Mercato San Severino: ennesima vittima del lavoro

Anna Maria Noia

 Grave incidente sul lavoro, oggi 30 novembre, a Mercato S. Severino, in via Mons. Vincenzo Alfano, 35 (frazione S. Vincenzo), dove alcuni operai del Consorzio S. Vincenzo – di proprietà del costruttore ed imprenditore sanseverinese Alfonso De Caro, assieme ai consorzi Edil Trieste ed Edil De Caro, dove lavora anche il figlio Emanuele, geometra – stavano ultimando la piscina, un edificio da realizzarsi appunto al Parco De Caro.Vittima Gennaro Sica, 70 anni, uno dei soci del consorzio di De Caro, morto sul colpo dopo essere stato investito, inavvertitamente, da un operaio che manovrava un muletto, un escavatore. Il fatto è avvenuto intorno alle 9.30 della mattinata, quando è stata allertata un’autoambulanza del 118 e si sono avvisate le forze dell’ordine.Secondo quanto riferito dai testimoni, numerosi sia al mattino che verso mezzogiorno, il socio era lì ad aiutare, nonostante fosse pensionato, quando una manovra improvvisa del camion lo ha investito in pieno, facendolo morire – come detto sopra – sul colpo. A nulla, dunque, sono valsi i tempestivi soccorsi.Il deceduto – ironia della sorte – risiedeva proprio in una delle villette dei De Caro, dove aveva traslocato – sembra – da via Ferrovia al capoluogo alcuni anni fa. Ovviamente in questi minuti in cui scriviamo ci sono stati i rilevi da parte di polizia e carabinieri, di esperti e periti vari che disporranno del “destino” della salma dopo i controlli del caso.Un telo bianco a coprire il cadavere, sotto sequestro l’area, tutti a vedere. I capannelli di gente curiosa e accorata fermatasi a interrogarsi sul misfatto sono durati dalle 9.30 fino all’una inoltrata. Da poco a S. Vincenzo, nel luogo della tragedia, era stato raso al suolo, buttato a terra l’edificio con gli uffici del consorzio di “don” Alfonso De Caro, così provato dalla morte dell’amico e socio, lui già cardiopatico e sofferente per una sindrome depressiva. Sica è stato quindi ucciso per una manovra errata di un camion sollevatore, mentre posizionava delle pedane per smobilitare il cantiere che sarebbe stato chiuso definitivamente tra una ventina di giorni. Dopo i rilievi, alle 12.30, i fratelli Cerrato, delle omonime onoranze funebri sono stati fatti giungere nella zona, riempita dai curiosi.Il deceduto lascia una moglie di 65 anni, due figli: un maschio e una femmina, uno è architetto ed è sposato, con una nipotina di sette-otto mesi.“E’ stato un terribile incidente – hanno affermato alcune persone accorse sul luogo della tragica fatalità – non ci voleva proprio.”“E’ stato come un fratello per “mastro” Alfonso – ci ha detto qualcun altro –  Alfonso De Caro era letteralmente sconvolto, lui che è già cardiopatico e per di più è stato depresso…”Occorre dire che il costruttore e i suoi figli hanno sempre rispettato tutte le norme di sicurezza previste dalle leggi nel loro cantiere; per quanto riguardala vittima si sa soltanto che prossimamente si terranno i funerali, lo si saprà già nella stessa giornata di oggi, “fatidico” 30 novembre (S. Andrea).

Un pensiero su “Mercato San Severino: ennesima vittima del lavoro

  1. ….e, quasi certamente, la povera vittima lavorava anche in nero, essendo pensionato.

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