Giulio Caso
Uno dei paradossi fondamentali dell’universo riguarda le sue dimensioni.
Se l’universo ha circa 13,8 miliardi di anni, come può essere, il suo diametro di circa 93 miliardi di anni luce?
Ecco come stanno le cose, spiegate in modo semplice.
Fondanentale è stata una scoperta basata sull’osservazione.
Edwin Hubble (1929), scoprì che la luce proveniente dalle galassie lontane era spostata verso il rosso.
Questo spostamento indicava che le galassie si stavano allontanando da noi e che, più erano lontane, più velocemente fuggivano.
All’inizio fu messa in dubbio perfino la costante “c”, cioè la velocità della luce.
Poi, si capì che non erano le galassie a viaggiare a velocità superiore a c (300 mila km/s), ma era la natura stessa dell’universo che si espandeva ad altissime velocità.
Cioè, è lo spazio stesso tra le galassie che si dilata.
Quando una galassia lontana ha emesso la luce che vediamo oggi, quei fotoni viaggiavano verso la Terra, ma, lo spazio si è espanso e risultano più lontani.
Il vuoto che si sta creando ci fa pensare ad un lontano futuro buio. Tra miliardi di anni, gli abitanti della nostra galassia guarderanno il cielo e non vedranno altre galassie. Lo spazio si sarà espanso così tanto che la luce delle altre galassie non ci raggiungerà più.
L’universo sembrerà vuoto.
Ma le possibilità sono diverse e le analizzeremo, in seguito.