Salerno: Cosentino presenta Gagliano al Grand Hotel

Aldo Bianchini

Dalla bella serata organizzata presso il Grand Hotel Salerno per la ripresentazione di Salvatore Gagliano nella corsa per una poltrona a Palazzo Santa Lucia sono emerse almeno due verità sulle scelte politiche di questi ultimi anni. Entrambe sconcertanti e sbagliate, almeno dal mio punto di vista. Entrambe svelate dal coordinatore regionale del PdL Nicola Cosentino (sottosegretario di stato all’economia). Entrambe risalgono alla primavera del 2006 quando a Salerno si registrò il “solo contro tutti” di Vincenzo De Luca per la corsa a sindaco di Salerno contro una coalizione di centro-sinistra e contro Nino Marotta (coalizione di centro-destra con FI e AN ai primi posti). Ebbene Nicola Cosentino ha rivelato l’arcano segreto (che poi tanto segreto non lo è mai stato!!) del suo incontro o della sua telefonata (non si è ben capito!!) a Vincenzo De Luca per assicurargli l’indicazione di voto a suo favore del centro-destra per il ballottaggio contro Alfonso Andria. Ed ha aggiunto che la decisione maturò perché nel partito c’era il convincimento che Andria era la prosecuzione del bassolinismo. Innanzitutto bisognerebbe capire chi e perché fornì tante e tali informazioni all’allora vice coordinatore regionale di FI (Cosentino) che chiaramente non poteva conoscere così bene la realtà del nostro territorio, in secondo luogo quali potevano essere le motivazioni per definire Andria un bassoliniano convinto. A mio modesto avviso fu una scelta assolutamente sbagliata che oggi il PdL sta ancora pagando in termini di immagine, tanto è vero che De Luca si rivolge direttamente al popolo di destra per mietere consensi; e fu anche sbagliato definire Andria un bassoliniano radicale. Alfonso Andria era, semmai, un uomo di partito come lo è oggi, e come tale era certamente meno pericoloso di De Luca. Ma ovviamente Cosentino non sa e non dice che questa propensione del popolo di destra verso “re Vincenzo” è un fatto storico che risale almeno all’autunno del 1993 quando questa malefica pratica fu avviata dal compianto Nino Colucci, uno dei grandi leader della destra salernitana. Sul palco del Grand Hotel Cosentino ha commesso un grave errore di comunicazione, quello di spiattellare in faccia al popolo di destra la storica verità, senza tener conto che la destra sa benissimo cosa è accaduto ma non se lo vuole sentir dire da nessuno, neppure dal coordinatore regionale del PdL. A poco valgono, ora, i distinguo di Guido Milanese, Paolo Puorro e dello stesso Gagliano. Dovevano parlare e semmai dare battaglia all’epoca per contrapporsi al nascente potere di Cirielli che filava e fila in ottima relazione con il sottosegretario di stato. Ma veniamo alla comunicazione vera, quella che sempre dal palco del Grand Hotel hanno cercato di presentare in una veste tutta nuova i due show-man della serata Luciano Provenza ed Enzo Landolfi che in una riedizione del mitico “Maurizio Costanzo show” hanno offerto al numeroso pubblico un nuovo modello di comunicazione politica. Certo per la già annunciata serata del 25 marzo i due conduttori dovranno presentarsi meno emozionati e, soprattutto, dovranno attivare il mancato “botta e risposta” con il pubblico. Il format è quello giusto, occorre qualche piccola correzione per mettere tutti gli altri nelle condizioni di doversi allineare copiando. Per il momento l’inedito talk-show ci ha fatto conoscere il “dietro le quinte” di Salvatore Gagliano; uno spaccato molto interessante sulle sue origini non solo familiari ma anche politiche (ha ricordato la battaglia dell’acqua a Praiano…); un percorso lungo ventisei anni, sedici da sindaco di Praiano e dieci da consigliere regionale. I suoi cambi di casacca li ha addebitati ai contrasti interni che, purtroppo, ha trovato in entrambi i partiti, in FI come in AN e che continuano tuttora anche nel PdL. La sua corretta amicizia con Cosentino lo ha riportato in corsa senza badare più di tanto ai dissensi interni perché, lo dice Cosentino, Gagliano è una risorsa importante per il partito ed è portatore di valori umani prima che politici. E farà parte –continua Cosentino- di una squadra vincente capitanata da Stefano Caldoro. La serata si concluide con un momento di vera commozione quando Enzo Landolfi, dal palco, parlando di sanità pubblica evoca la sua viocenda. Qualche anno fa è stato per tre mesi al capezzale del figlio nel Cardarelli circondato fino all’inverosimile dall’immondizia, ma anche nella monnezza ebbe modo di incontrare una sanità umana e professionale fatta da uomini veri. Ed è su questa sanità che la nuova Regione dovrà investire se vorrà riportarla ai fasti che merita. Appuntamento al prossimo 25 marzo.

2 pensieri su “Salerno: Cosentino presenta Gagliano al Grand Hotel

  1. HO LETTO L’ARTICOLO E TUTTO VA! MA QUELLO CHE MI HA STUPITO E FORSE LA MIA INGENUITA’ MI RENDE RIDICOLA NEL RIVEDERE LA FOTO, CHE MI LASCIA ESTERREFATTA. e’ la seguente: MA IL SIG. PRIMO ALLA VS DESTRA IN UNA PASSATA EDIZIONE POLITICA LO AVEVO VISTO ABBRACCIARE ED ASULTARE QUALCUNO DEL PD, MA ADESSO LO VEDO SU UN PALCO DEL PDL. NON VADO OLTRE, LA RABBIA è TANTA. E POI DICONO CHE UNA SI BUTTA…. NON SI SA PIU’ DOVE… COME DICEVA TOTO’!!!

    VINCENZINA MORRA

  2. Beh, Ferrero aveva detto: “pensiamo che anche la sinistra abbia diritto a un candidato di sinistra, perchè non capiamo come la sinistra possa riconoscersi in un uomo che si richiama a una cultura di destra e ha fatto cose da uomo di destra”. Non si era sbagliato, se è vero che De Luca, per battere Andria (candidato della coalizione del centro sinistra alle ultime amministrative) chiese ed ottenne i voti di Cosentino.

I commenti sono chiusi.