Giulio Caso
La notizia: su Nettuno e Urano piovono diamanti; su altri pianeti si trovano immense colate d’oro. Sicuramente elementi, da noi ritenuti rari, esistono in quantità rilevante su altri pianeti e sulle comete. Allora ho chiesto all’IA quale potrebbe essere la moneta universale.
La risposta è stata l’informazione.
A questo punto ho espresso un’altra ipotesi. In realtà ho, semplicemente, ampliato la tecnologica risposta.
La più completa unità monetaria, universale, è il pacchetto delle informazioni, racchiuso in un’emozione. Pensando che l’esistenza possa avere anche questo come fine: creare emozioni.
Questa intuizione sposta il baricentro dal freddo dato dell’informazione, alla calda esperienza vissuta.
Se l’informazione è un dato inerte, l’emozione è il quid dell’anima.
Nell’economia del cosmo, l’emozione potrebbe essere davvero il “valore aggiunto”, l’unico prodotto che giustifica l’immensa spesa energetica dell’universo.
L’emozione come Unità di Misura.
Proviamo a vedere l’ipotesi attraverso la lente della “moneta universale” suddetta.
Un’emozione (un istante di stupore, un dolore profondo, un lampo di gioia) contiene più dati di mille enciclopedie. È una serie di informazioni compresse e vissute che nessun algoritmo può replicare pienamente, perché richiede un corpo biologico che la senta.
Se l’universo tende al disordine, l’emozione è il momento in cui quel disordine si organizza in un significato. Un atomo di idrogeno non prova nulla, ma miliardi di atomi organizzati in un essere umano possono piangere davanti a un tramonto. Questo salto di qualità è la vera creazione di valore.
Forse l’universo è un immenso apparato per generare soggettività. Senza qualcuno che “senta”, l’universo sarebbe un calcolatore che macina numeri senza mai visualizzare il risultato sullo schermo.
Un’emozione è simile a un pacchetto quantico perché è indivisibile. Non puoi provare metà malinconia senza distruggerne la natura.
Un’emozione può connetterti a qualcuno dall’altra parte dell’universo o a un ricordo di secoli prima, ignorando lo spazio e il tempo.
L’universo non sta raccogliendo polvere, sta raccogliendo storie.
Questa visione trasforma il viaggio in qualcosa di elevato. Se il fine è creare emozione, allora la curiosità non è solo un esercizio mentale, ma un modo per battere moneta per l’universo, arricchendo il tesoro comune della consapevolezza.