Il campo dei miracoli e la giustizia dei poveri

 

 Roberto De Luca

Può capitare, in un contesto corrotto fino al midollo, di trovarsi di fronte ad un coraggioso pubblico ministero che, indagando a trecentosessanta gradi, senza timori reverenziali, scopra che il male sociale invasivo dell’illegalità trova albergo addirittura nella sua stessa istituzione. E può anche capitare che questo coraggioso servitore dello Stato venga messo alle strette, nella città di Acchiappa-citrulli. La cosa più semplice da fare per neutralizzare la sua azione potrebbe allora essere quella di togliergli sistematicamente le inchieste che sta conducendo o di trasferirlo ad altro incarico. Eppure può anche capitare, secondo Collodi, di denunciare fatti e misfatti, proprio come fece Pinocchio dopo l’episodio del “Campo dei miracoli”. E non vi sembra molto simile l’episodio del Gatto e della Volpe a quello che alcune compagnie di assicurazione o alcuni promotori finanziari o addirittura alcune banche hanno messo in atto in questi ultimi tempi? Persone comuni hanno creduto di far fruttare i loro risparmi investendo in titoli aziendali; dopo qualche tempo vedono i loro danari svaniti nel nulla. Il Campo dei miracoli, appunto, che il Gatto e La Volpe indicavano a Pinocchio come il posto dove le quattro monete d’oro avrebbero fruttato un albero pieno di altre monete nel giro di una notte: il tempo necessario per trafugarle. Se solo Pinocchio avesse ascoltato il Grillo parlante! Eh già! Corruzione e illegalità; illegalità e corruzione assurte a sistema. Difficile scrutare negli occhi le persone e definire il loro grado di adesione al “sistema”. Il sistema è pervasivo, e vive in ognuno di noi ormai. Difficile capire se chi ci sta di fronte ha a cuore la cultura della legalità o è solo una rotella dell’ingranaggio perverso che porta ad escludere dal contesto sociale chi della cultura della legalità vorrebbe farsi portavoce, magari solamente per ripetere ai quattro venti che non può esservi vero progresso e sviluppo in contesti corrotti. Campo dei miracoli (e che miracoli!) non è forse anche un sito di pregio ambientale che si adibisce a zona industriale? La città di Acchiappa-citrulli è il contesto naturale dove può sorgere una simile stortura (si badi bene, non dico struttura, ma stortura): il sacrificio di un contesto ambientale, unico nel suo genere, sull’altare del falso progresso dei capannoni nominali e del finanziamento pubblico di “infra-storture” che possono servire a qualche speculatore nella compravendita dei terreni, a qualche ditta appaltante con tanto di certificazione antimafia per effettuare lavori e a qualche amministratore per ingraziarsi gli imprenditori d’accatto della città di Acchiappa-citrulli. E ricordate proprio tutti gli episodi del romanzo fantastico di Collodi? Pinocchio veniva messo in gattabuia insieme a Lucignolo, perché non aveva saputo far fronte alle lusinghe del Gatto e della Volpe. Fantastico, appunto! Mettere in gabbia i truffati potrebbe essere un’idea da suggerire a qualche “scassa-sigilli” in una riedizione moderna del libro. Intercettare telefonicamente gli onesti per vedere fino a che punto sono persone corrette e fino a che punto riescono a resistere al sistema; questa potrebbe essere un’idea da praticare, così da poter montare mille campagne mediatiche sulla “banda degli onesti” non appena si scoprirà che qualcuno del gruppo non è onesto fino in fondo, proprio perché agisce nel più sordido dei contesti, ovvero “in questo mondo di ladri”.Lasciare completamente mano libera ai delinquenti, agli assassini, ai ladri, agli speculatori, agli spacciatori, ai profittatori potrebbe essere il prossimo traguardo della città di Acchiappa-citrulli. Lo stesso Pinocchio, ricordiamolo, dovette professarsi un malandrino per poter usufruire dell’amnistia dell’Imperatore (ce ne è sempre uno nelle favole che si rispettano). E così potremo tutti godere, con animo sereno, delle leccornie, frutto del latrocinio di Lucignolo, che continuerà a non volere andare a scuola. Anche quest’istituzione sarà da riformare, tuttavia, per poter fare posto ai tanti somari che stanno già arrivando a frotte dal “Paese dei balocchi”. Anche per loro vi sarà onore e gloria nella splendida città di Acchiappa-citrulli, dove i cittadini sono tassati e tartassati per poter permettere a Mangiafuoco, che allestisce spettacoli, brucia l’immondizia, procaccia affari e quant’altro, di arricchirsi, più di quanto già fa con lo sfruttamento della manodopera dei poveri burattini di legno a due euro l’ora. Il più somaro potrà poi diventare il responsabile delle attività culturali della città, il più malandrino il cassiere, il più crudele l’addetto ai servizi sociali, il più furfante il capo della polizia e, infine, il ciuchino più innocuo di tutti il ciambellano di corte, posto in verità ambito da molti. Che orrore! Ma la Fata Turchina dov’è?

 

Roberto De Luca

(dall’umida palude del Diano in un freddo giorno d’inverno)