Cedimenti improvvisi, comparsa di fenditure e profonde lesioni sull’asfalto. I sensori predisposti sulla A14 hanno fatto scattare l’alert, un fronte di circa quattro chilometri, nel tratto autostradale della A14 adriatica compreso tra Vasto e Poggio Imperiale. Dopo oltre dieci anni, In Molise, si è riattivata la frana di Petacciato. Stop forzato dei treni sulla linea Bari-Foggia- Pescara. Disagi notevoli per automobilisti e passeggeri. La Protezione Civile annuncia tempi lunghi per il ripristino della circolazione. Oggi riunione al MIT. In Molise presente un altro storico dissesto: la frana di Pietracatella.
Giuseppe Zingarelli
In Molise, dopo circa 11 anni, si è “risvegliata” una frana storica. La frana di Petacciato. Altro effetto del maltempo della scorsa settimana che aveva già provocato danni, paura e disagi alla circolazione automobilistica in seguito al crollo del ponte sul fiume Trigno, al confine tra Molise e Abruzzo. A Petacciato, in provincia di Campobasso, è tornata così l’allerta con la chiusura precauzionale temporanea dell’autostrada A14 nel tratto compreso tra Vasto Sud e Termoli, in entrambe le direzioni della Statale 16 e della linea ferroviaria Bari-Pescara, interrotta tra Termoli e Montenero di Bisaccia. Le verifiche tecniche sono andate avanti per tutta la giornata. La frana di Petacciato è una frana attiva da 110 anni e, già in passato, lo scivolamento a valle del terreno aveva creato diversi problemi, tanto da portare nel 2015 anche all’abbattimento di una decina di case.
Ieri, intorno all’ora di pranzo, i sistemi di monitoraggio predisposti sull’A14 hanno lanciato l’alert dopo la comparsa di evidenti lesioni sull’asfalto. Il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha spiegato che “il fronte della frana è molto lungo, circa se non oltre quattro chilometri, quindi un fronte lunghissimo. Di tratta di una frana storica di cui si era già perfettamente a conoscenza. Proprio perchè il fronte è così ampio la soluzione alternativa per la ricerca della viabilità ordinaria stradale e ferroviaria è particolarmente difficile. La situazione è, effettivamente, molto preoccupante, perchè la frana si sta muovendo. Ed è, dal punto di vista morfologico, una situazione assai complessa in quanto a breve non sarà facile ripristinare sia la viabilità stradale sia quella ferroviaria. Quindi è necessario organizzare i flussi di traffico utilizzando la dorsale tirrenica, fondamentale la Napoli-Bari, e la linea ferroviaria principale dell’adriatico che attualmente ferma a Silvi a nord e a Termoli a sud.
L’ alta velocità è deviata sulla Bologna-Roma e Roma-Caserta-Foggia, con significative ripercussioni in termini di tempo per l’allungamento delle tratte. Le 50 persone evacuate sono, in questo momento, quelle che ci preoccupano di più. Ci sarà una seconda valutazione del professor Casali, docente ordinario di Geologia applicata all’Università di Firenze, centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile e dell’Università di Chieti con il professor Sciarra, in maniera tale che so riesca ad avere una prima valutazione effettiva di quella che è la consistenza del movimento franoso sulla base della quale, ovviamente, poi sarà necessario ragionare per cercare di trovare soluzioni che siano soluzioni definitive nel lungo periodo ma temporanee nel breve periodo. Ripeto. La situazione è particolarmente complessa e la tempistica è lunga e occorre più di qualche settimana se non addirittura qualche mese per ripristinare la viabilità. Non ci si può aspettate un ripristino immediato della viabilità, nel.giro di cinque o sette giorni. Stiamo parlando di un fronte frana lungo quattro chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro.
Finché la frana non si ferma non sarà possibile effettuare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi, inevitabilmente, saranno molto lunghi”. Nel pomeriggio di ieri, alla stazione ferroviaria di Foggia, la sospensione dei treni ha causato parecchi disagi. Circa 200 viaggiatori sono rimasti bloccati dalle ore 13:45 circa nello scalo ferroviario foggiano, nel tentativo di trovare soluzioni alternative per proseguire il viaggio verso il Nord Italia. Tra treni cancellati o riprogrammati verso l’interno i ritardi accumulati sono stati notevoli: ore e ore. La stessa Trenitalia, in un comunicato, ha fatto sapere di non essere in grado di prevedere i tempi necessari per il ripristino. In serata è arrivata anche una nota da Palazzo Chigi in cui si fa presente che la premier Giorgia Meloni “è in costante contatto con i ministri competenti e che il comitato operativo della Protezione Civile è riunito in seduta permanente”. Sono state evacuate anche una cinquantina di persone. Oggi, a Petacciato, centro molisano di 3.500 abitanti situato a circa 225 metri sul livello del mare, le scuole sono rimaste chiuse, come da ordinanza del sindaco Antonio Di Pardo.
Il sindaco Di Pardo è giunto sul posto dove si verificava l’evento franoso insieme al governatore della regione Molise, Francesco Roberti. Per tutta la giornata di ieri sono proseguiti i sopralluoghi egfettuati dai tecnici del 7°Tronco di Pescara di Autostrade per l’Italia, per le valutazioni del caso.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per tutta la giornata di ieri, ha seguito costantemente l’evolversi della situazione. Il dicastero, inoltre, ha reso noto che il ministro Salvini per la giornata di oggi convocherà una riunione programmatica del MIT, al fine di analizzare dettagliatamente tutte le criticità, per predisporre e mettere in campo tutte le misure necessarie ad evitare l’isolamento del Molise. E ridurre al minimo i disagi dei cittadini. Secondo le prime verifiche degli addetti ai lavori, a causare la riattivazione della frana, considerata peraltro tra le più grandi d’Europa, sono state proprio le abbondanti precipitazioni della scorsa settimana. L’ Italia, dunque, è letteralmente spezzata in due nella dorsale Adriatica. In alcuni momenti si sono registrati oltre tre chilometri di coda, divenuti poi quasi cinque nel tratto compreso tra Vasto Sud e Vasto Nord in direzione Bari e una cosa di decine di chilometri si è registrata nel tratto compreso tra Poggio Imperiale, in provincia di Foggia, e Termoli in direzione Pescara, dovuti anche agli spostamenti previsti per i rientri dalle vacanze pasquali. Nel frattempo, si sta lavorando anche alla cinta dei danni. Ieri i vigili del fuoco hanno effettuato delle ricognizioni anche con il supporto dei droni. Oltre a quella di Petacciato, un’altra frana storica, da lungo tempo, oltre 60 anni, è presente nel terrotorio molisano. È la frana presente nell’agro del comune di Pietracatella, in provincia di Campobasso.
Il movimento franoso, inarrestabile, traslando a valle, con frequenza periodica “ferisce” il piano stradale della SS645 Molise che, tortuosamente, si snoda nel tratto viario della Foggia-Campobasso attraversante a valle l’agro pietracatellese. Per tal motivo l’Anas, specie in passato, era, ma è ancor oggi, costretta ad intervenire per ripristinare la viabilità del “deteriorato” tratto stradale in questione, a garanzia della sicurezza automobilistica. Era stato previsto, se ne parlava con sempre maggiore insistenza nel 2017, un progetto di variante per il quale era allora in corso uno studio di fattibilità. Per risolvere il problema della frana necessitava costruire un nuovo tronco stradale che doveva svilupparsi valle a valle del movimento franoso, della lunghezza di circa tre chilometri, con due attraversamenti del fiume. Il costo dell’opera fu stimato in 25 milioni di euro. Poichè la frana di Pietracatella interessa una vasta area, il completamento del tronco era stato previsto entro cinque anni. Ma, ad oggi, ancora non c’è.