La premier chiede unità e poi attacca. Le opposizioni: “Troppo vicina alle decisioni di Washington”.
Giuseppe Zingarelli
“Gli azzurri del baseball hanno battuto gli Stati Uniti in casa loro. Una volta tanto, anche l’opposizione sarà soddisfatta”. L’ impresa dell’Italia al ‘World Baseball Classic’ regala un assist alla Premier Meloni nel giorno in cui si presenta alle Camere con il conflitto che divampa in Medio Oriente. “Ribadisco ancora una volta che l’Italia non è in guerra e non vogliamo entrare in guerra”, le parole di Meloni che chiede al Parlamento di “compattarci attorno alla difesa degli interessi nazionali”. La premier ha offerto un tavolo di dibattito e di confronto aperto ad un opposizione che, peraltro, presenta risoluzioni diverse, dividendosi sull’Ucraina. Anche se le critiche restano: “Gli italiani non hanno capito qual è la posizione del nostro Paese, afferma Nicola Fratoianni di Avs: “Il Pd chiede che Meloni abbia il coraggio di dire no a questo conflitto”, mentre Giuseppe Conte, M5s, osserva: “Un Presidente del Consiglio non può dire non condanno nè condivido”. Due giorni fa, Giorgia Meloni, aveva affermato di non avere elementi né per condannare il conflitto, né per condividerlo. “L’ appello all’unità della premier Meloni è durato giunto con 12 giorni di ritardo”, così la segretaria del Pd, Elly Schlein a Rtl 102.5.
La leader del maggiore partito del centrosinistra ha rincarato la dose: “Io ho dovuto iniziare il mio intervento invitandola a poggiare la clava….Speravamo di poter parlare ma l’appello è durato poco. Meloni sta facendo tutto da sola. Noi lo abbiamo ribadito. Ci siamo adesso, come ci siamo sempre stati anche innprecedenza. A giugno io per prima chiamai la Presidente del Consiglio. Ora però deve posare la clava. Lei il mio numero ce l’ha”. La premier ha subito controreplicato: “Mi corre anche l’obbligo di rispondere alle dichiarazioni della segretaria del PD, Schlein, relativamente all’appello all’unità che ho rivolto in Aula alle opposizioni. Il mio è stato un appello al dialogo sincero e pubblico, a fronte del quale l’opposizione ha risposto con accuse, ironie e perfino con insulti personali. Se non vi è disponibilità da parte loro a un coordinamento sulla crisi, va bene, lo rispetto, ma non se ne dia la responsabilità a me. Confermo che il mio invito resta valido, ma i toni sono lontani da un clima di confronto accettabile”. A riguardo alla crisi in Libano, Meloni ha sostenuto che “la decisione di una nuova guerra contro Israele è scellerata e l’Italia ha manifestato a Tel Aviv la contrarietà dell’Italia a qualsiasi ‘escalation’, fermorestando il diritto alla difesa dagli attacchi degli Hezbollah. È vero che l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano è da collocare fra le azioni unilaterali condotte fuori dal diritto internazionale. Anche se è altrettanto vero che sarebbe altrettanto pericoloso un regime, come quello degli ayatollah, e non possiamo permettercelo, in possesso dell’arma nucleare. Quanto agli USA, nel caso in cui dovesse giungere una richiesta di concedere le basi presenti nel nostro territorio, spetterebbe sempre al governo prendere una decisione”. Che poi passerebbe al voto del Parlamento.
Il Pd aveva chiesto di non autorizzare la Casa Bianca all’utilizzo delle basi presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran. Meloni ha rimproverato al centrosinistra di contestare le bombe a fasi alterne, “quelle americane contro il neofascismo andavano bene, quelle contro gli ayatollah no?”, sottolineando “la ferma condanna del governo circa la efferata strage delle bambine nella scuola di Minab”, che un’ analisi preliminare del ‘New York Times’ attribuirebbe agli USA. Infine i carburanti. L’ impegno è “impedire che si speculi” e “se necessario, recuperare i proventi con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”. E le accise mobili?. La premier risponde decisa: “Ci pensiamo, nel caso i prezzi aumentassero in modo stabile”.