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Radiazioni ionizzanti e “Tommasei” dubbi del poeta Trilussa

Inserito da on 31 ottobre 2020 – 00:00No Comment

Giuffrida Farina

Le idee di forme d’energia elettromagnetica, campo elettromagnetico, onde elettromagnetiche, indicano entità non visibili, ma rappresentano concetti familiari con i quali quotidianamente interagiamo: la luce del sole, il campo magnetico terrestre (la Terra è una “enorme calamita”), l’energia sprigionata da elettrometeore (ovvero dai fulmini). Esistono inoltre fonti energetiche elettromagnetiche generate da sorgenti artificiali:  linee di trasmissione dell’energia elettrica (elettrodotti), stazioni elettriche, antenne radio e TV che sono –anche  in grandissime dimensioni- disseminate dovunque, reti elettriche casalinghe con interconnessi elettrodomestici; elementi producenti emissioni generanti elettrosmog ed inquinanti l’ambiente. Produzione, trasmissione ed utilizzazione di energia elettrica hanno avuto origine all’incirca 100 anni orsono, mentre risale ad una settantina di anni l’impiego di trasmissioni radio da cui sono derivate forme di telecomunicazione e dunque una concentrazione sempre più estesa di onde elettromagnetiche, inosservabili enti energetici. Salute umana e impatto ambientale: riviste scientifiche di ciascun Paese spesso riportano  indagini statistiche su vasta scala, condotte da specialisti di Istituti di salute, coinvolgenti varie Nazioni e diverse Realtà sociali. L’ampia raccolta dati concerne il riscontro d’esistenza di concreti legami tra l’esposizione a radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza ed effetti d’esse sulla nostra condizione fisica e col destarsi di  gravi malattie; è ben noto che oggi viviamo in un oceano d’esse radiazioni, ionizzanti e non ionizzanti, l’aspetto significativo consiste nel loro essere esenti da qualunque manifestazione “concreta” di configurazione materiale, a differenza delle visibili nebbie dense ed oscure che gravitano su aree urbane ed industriali.

Ma quali notevoli risultati esibiscono, in linea generale, tali estese sequenze di indagini? Riassumiamoli; in sintesi: estremamente complicato è il quantizzare l’esistenza di legami matematicamente significativi tra l’esposizione a radiazioni elettromagnetiche ad “estesa vibrazione” (ad alta frequenza) e l’insorgere di malattie interessanti vari organi. Adoperiamo il nostro pensiero, le nostre riflessioni, quando vengono prospettate indagini statistiche manifestanti diverse (talvolta opposte) visuali, senza voler inserire sul piatto della bilancia né specifiche competenze né richiami poetici coinvolgenti il fantastico poeta Trilussa, secondo alcuni suoi versi in dialetto romanesco concernenti la Disciplina Statistica: ”risurta che  te tocca un pollo all’anno”, sebbene vi sia “un antro che ne magna due”. Dunque: semplici apparecchi e complessi apparati costituiscono perentoria causa d’insorgenza di gravi malanni e di anormali condizioni? Qual è il margine di verità in sintesi di pensiero scaturenti da analisi statistiche? Realtà supreme ed assoluta veridicità? Indubbiamente non v’è alcuna sacralità (solo in taluni casi  esiste incondizionata evidenza) in qualunque indagine statistica.

In termini scientifici, viene misurato il livello d’impatto del campo elettromagnetico sugli esseri umani in determinate zone, lo studio interessa un nucleo composto, in generale, da migliaia di persone affette da specifiche sofferenze, poi i dati vengono raggruppati in tabelle dalle quali nascono deduzioni alle quali si associano teorie. Ok. Possiamo considerarle Realtà supreme ed assolute veridicità? Probabilmente San Tommaso suggerirebbe di coinvolgere praticamente tutta la popolazione mondiale in una analisi statistica, e qualora riscontrasse incongruenze tra tabelle fornite alla pubblica opinione e realtà costituite da inconfutabili occultate verità, probabilmente all’incredulo Santo sarebbe sufficiente indicare due versi di Montale: ”Giusto era il segno: chi l’ha ravvisato/non può fallire nel ritrovarti…”; versi che giustificherebbero tanto i Suoi dubbi quanto le frecce velenose scagliate dall’arco sibillino dei versi di Trilussa. Quel che è indubitabile, relativamente alla realtà italiana, è un valore numerico massimo: 6 volt/metro; rappresenta il massimo valore del campo elettromagnetico irradiabile, una soglia da non oltrepassare, è stata  fissata da organi legislativi approvanti un Decreto Ministeriale del 1998; tale massima soglia ammissibile di 6 volt/metro, concerne zone ad alta densità abitativa.

Anche in tal caso, chiedo perdono se reduplico la perplessità Tommasea: Viene rispettato tale “esalimite”? Sì? Possono essere esibiti i risultati attestanti l’osservanza d’esso vincolo? Peccato non sia possibile passeggiare sottobraccio con uno strumento misuratore di campo elettromagnetico. Vi è da aggiungere una riflessione concernente i cartelli presenti in tutte le strutture ospedaliere, le cliniche, le case di cura. Su esse segnalazioni viene  impresso l’ovvio divieto di accensione di telefoni cellulari onde evitare pericolose interferenze con le apparecchiature installate. Eppure, interferenze potrebbero insorgere e manifestarsi anche a causa della presenza ,nelle adiacenze dell’ospedale, di ripetitori telefonici e di apparecchiature permanentemente attive: non potrebbero vanificare precauzioni e norme imposte? E che dire dei portatori di delicate pace-makers

e d’apparecchi acustici? Inoltre, in che modo commentare la ”copiosissima” presenza di tralicci per radio FM, di ripetitori TV e telefonici, ormai capillarmente ovunque distribuiti nei centri abitati? Relativamente alle radiazioni ionizzanti: sono sia onde immateriali di energia, sia particelle corpuscolari; ”ionizzanti” fa agevolmente capire che esplicano una azione.

Esempio: Il pallone colpito dal calciatore, ovviamente subisce un movimento; allo stesso modo, l’impatto di radiazioni elettromagnetiche o corpuscolari è analogo all’impatto del piede sul pallone che viene messo in moto, metaforicamente corpuscoli e radiazioni sono equivalenti al piede, “sferrano un calcio” ad altre particelle elettricamente cariche. Il pallone colpito, sporco di fango, rallentando deposita questa fanghiglia ed inquina l’aria, dunque tali particelle cariche riducendo la propria velocità depositano energia provocando danni. La popolazione mondiale assorbe radiazioni ionizzanti provenienti, in maggior esteso percento, sia dall’esterno della Terra, sia da componenti radioattivi che trovano sede all’interno della crosta terrestre. L’esposizione esterna da Sorgente è costituita da raggi cosmici e radiazioni gamma terrestri, mentre l’esposizione interna da Sorgente è generata da inalazioni e da ingestioni. Per quel che concerne effetti biologici, effetti sulla salute ed effetti sui materiali, sostanzialmente dipendono da 2 fattori:

dose di radiazione assorbita e durata dell’assorbimento. A livello cellulare, le radiazioni possono provocare danni alle molecole del  DNA e modificare il processo di riproduzione cellulare, causando lo sviluppo di una sindrome caratteristica, definita “malattia  da raggi”; in relazione allo stato di benessere, vi sono effetti a lungo termine (aleatori) ed immediati (deterministici) sulla salute. Relativamente ai materiali, si riscontrano modifiche della struttura chimica delle molecole. Per quanto riguarda la protezione dalle radiazioni, essa si ottiene interponendo schermi tra la sorgente di radiazioni e l’operatore o il materiale da proteggere. Le radiazioni destanti maggiori problemi sono i neutroni veloci ed i raggi gamma di alta energia, questi ultimi in grado di attraversare elevati spessori di materiale, prima di essere assorbiti. Per contrastare le sostanze radioattive, si usano guanti, respiratori ed occhiali; inoltre è possibile l’utilizzo di complessi manipolatori meccanici a distanza che consentono d’effettuare operazioni di estrazione ed inserimento di materiale combustibile in un importante componente utilizzato per la produzione di energia elettrica,  il reattore nucleare.

Ne esistono tuttora in Italia, impiegati a scopo di ricerca, sebbene il referendum del 1987 interdì l’utilizzo di tali componenti; questo mancato sfruttamento della risorsa nucleare ha peraltro sortito l’effetto di “rincarare” il prezzo della bolletta inerente al consumo di energia elettrica, bolletta italiana che detiene l’indesiderato primato di essere la più costosa in Europa. In Francia sono attivi 58 reattori nucleari, il non disporne in Italia non è fattore riducente il rischio e garantente più ampi margini di sicurezza. Il presente scritto è, al solito, integrato da una mia rappresentazione grafica: del personaggio (Trilussa) e dell’argomento (radiazioni) trattati.

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