Abbandoni scolastici lievitano!

di Rita Occidente Lupo

Di abbandono scolastico si parla da tanto. E numerose iniziative, la scuola di frontiera, quella cioè che vive senza suppellettili il normale espletamento della funzione didattica, le ha varate e continua ad inventarsele, per trattenere i più demotivati. I meno volenterosi, amanti di libri e quaderni. Il fenomeno, nel Paese, mappato eterogeneamente. Non in tutte le regioni, i “poltroni” si lasciano andare. E così vien fuori che al Nord, a Belluno, 27 studenti svogliati, quasi inesistenti rispetto alla falange partenopea: circa 60.000. Annualmente, il 20%, scazzotta l’obbligo e tenta di scappottarsela, come si suol dire. Alle spalle, già una sudata licenza media! Il fenomeno esplode nel biennio delle scuole superiori e s’attesta su una media di circa il 18%. Se l’obbligo riguarda le scuole statali, fino al 16^anno d’età, dopo sono le regioni a dover gestire la formazione professionale fino alla maggiore età. Comunque non è solo il Sud a dribblare banchi e cattedre: a Verona la dispersione ha toccato il 30%, mentre a Reggio Calabria, il 38 %. Non resta che tentare ancora, come ormai da anni i pionieri delle agenzie di frontiera, quegli educatori cioè che si ritrovano a gestire la propria docenza in ambienti culturalmente e socialmente deprivati, d’interessare quando l’immediato, in certi contesti, è l’occupazione lavorativa ed il guadagno, non la cultura, stimata sterile alla causa!

Un pensiero su “Abbandoni scolastici lievitano!

  1. E’ un fenomeno che vorrei crescesse ancora di più. Mi dicono che mezzo secolo fa era “normale” iniziare a lavorare a 14 anni. Oggi si pensa che facendo stazionare giovani che non hanno alcuna voglia di studiare renda l’Italia acculturata.
    Abbandonano la scuola? Un buon apprendistato e una nobilitazione del lavoro: quello vero.

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