Salerno: Caritas IV^ Domenica di Quaresima

“Insieme ci aspettiamo tutti”. Bisogna saper attendere anche chi si ferma per strada,  chi cede alla stanchezza,  chi si arrende di fronte alle prove. Gesù dice infatti, che il Padre non vuole che nessuno si perda. L’indissolubile intreccio tra fede e carità. Tuo fratello era morto ed è tornato in vita. Solo con la comprensione del volto del Padre potremo superare il nostro orgoglio, la nostra autosufficienza che altrimenti ci condurranno alla morte. Alla luce di quanto detto, risulta chiaro che non possiamo mai separare o, addirittura, opporre  fede  e  carità.  Queste  due  virtù  teologali  sono  intimamente  unite  ed  è fuorviante  vedere  tra  di  esse  un  contrasto  o  una  «dialettica»…  Per  una  sana  vita spirituale è necessario rifuggire sia dal fideismo che dall’attivismo moralista. L’esistenza cristiana consiste in un continuo salire il monte dell’incontro con Dio per poi ridiscendere, portando l’amore e la forza che ne derivano, in modo da servire i nostri  fratelli  e  sorelle  con  lo  stesso  amore  di  Dio.  Nella  Sacra  Scrittura  vediamo come  lo  zelo  degli  Apostoli  per  l’annuncio  del  Vangelo  che  suscita  la  fede  è strettamente legato alla premura caritatevole riguardo al servizio verso i poveri (cfr At 6,1-4). Nella Chiesa, contemplazione e azione, simboleggiate in certo qual modo dalle figure  evangeliche  delle  sorelle Maria  e Marta,  devono  coesistere  e  integrarsi  (cfr  Lc 10,38-42).  La  priorità  spetta  sempre  al  rapporto  con  Dio  e  la  vera  condivisione evangelica  deve  radicarsi  nella  fede  .Talvolta  si  tende,  infatti,  a  circoscrivere il termine  «carità»  alla  solidarietà  o  al  semplice  aiuto  umanitario.  E’  importante, invece,  ricordare che massima opera di carità è proprio  l’evangelizzazione, ossia  il «servizio  della Parola». Non  v’è  azione  più  benefica,  e  quindi  caritatevole,  verso  il prossimo  che  spezzare  il  pane  della  Parola  di  Dio,  renderlo  partecipe  della  Buona Notizia del Vangelo,  introdurlo nel rapporto con Dio:  l’evangelizzazione è  la più alta e integrale promozione della persona umana. …In sostanza,  tutto parte dall’Amore e tende  all’Amore.  L’amore  gratuito  di  Dio  c’è  reso  noto  mediante  l’annuncio  del Vangelo. Se  lo accogliamo con  fede,  riceviamo quel primo ed  indispensabile contatto col divino capace di  farci «innamorare dell’Amore», per poi dimorare e crescere  in questo Amore e comunicarlo con gioia agli altri…Una fede senza opere è come un albero senza frutti: queste due virtù si implicano reciprocamente.

Rifletti- Il padre misericordioso è l’immagine dell’accoglienza generosa e che non giudica. Guardando al padre voglio imparare ad avvicinare i miei fratelli facendo io stesso il primo passo verso il perdono; per perdonare ed essere perdonato. Accogliere come … Che accolse la chiamata del Signore a farsi sacerdote e partì per  la Turchia. In una  lettera scrisse: Un gruppetto di 4-5 ragazzi, sui 14 -15 anni mi si sono avvicinati e hanno cominciato a farmi domande: “Ma  sei  qui  perché  ti  hanno  obbligato?”. “No,  sono  venuto  volentieri liberamente.  Perché mi piace la Turchia. Perché qui c’era una chiesa e un gruppo di  cristiani  senza un prete  e allora mi  sono  reso disponibile. Per favorire  dei  buoni  rapporti  tra  cristiani  e  musulmani”… “Ma  sei contento?”  “Certo  che  sono  contento. Adesso,  che ho  conosciuto voi,  sono ancora  più  contento.  Vi  voglio  bene”.  A  questo  punto  gli  occhi  di  una ragazza si sono illuminati, mi hanno guardato con profondità e lei mi ha detto con slancio: “Anche noi ti vogliamo bene.” Dirsi “ti vogliamo bene”, dentro una chiesa, tra cristiani e musulmani mi è sembrato un raggio di luce