Nocera Inferiore: raccolta rifiuti “La rana e il Rio” per le periferie

La disastrosa situazione economica del Comune di Nocera Inferiore, tale da costringere il commissario straordinario Piero Mattei, a deliberare il trasferimento alla Se.Ta. dei crediti vantati dall’Ente nei confronti dell’Agente della Riscossione Equitalia Sud S.p.A., non può giustificare le continue discriminazioni verso gli abitanti delle periferie. La crisi, acuita dalle proteste degli operai della Seta che lamentano la mancata retribuzione per il lavoro svolto negli ultimi mesi, è seria ma pare in fase di rientro. Il problema della raccolta dei rifiuti è noto a tutti i cittadini, ma per gli abitanti dei quartieri del centro della città pare sia di più semplice risoluzione, quanto meno nell’immediato. In periferia accade l’opposto, a distanza di settimane dalla raccolta dei rifiuti al centro, le periferie contano diversi cumuli di rifiuti pericolosi per l’igiene pubblica, che addirittura ostacolano il normale traffico veicolare, oltre ad offrire un pessimo spettacolo ai residenti, ed anche a chi arriva in città dall’arteria autostradale. “La situazione è preoccupante. Da sempre le periferie della città sono trascurate, qui i rifiuti vengono raccolti a distanza di giorni e settimane rispetto ai quartieri del centro. Una continua discriminazione che non può essere più tollerata.”“Ad aggravare la situazione, oltre all’aumento delle temperature, piacevole per un verso, pericoloso e fastidioso per l’altro a causa del rispettivo aumento di sgradevoli odori che i rifiuti emanano, e l’ubicazione, di tali cumuli, nel caso di San Mauro e di Fiano, proprio nei pressi delle Scuole Elementari, dove ogni giorno tanti bambini, accompagnati dai loro genitori, si recano a lezione”. E’ quanto dichiara Salvatore Civale, vice-presidente dell’Associazione Onlus di Tutela Ambientale “La Rana e il Rio”, che ribadisce: “Il problema va risolto subito, la raccolta dei rifiuti deve avvenire con lo stesso impegno in tutti i quartieri della città, queste discriminazioni verso le periferie non devono diventare una prassi diffusa, ma solo rarissime eccezioni dovute ad esigenze organizzative. Faremo in modo che le istituzioni sentano anche la nostra voce”.