Vita di Missione: Alfabeto Africano, T come Tamburo

 Padre Oliviero Ferro

“Quando cambia il suonatore di tam tam,cambia il modo di danzare”. Così dice un proverbio africano. Quando senti un tamburo risuonare da qualche parte, troverai sempre qualcuno che si mette a danzare. E’ nel sangue dei fratelli africani. Anzi,la mamma lo trasmette al bambino con il latte materno. Vi sarà capitato qualche volta di vedere delle mamme africane con il bambino,legato dietro la schiena. Quando comincerà a camminare,sarà facile per lui danzare.Nelle feste, il tamburo,dal più piccolo al più grande,ha il suo posto privilegiato. Nei grandi mercati,vicino al “castello” del re,c’è un grande tam tam che viene suonato per chiamare la gente a raccolta per i momenti importanti. E’ il tam tam regale e solo quelli incaricati da lui possono batterlo. Ma ci sono anche  quelli più piccoli che vengono utilizzati nelle feste. Alcuni solo in occasioni particolari(morte del re,intronizzazione del nuovo re, l’iniziazione dei giovani e così via). Ognuno è fatto con un materiale particolare,perché deve essere utilizzato per uno scopo preciso. Anche in chiesa,durante le celebrazioni,insieme al balano,viene utilizzato il tam tam. E vi assicuro,quando comincia a fare sentire il suo suono,nessuno può rimanere fermo. Tutti si muovono,danzano,cantano. E’ uno spettacolo meraviglioso. Anche noi europei,freddi per natura, non possiamo resistere e entriamo nella danza. Certo siamo un po’ goffi. Ma nessuno ci dirà qualcosa,anzi sarà contento di vedere che apprezziamo la loro cultura. Ci sono anche quelli che li comperano (i turisti), per portarseli a casa e metterli in mostra. Ma non è questo lo scopo del tamburo. E’ nato per portare gioia e per danzare,non per ammuffire in una mostra. Il tamburo è la voce dell’Africa e deve essere ascoltato da tutti.