziaria, alla quale ha partecipato una folta delegazione di Baschi Azzurri provenienti dalla Campania, per denunciare l’assenza di provvedimenti concreti sui problemi penitenziari e verso i nostri Agenti, lasciati da soli a gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. E le tensioni in carcere, come ad Avellino, crescono in maniera rapida e preoccupante: bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli Agenti e alle strutture! E bisogna che chi aggredisce gli Agenti sia punito con severità e fermezza!” E’ quanto scrive in una nota Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe (il primo e più rappresentativo della Categoria), commentando l’ennesima aggressione di un poliziotto nel carcere di Avellino.“Sgomenta constatare la frequente periodicità con cui avvengono queste aggressioni: servono provvedimenti veramente punitivi per i detenuti che in carcere aggrediscono gli agenti o provocano risse, ad esempio un efficace isolamento giudiziario o anche, in analogia a quanto avviene ad esempio in America, che i detenuti più aggressivi possano essere eventualmente contenuti anche nelle sezioni detentive con manette e catene. In una situazione di emergenza, come è quella attuale, servono provvedimenti straordinari”.