“Il tema della giustizia richiede che qualunque intervento sia serio e rispettoso dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. Noi siamo contrari a questa riforma perche’ la riteniamo sbagliata e pericolosa per la tenuta stessa della democrazia “. Lo ha detto il deputato del Partito Democratico Piero De Luca, intervenuto all’evento ‘Governo e opposizioni al confronto sul futuro del sistema giudiziario’ che si e’ svolto presso l’Universita’ degli Studi di Salerno. “E’ sbagliata perche’ non affronta le vere emergenze della giustizia italiana: la durata eccessiva dei processi, la carenza di organici, le condizioni dell’edilizia giudiziaria, la digitalizzazione, il sovraffollamento carcerario, la necessita’ di garantire piena parita’ tra accusa e difesa. Sono questi i nodi reali, e la riforma non ne risolve neanche uno, come peraltro ammesso dallo stesso Ministro Nordio. Al contrario – ha sottolineato – interviene su altro: divide e separa le carriere tra magistratura giudicante e requirente, introduce due CSM distinti, fino alla creazione di un’Alta Corte disciplinare, e prevede il sorteggio per la selezione dei componenti della magistratura. Un impianto che indebolisce profondamente la magistratura e ne mette in discussione l’autonomia e l’indipendenza rispetto al potere politico. Si incrina la separazione dei poteri, pilastro fondamentale della nostra democrazia, e si apre la strada a una deriva Trumpiana che porta ad un pericoloso controllo della politica sulla giustizia. Peraltro, la separazione delle funzioni e’ gia’ prevista nel nostro ordinamento, anche dopo la riforma Cartabia, ed e’ utilizzata in misura molto limitata. Se davvero si voleva intervenire – ha quindi affermato – si poteva farlo con strumenti ordinari e mirati. Qui invece si sceglie una strada radicale e ideologica. Ancora piu’ grave e’ l’introduzione del sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno: un meccanismo che non esiste in nessun altro Paese e indebolisce il ruolo e l’autorevolezza del Csm, alterando l’equilibrio tra magistratura e politica. Per noi non e’ una battaglia ideologica, ma una questione di sistema e di tutela dei cittadini. Una giustizia piu’ debole e meno indipendente e’ una giustizia che protegge meno i diritti di tutti. Su questo continueremo a batterci con determinazione”, ha concluso. (AGI)Com/Dis 061419 MAR 26 NNNN
Roma: Referendum, on. Piero De Luca “A rischio tenuta democrazia”